“E’ fantastica, assolutamente fantastica”. Con queste parole Dany Bahar, CEO della Lotus, parla della Elite, la GT della casa inglese, progettata per sedurre i gentleman driver e portare via clienti a Porsche, Ferrari &co. Il disegno è ispirato alle forme di uno squalo e quelle di un gatto. La cura realizzativa, promettono, sarà di prim’ordine così come il carico tecnologico. Un prodotto che vuole rappresentare la perfetta sintesi di tutti quei valori che hanno reso famosa la Lotus.
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Il brand che ha catalizzato maggiormente l’attenzione su di sé all’ultimo Salone di Parigi è sicuramente Lotus. La “New Era” della Casa di Hethel, annunciata già da mesi da parte del CEO Dany Bahar, ha portato nella Capitale francese ben cinque novità assolute, tra cui le nuove Esprit, Elan, Elite ed Elise, più l’inedita Eterne. Tutti questi modelli arriveranno in produzione e saranno disponibili anche nell’opzione ibrida con il dispositivo Kers, a parte la Lotus Elise di cui verrà realizzata una versione Mild Hybrid.
La novità più importante è sicuramente la Lotus Esprit del terzo millennio, equipaggiata con il motore 5.0 V8 di origine Toyota da 620 CV di potenza e 720 Nm di coppia massima, abbinato al cambio DCT a 7 rapporti. Questa combinazione tecnica consentirà alla Esprit di raggiungere una velocità massima di 330 km/h, accelerando da 0 a 100 in 3,4 secondi. La nuova supercar di Hethel entrerà in produzione a fine 2012 e sarà il primo modello della nuova Era di Lotus che debutterà sul mercato, nel corso della primavera 2013 al prezzo di 110.000 sterline, pari a circa 130.000 sterline.
Lotus ha rispolverato anche il nome Elan per la sportivissima coupé equipaggiata con l’inedito propulsore 4.0 V6 - sempre di origine Toyota - da 450 CV di potenza e 465 Nm di coppia massima, abbinato anch’esso al cambio DCT a 7 rapporti. Oltre alle prestazioni elevate, l’altra supercar di Hethel assicura anche basse emissioni: infatti, emette 199 g/km di CO2, raggiungendo una velocità massima di 310 km/h e coprendo lo spunto 0-100 in soli 3,5 secondi. La Lotus Elan entrerà in produzione nell’estate 2013 e sarà disponibile sul mercato nell’autunno seguente, anche in versione 2+2 e al prezzo di 75.000 sterline, pari a circa 90.000 euro.
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Ma quante ne hanno portate? Lotus ha presentato al Salone di Parigi una quantità incredibile di novità. Si parla di cinque modelli completamente inediti, per la precisione. Elise, Elite, Esprit, Elan ed Eterne. Tutte con la “E” iniziale, come da tradizione. Quando parlavano dell’”alba di una nuova era” nei mesi scorsi, quelli di Hethel non scherzavano affatto: la vecchia Lotus arriva al capolinea, e da Parigi ne nasce una a dir poco rivoluzionata.
La Esprit, l’”icona”, come la chiamano in Lotus. La riedizione della supercar britannica è equipaggiata con un 5.0 V8 da 620 CV di origine Toyota. La Elan, “perfetta per la strada e la pista” è invece motorizzata con un inedito 4.0 V6 da 450 CV. La Elite, la futura granturismo di casa, monta il medesimo otto cilindri della cattiva Esprit, ma lo veste con tutt’altro stile. A proposito di V6 e V8: i quattro modelli che ne sono dotati saranno disponibili anche come ibridi, con una sorta di KERS ad affiancare il motore a scoppio.
Poi -e scusate se è poco- c’è la nuova Elise, che sarà spinta da un 2.0 turbo da 320 CV con start&stop, ma che arriverà solo nel 2015, e infine la Eterne, una sorprendente berlina-coupé dotata del V8 di Esprit ed Elite. In tutta questa marea di novità, la Concept City Car passa quasi inosservata.
Lotus Elise, Esprit, Elan, Eterne ed Elite - Salone di Parigi 2010 Live
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Il Salone di Parigi 2010 potrebbe davvero segnare per Lotus l’alba di una nuova era, come preannuncia la stessa casa inglese. Secondo AutoWeek, quelli di Hethel hanno in serbo per la rassegna francese che aprirà i battenti il 30 settembre una incredibile batteria di novità. Composta dalle riedizioni di due grandi nomi del passato, la Esprit e la Seven (!), e da due concept car ibride.
Queste ultime due, in particolare, saranno realizzate sulla piattaforma modulare che si nasconde sotto il vestito di due proposte estremamente diverse come la Proton Emas (concept del costruttore malese proprietario di Lotus, disegnata da Giugiaro e presentata al Salone di Ginevra di marzo) e la Lotus Evora 414E.
