
Intricato come un cubo di Rubik e molteplice come un tangram: prezzo contenuto non significa immobilismo. Dopo l’antesignana spartana (ma versatile) e poco fotogenica, le nuove proposte colpiscono l’occhio e catturano la ragione. Piacevole ed economa: come dire di no? Il settore delle low-cost non conosce tregua, giungendo addirittura a proporre un SUV: Renault riserva ai mercati sud-americani l’inedita Sandero Stepway, soft-roader – questa definizione è più calzante – attesa al debutto brasiliano nel mese di ottobre.
Priva della trazione integrale per esigenze di prezzo, spinta da un propulsore 1,6 benzina flexfuel da 112 cavalli, oltre ai noti dCi di provenienza europea, associa spazio e flessibilità interna ad una linea piacevole e dinamica, in alcuni spunti addirittura migliore della Koleos. Vederla varcare l’Atlantico? Perché no: il termine low cost è figlio della globalizzazione.

Via | World Car Fans
Il direttore esecutivo delle attività nel continente asiatico di Volkswagen, Adrian Hallmark, ha dichiarato che dalla seconda metà del 2010 il marchio tedesco produrrà una vettura low cost in India, iniziando con circa 15.000 unità annue.
Basata sulla piattaforma della nuova Polo, dovrebbe avere un prezzo di circa 3.500 $ e sarà poi esportata sui principali mercati asiatici. Volkswagen ha investito 580 milioni di Euro per costruire lo stabilimento di Chakan, vicino a Pune, dove sarà prodotta anche la Skoda Fabia. Inizialmente lavorerà ad un regime di circa 100.000 vetture annue. Sul mercato Indiano sono già presenti Passat e Jetta, prodotte nello stabilimento di Aurangabad, mentre Tuareg e Phaeton vengono importate.
Via | Autolinknews.com
La X-Bow era solo il primo passo. E fin qui ci può stare: un costruttore ha tutto il diritto di ampliare i propri orizzonti e la sua gamma. Ma, come dire, ci saremmo aspettati qualcosa di più convenzionale. E invece no. Gli austriaci della Kraftfahrzeuge Trunkenpolz Mattighofen stanno preparando tre prodotti che poco hanno a che fare con la micidiale naked di carbonio.
Come da titolo si tratta di una citycar, di una low-cost e del “primo SUV spartano ed eco-friendly”. Cosa si cela sotto questa definizione? Vi basti sapere che internamente (ed amichevolmente) questo offroad viene chiamato “il nuovo Haflinger”.
Per chi non lo conoscesse si trattava di un piccolo (350 cm di lunghezza, 600 kg di massa a secco, motore bicilindrico boxer 650 raffreddato ad aria) ma efficacissimo fuoristrada prodotto tra il 1959 ed il 1974 dall’allora Steyr-Daimler-Puch. Il suo erede ne riprenderà le dimensioni ridotte e la carrozzeria cabrio (quasi sicuramente sarà un soft-top), oltre alle ineguagliabili doti in fuoristrada. Ma non è tutto qui.
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Vokswagen ha diffuso la prima immagine ufficiale della nuova Gol, modello dedicato al mercato Sud Americano, prodotto in Brasile e di grande successo su questi mercati da quasi 30 anni. Si tratta della terza generazione, anche se molti la definiscono la quinta versione visti i restyling plurimi della seconda generazione. La nuova Gol prende spunto da alcuni temi stilisti delle Volkswagen Europee.
Basata sulla medesima piattaforma delle attuali Polo e Fox, la Gol avrà versioni 4 e 5 porte, familiari e pick up, e monterà motori 1.0 e 1.6 alimentabili anche con etanolo, versione scelta dall’85% dei clienti. Oltre che in Sud America, la Gol sarà venduta negli Stati Uniti, in Russia ed in Cina, ma Volkswagen sta seriamente pensando di produrla anche con il marchio Skoda per contrastare lo strapotere Dacia sui mercati dell’est Europa.
Via | MotorAuthority (grazie a claudifoddi per la segnalazione)

Finora l’avevamo vista solo nelle vesti “bugiarde” di una Dacia Logan più alta del normale, ma ora sono comparse le prime foto spia di quello che già promette di essere l’antesignano di una nicchia nella nicchia, quella dei SUV low-cost, in forza del suo prezzo di circa 12.000 euro.
La sport utility della Dacia potrà contare sul collaudato sistema di trazione integrale All-Mode 4×4 sviluppato da Nissan per i suoi modelli offroad come l’X-Trail. Il debutto sul mercato è previsto per il 2010, e costituirà un importante passo nella strategia di ampliamento della gamma, che prevede pure l’introduzione di un pick-up e di un monovolume e che punta al raggiungimento del milione di esemplari annui.
Via | auto.cz

La lista continua ad arricchirsi: ormai siamo già alla settima riga, testimone di altrettante presenze nel sempre meno ristretto club delle low cost. Dopo la Tata Nano, battistrada acchiappa polemiche, Renault-Nissan, General Motors e Bajaj (solo per citarne alcune), l’ultima in ordine di tempo a voler competere nello sterminato mercato indiano-cinese sarà la Hyundai, decisa a proporre per il 2011-2012 una micro-car da circa 3.500 Dollari.
Lo sviluppo di questa inedita utilitaria avrebbe luogo fra le province sudcoreane e indiane di Hyderabad and Chennai, distretti ad elevato tasso di popolosità in cui la Santro (la nostra Atos Prime), commercializzata in entrambi i paesi, non riscuote il successo sperato in vista delle dimensioni abbondanti. Secondo quanto anticipa H.S. Lheem, responsabile Hyundai per il mercato indiano, il costo aggiuntivo rispetto alla Nano sarà giustificato da alcuni surplus in termini di dotazione.
Via | Motorauthority

