Modelli iconici come la Dodge Challenger non saranno toccati. Per il resto della gamma Dodge, e più precisamente per Journey e Nitro, si prevede un futuro col marchio Fiat, almeno negli Stati Uniti. Questa, in estrema sintesi, la linea che sembra voler perseguire Sergio Marchionne nell’integrazione tra i due rami del neonato gruppo italo-americano.
“La Challenger è un’auto americana per definizione e non può essere trasformata in nient’altro” ha dichiarato Marchionne ad Automotive News. Per le altre invece, come dicevamo in apertura, sembra avvicinarsi un’operazione di rebadging, con cui si sostituirà il marchio Fiat a quello Dodge. L’attuazione del piano, dovrebbe però riguardare solo USA ed America Latina. Torniamo invece sul matrimonio tra Chrysler e Lancia, che è l’operazione più discussa degli ultimi tempi nell’ambito dell’accordo Fiat-Chrysler.
Lancia fornirà alla sorella acquisita d’Oltreoceano due dei suoi modelli più importanti, la Delta e la futura Ypsilon (attesa nella seconda metà del 2011) per ampliare l’offerta europea di Auburn Hills. Il marchio torinese continuerà ad esistere sul mercato italiano, dove peraltro registra il 90% delle sue vendite totali. “Chrysler Ypsilon” e “Chrysler Delta” verranno invece commercializzate nel resto d’Europa.
A conclusione della lunga conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, ricapitoliamo i punti principali del piano industriale Fiat-Chrysler. Sergio Marchionne, CEO della Casa di Auburn Hills, ha illustrato il futuro produttivo dei brand Chrysler, Dodge, Ram e Jeep. E’ stata fatta luce sulle sinergie per quanto riguarda piattaforme e motori, nonché sui modelli che a breve lasceranno le catene di montaggio e quelli che, invece, entreranno presto in produzione.
Cominciamo dalle vetture che presto abbandoneranno i listini. I primi modelli a scomparire dalle scene saranno la Chrysler PT Cruiser e la Jeep Commander, entrambe verso la fine del 2010. Nel 2011, sarà la volta del pick-up Dodge Dakota e della supercar Viper. Quest’ultima, però, potrebbe ritornare in una nuova generazione già nell’anno successivo. Sempre nel 2012, ci sarà la dipartita della Caliber e delle Jeep Patriot e Compass.
Per quanto riguarda i modelli prossimi al debutto, già l’anno prossimo assisteremo al restyling della Avenger e all’ingresso di una crossover Dodge di grandi dimensioni. Verso la fine del 2010, ci sarà l’attesissimo debutto della Fiat 500, equipaggiata con il motore 1.4 MultiAir da 105 CV. Inoltre, il cinquino verrà venduto oltreoceano attraverso la rete Chrysler in spazi espositivi totalmente dedicati. Nel 2011, oltre alla Fiat 500C, arriverà anche un pick-up Ram di taglia media, primo veicolo del neonato brand. Il biennio 2012-2013, invece, sarà ricco di novità per il gruppo Chrysler. In questo periodo debutteranno i primi modelli frutto dell’accordo con Fiat. Nel 2012, sarà la volta delle berline compatte griffate con i brand Dodge e Chrysler, nonché della Abarth 500 e dei veicoli commerciali Ram di piccola e grande taglia. Molto probabilmente, questi ultimi saranno il Doblò e il Ducato in versione americana.
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La conferenza di presentazione del piano quinquennale per il Gruppo Chrysler prosegue con il neonato marchio Ram, di cui viene proposto anche il logo. L’amministratore delegato Fred Diaz si è limitato ad introdurre i capisaldi – creare un’identità precisa e riconoscibile, entrare nel segmento dei truck commerciali, aumentare gamma e vendita – con qualche spruzzata di immancabile nazionalismo: “Il Texas sta ai nostri veicoli come i nostri veicoli stanno al Texas”.
Quest’equazione, volendo, sottolinea quanto era logico attendersi: il marchio dell’ariete mantiene un’insindacabile indipendenza, dna yankee al 100%, senza alcuna intromissione del Gruppo Fiat. La clientela, insomma, non deve guardare alla concorrenza per cercare prodotti rudi come un tempo. Tuttavia, il Lingotto contribuirà fornendo la base per un Large Commercial Van e rimarchiando uno Small Commercial Van, che a quanto pare sarà una derivazione del Doblò prodotto in Brasile. Entrambi debutteranno nel 2012.
Chrysler presenterà al prossimo Sema di Las Vegas le concept car Jeep Wrangler “Lower Forty”ed “Overland”, Dodge Challenger “1320” e Ram 1500. Tutte realizzate dalla MoPar (MotorParts), ormai settantenne distaccamento dedito allo sviluppo di componenti ed elaborazioni per le vetture del pentagono. E proprio il marchio “ammiraglio” potrebbe non sbarcare più nella Sin City, durante il suo salone, stante la già comunicata volontà di accrescerne appeal e prestigio.