L’aspetto di queste due ibride -che non raggiungeranno lo stadio della produzione prima di 18 mesi- è ancora avvolto dal mistero, ma potrebbero essere una coupé ed una quantomeno inaspettata berlina-coupé sulla scia di Mercedes CLS e Porsche Panamera. La riedizione della Seven invece, dovrebbe essere qualcosa di sostanzialmente diverso dalla leggendaria progenitrice.
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L’anticipazione non è certo nuova, ma con l’avvicinarsi del Salone di Parigi (che aprirà i battenti fra poco più di un mese), le indiscrezioni sulla prossima Esprit e sul suo propulsore, iniziano a ricevere conferme credibili: la nuova supercar britannica potrebbe effettivamente adottare il 4.8 V10 da 560 CV della Lexus LFA.
La punta di diamante di Hethel, non verrà però proposta con un’unica motorizzazione. Come anticipavamo già nel maggio del 2009, il V10 sarà riservato alla versione più performante del modello: la Esprit “base”, se così possiamo chiamarla, adotterà in suo luogo il 5.0 V8 della Lexus IS-F, che eroga 423 CV e che potrebbe essere ulteriormente potenziato per quest’impiego.
Lotus, che ovviamente non ha commentato queste voci, sembra essersi attrezzata di tutto punto per entrare con decisione nel segmento delle granturismo di prestigio. Il piano di Dany Bahar (un ex top manager Ferrari oggi al timone di Lotus) per creare una rivale britannica del Cavallino sfruttando il nome storico di Hethel sta prendendo forma. Sarà davvero questa la strada giusta per ottenere i profitti e ampliare drasticamente gli attuali volumi di vendita?
Via | edmunds

Ma quanto si divertono gli addetti stampa Lotus da quando è iniziata la nuova strategia di comunicazione della casa? Oggi da Hethel è arrivato un nuovo comunicato sulla “grande novità” attesa per il Salone di Parigi 2010, che aprirà i battenti il 30 settembre. Sarà la nuova Esprit? Sarà altro? Boh, per ora ci vogliono tenere sulle spine.
Ricordandoci che proprio 35 anni fa, proprio al Salone di Parigi del 1975, venne presentata in anteprima mondiale la celebre coupé britannica, Lotus lancia una nuova anticipazione, una sorta di “teaser verbale” che ha l’effetto di alimentare la curiosità. “The future starts here”, azzarda il costruttore inglese.
“Dopo 35 anni, succederà di nuovo qualcosa da togliere il fiato. Ancora una volta a Parigi. Ancora una volta al Salone. Forse la nuova Esprit? Forse no? O forse ancora di più? Siete liberi di fare ipotesi su quello che abbiamo in serbo. L’unica cosa certa è che la novità vi ripagherà dell’attesa…”.

Auto Express parla di un vero e proprio blitz, condotto all’arma bianca in ossequio all’avvertimento notificato lo scorso 21 giugno: sarà “l’alba di una nuova era”. Secondo quanto riferisce il magazine britannico, Lotus presenterà al prossimo salone di Parigi (2-17 ottobre) quattro concept car fra cui l’erede della Esprit, due granturismo a motore anteriore ed una roadster. Questo inaspettato attivismo conferma la volontà nel modificare la mission aziendale in favore di una sportività più trasversale: le nuove vetture di Hethel saranno dunque meno spartane, affilate e specialistiche con il preciso intento di sfidare Aston Martin e Porsche sul terreno del confort e della tecnologia.
Via | Auto Express
A seguito dell’acquisizione di Italdesign da parte di Volkswagen, “Il Sole 24 Ore” ha elencato le 15 auto più rappresentative della Casa di Moncalieri disegnate da Giorgetto Giugiaro. Per l’autorevole quotidiano economico italiano, l’auto più rappresentativa del gruppo è la Volkswagen Golf prima serie, nata nel 1974. La seguono le italiane Fiat Panda e Abarth 1600 che si piazzano sugli altri due gradini del podio.
Vengono menzionate anche tre vetture Alfa Romeo, come la Alfasud concepita seguendo le ’scientifiche’ direttive del capo progettista Rusolf Hruska, nonché le coupé Alfetta GT - a cui si aggiunse in seguito il modello Alfetta Gtv - e Alfasud Sprint. “Il Sole 24 Ore” cita anche altre auto italiane disegnate da Giugiaro, come la Lancia Thema, le Fiat Uno e Punto prima serie, senza dimenticare le Maserati Bora e 3200 GT, a cui si aggiungono la Merak e le GT Coupé e Spyder.