2.500 Dollari, ovvero 1.620 Euro (al cambio attuale), ovvero il costo della prima vera sfidante della Tata Nano: Renault e Nissan hanno infatti comunicato la volontà di realizzare una vettura low cost da proporre nei paesi in via di sviluppo, potendo già contare sulla fortunata esperienza commerciale della Dacia Logan.
Questo modello, atteso nel 2011 con una produzione stimata in 400.000 esemplari, verrà proposto con un marchio inedito, nato dalla triplice joint-venture fra Renault-Nissan, proprietarie in quote uguali del 50% del futuro costruttore, e Bajaj (anch’essa destinata alla metà del progetto “concorrente”). Per diminuire ulteriormente i costi, la ULC, questo il suo codice progettuale, verrà prodotta nello stabilimento indiano di Chakan.
Via | World Car Fans
La produzione della nuova Dacia, brand low cost di Renault, comincerà dal Brasile, dove riceverà il marchio della casa francese, poichè in Brasile è considerato un marchio “di casa” visto che produce proprio lì la sua Sandero.
In Europa invece, per distiguersi dal marchio con il quale Renault produce i suoi modelli “full cost”, la Sandero continuerà a tenere il marchio rumeno Dacia, anche per rinnovare il look che, sebbene richiamasse appieno la filosofia low cost, era anche decisamente low style!
Così la Sandero svecchia non poco il design sbarazzino della Logan, proponendoci una scocca a due volumi compatta e ben proporzionata, senza esagerazioni stilistiche ma in gradi di distinguersi con una buona dose di personalità.
Dopo che Tata ha presentato la propria auto low-cost da 1700 Euro, si potrebbe quasi affermare che la vera pioniera del segmento, la Dacia Logan, sia quasi diventata un’auto elitaria: ed è per questo motivo che la coppia Renault-Nissan sarebbe al lavoro su una nuova compatta, ancora più economica.
Carlos Ghosn, amministratore delegato del gruppo franco-nipponico, ha infatti affermato che “Renault e Nissan proporranno sul mercato indiano una vettura dello stesso ordine di prezzo della Nano”: non sarebbe né la micro-car da 3000 dollari di cui si parlava tempo fa e nemmeno la piccola Bajaj, ma un’auto sviluppata appositamente il cui obiettivo sarebbe unicamente la mobilità senza fronzoli.
Chi invece non proporrà la propria interpretazione sul tema è Ford che, ancora sulla strada del risanamento (il 2007 si è chiuso con un passivo di 2,67 miliardi di dollari), “ha necessità di concentrasi sui modelli in cui può essere più competitiva”. Queste le parole dell’amministratore delegato Alan Mulally.
Via | Repubblica
Sono passate poco meno di 24 ore dalla presentazione della Tata Nano, “l’auto del popolo” che ha subito suscitato l’interesse per le promesse sui costi di gestione bassi, ma sopratutto per il prezzo 1700 euro.
Il prezzo riferito al mercato Indiano è tanto basso da far sorgere qualche dubbio. Come avranno fatto? Alla Tata parlavano di una progettazione attenta, sulla linea del ciò che non c’è non costa. Inoltre la Nano dovrebbe vantare una semplicità di assemblaggio tale da ridurre tempi e costi dell’operazione.
Queste parole hanno fatto infuriare gli operai che hanno bruciato in piazza una sagoma della piccola vettura. Secondo loro, i prezzi della Nano sono bassi solo perché le loro paghe sono bassissime. Hanno dichiarato: “La costruiamo col nostro sangue, senza nessuna garanzia di sicurezza e con salari da fame - spiegano i protestanti - la macchina costa poco non perché i progettisti sono dei geni ma perché non pagano gli operai”.
Un brutto colpo in termini di immagine per la Tata, che è nota in India come un azienda che si prende grandissima cura dei propri dipendenti.
Via | Repubblica
Una è realtà, l’altra è ancora un prototipo; una costa 2,500 dollari, l’altra ne dovrebbe costare 3,000: entrambe indiane, entrambe con l’obiettivo di assicurare mobilità ad una popolazione superiore al miliardo di persone. Stiamo parlando della Tata Nano e dell’utilitaria Bajaj, con quest’ultima desiderosa di mostrare le proprie qualità per cercare di attrarre gli appetiti (ma anche i risparmi) del popolo orientale.
La piccola Bajaj debutterà nel corso del 2009, e sfruttando la partnership con Renult-Nissan (che assicureranno la propria esperienza), cercherà di recuperare il pesante gap offerto dal ritardato debutto sul mercato rispetto all’avversaria.
Rajiv Bajajm, presidente dell’omonimo gruppo, ha affermato che “il prototipo è ovviamente la base di partenza: esso verrà poi modificato a seconda dello sviluppo del progetto. Le dimensioni e la taglia rimarranno immutate, mentre il pianale sarà derivato da una proposta Renault”.
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L’ “auto del popolo” Made in India ancora non è stata svelata, ma l’entusiasmo intorno a Tata Motors è già alle stelle, per quella che sarà la prima macchina di molti indiani.
Sta accadendo proprio quello che temevano gli ambientalisti: si è creata un’attesa altissima, sicuro preludio di una marea di vendite, traducibili a loro volta in tonnellate di emissioni nocive che si andranno ad aggiungere a quelle già presenti nella malconcia atmosfera del nostro pianeta.
Ma c’è poco da fare oramai: domani è il grande giorno della presentazione a New Delhi, dove finalmente, quella che sembrava una chimera, -l’auto da 1800 euro- diventerà realtà.
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