Vengono così presentate due nuove variazioni sul tema Wrangler, con la Lower Forty ed i suoi pneumatici da 40 pollici, e la Overland pensata per i safari nel deserto: sul tetto è infatti montata una tenda in grado di ospitare due persone, mentre le sospensioni dall’escursione maggiorata (di tre pollici) e le gomme, anch’esse, con dimensioni extra-large – 35 pollici – completano la caratterizzazione tecnica.
La Dodge Challenger 1320 rispetta invece i canoni della “drag car”, ed il trittico presa d’aria sul cofano/paraurti posteriore/motore da 426 cm³ (7.000cc) lo dimostrano; salvo poi ammettere, che sì, il differenziale autobloccante, è un’aggiunta impossibile da non rimarcare. Il Ram 1500 chiude l’infornata di prototipi senza riuscire a trasmettere un messaggio preciso: la vernice Bianco Artico, i sedili in pelle bicolore ed i cerchi in lega da 22 pollici vogliono donare al pick-up – e quindi, di riflesso, al nuovo marchio – un’aria meno yankee-muscolosa?
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I marchi Chrysler e Lancia si avviano ad avere un legame molto stretto per quanto riguarda l’offerta sul mercato europeo. Dal settore delle medie due volumi a quello delle grandi berline di alta gamma, il management Fiat intende intrecciare i destini delle due case.
Torna alla mente la recente nomina di Olivier Francois al vertice di Chrysler. Un caso? Macché. Piuttosto, “il primo passo verso l’integrazione tra le due case” come rivelato da una fonte Fiat ad Automotive News. La casa di Auburn Hills e il marchio torinese non condivideranno solo i prodotti, ma anche la rete di vendita europea. Un’operazione fondamentale, destinata ad avverarsi sul breve termine.
La fonte Fiat, che sta lavorando proprio sulle trattative, ha espressamente parlato dell’erede della Thesis e della concreta possibilità che venga realizzata sul pianale della 300C, soffermandosi anche sul futuro condiviso dell’erede della Sebring, basata sulla 200C Concept e di una futura berlina media Lancia. Dopo mesi di silenzi e di presenze sbiadite ai saloni, queste parole sono il segno che ai piani alti stanno ancora ragionando concretamente sul futuro del marchio.
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Prende sempre più corpo l’ipotesi di trasformare il nome Ram nel quarto brand di Chrysler. Attualmente la denominazione identifica un modello di pick-up griffato Dodge. Solo nei giorni scorsi da Auburn Hills hanno fatto sapere come intendono posizionare sul mercato i brand Chrysler e Dodge. Dato che quest’ultimo in futuro sarà sinonimo di auto votate alla dinamicità di guida, un pick-up di grandi dimensioni è decisamente fuori gamma.
L’intenzione di Fiat è creare un nuovo brand che possa identificare non solo i pick-up ma, anche, furgoni, SUV e veicoli commerciali. Quindi, è molto probabile che gli italianissimi Fiat Ducato e Iveco Daily vengano commercializzati negli Stati Uniti con il brand Ram. Attualmente, anche i veicoli commerciali sono griffati da Dodge, come lo Sprinter nato nell’Era DaimlerChrysler.
Da molti giorni si parla del futuro di Chrysler. Il piano del rilancio industriale relativo al Gruppo automobilistico americano verrà presentato da Sergio Marchionne nel mese di novembre. Solo allora sapremo se Ram diventerà o meno il quarto brand di Chrysler. Intanto, sembra molto probabile la soppressione di Dodge sui mercati europei, per evitare qualsiasi sovrapposizione con Alfa Romeo.

Ram potrebbe diventare un nuovo brand della galassia Chrysler. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, la Casa di Auburn Hills utilizzerebbe il marchio per identificare i tipici trucks e pick-up americani. Infatti, Ram è il nome di un modello di Dodge, tra l’altro uno dei pick-up più diffusi negli USA. Il nuovo brand identificherebbe anche l’altro pick-up di Dodge, vale a dire il Dakota.
Per molti si tratta di una vera e propria bufala, perché appare insensato che si creino nuovi brand visto il difficile momento che sta attraversando l’industria automobilistica americana. Negli ultimi anni sono già scomparsi alcuni gloriosi brand a stelle e strisce. Ultimo, in ordine di tempo, è stato Pontiac. Già ai tempi della nascita di DaimlerChrysler, furono soppressi i marchi Plymouth e Eagle. Quindi, è molto improbabile che Fiat - nuovo partner di Chrysler - decida di creare questa nuova linea di prodotti con marchio a sé stante, anche perché l’operazione costerebbe non pochi milioni di dollari.
Via | Autoblog.com