Dalla matita di Giugiaro sono nate anche la Volkswagen Scirocco e la Seat Ibiza, primo modello sviluppato dalla Casa iberica in maniera indipendente. La sezione “Motori24” ha annoverato anche la prima Lotus Esprit e la Delorean DMC-12, quest’ultima conosciuta soprattutto per esser stata la protagonista della trilogia cinematografica di “Ritorno al futuro”, assieme a Michael J Fox.
Continua a leggere: Italdesign: le auto più rappresentative disegnate da Giugiaro
No, è chiaro che la nuova Lotus Esprit non sarà così: anche il gentile lettore che lavora nel campo della modellazione 3D e che ci ha inviato queste belle immagini ha voluto sottolinearlo. Del resto, basta scorrerle con una rapida occhiata per capire che siamo molto più vicini alla fantasia che non alla realtà. Ma poco importa, il pretesto per tornare sull’ammiraglia di Hethel è servito.
Vale davvero la pena di soffermarci su queste ricostruzioni, perché al di là della loro “alta improbabilità” sono assolutamente degne di attenzione. La Esprit realizzata dal nostro lettore “cianga” è un trionfo di tagli, linee tese, complessi incroci di superfici. E tanti, tanti muscoli, che pur nella loro estrema originalità danno vita ad un risultato molto sportivo.
Questa proposta ricalca ovviamente la disposizione a motore centrale del modello che verrà, e al di là di qualche forzatura di troppo nel frontale ci sembra davvero ben riuscita, soprattutto nel bel raccordo tra lo striminzito abitacolo ed il cofano motore: un vero fascio di muscoli che conduce dritto al posteriore, coraggioso ed aggressivo.
Lotus Esprit: la ricostruzione di un nostro lettore
Continua a leggere: Lotus Esprit: l'interpretazione estrema di un nostro lettore
Lotus prosegue con i collaudi della nuova Esprit, qui mascherata da Exige. Ma i rattoppi sono evidenti e mostrati quasi con orgoglio, specie al retrotreno, con la carreggiata allargata per ospitare un nuovo propulsore: V8, di provenienza Toyota, potrebbe rivelarsi la stessa unità utilizzata dalla Lexus IS-F. Anche se la potenza massima è solo un mezzo per raggiungere il vero fine.
“Volgiamo toccare un peso potenza compreso fra i 275 ed i 325 cavalli/tonnellata”, ha spiegato una fonte, “per mostrare a tutti il nostro biglietto da visita”. L’ammiraglia Lotus – il nome Esprit deve ancora essere confermato – utilizzerà la piattaforma VVA (Versatile Vehicle Architecture) portata al debutto dalla Evora.
Via | Autocar

Lotus ha concesso il via libera per produrre la Esprit. Affidandole i compiti di “essenziale icona del marchio” e “riferimento nel segmento d’appartenenza”, come previsto dall’amministratore delegato Dany Bahr nel presentare il piano di sviluppo. In questo contesto, una dichiarazione (“La Esprit sarà l’espressione massima del brand”) raccolta da Autocar intervistando una fonte anonima, ci anticipa le qualità della coupè.
Che potrebbe ospitare (a “triangolo”) tre passeggeri, innanzi tutto, ed una gamma di propulsori a quattro e sei cilindri (provenienti, rispettivamente, dalla famiglia Elise-Exige-Europa ed Evora) con cui raggiungere un rapporto peso/potenza compreso fra i 275 ed i 325 cavalli/tonnellata; l’Audi R8 V10, per raffronto, si ferma a 319 CV/tonn. La Lotus Esprit verrà presentata nel corso del 2012.
Via | Autocar (Ringraziamo il nostro lettore “macchinuccia” per la segnalazione)

L’attesa supercar Lotus, di cui più volte abbiamo parlato come dell’erede della vecchia Esprit, potrebbe montare il 5.0 V10 che attualmente Lexus sta sviluppando per la propria punta di diamante, quella LF-A che ogni tanto spunta davanti agli obiettivi dei fotografi spia, ma che tarda a presentarsi in maniera ufficiale.
L’anticipazione viene dal sito di evo uk, e riporta alla mente le dichiarazioni rilasciate da Mike Kimberley, numero uno della casa inglese, qualche tempo fa: “Stiamo sviluppando l’erede della Esprit al fianco di una casa molto nota tra i costruttori di prestigio”.
In molti, all’epoca, avevano pensato a BMW e a uno dei suoi V8, ma i legami ingegneristici con Toyota, già stretti con Elise ed Exige, e poi rafforzati con l’arrivo della nuovissima Evora, che monta proprio un 3.5 V6 giapponese, sembrano puntare dritto verso i 500 CV dell’atteso propulsore Lexus. Ma c’è di più.
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