
Nel mese di luglio del 2007, gli americani di Chrysler hanno ufficializzato l’accordo di collaborazione raggiunto con Chery per costruire in joint-venture un’utilitaria da commercializzare sia in Cina che sui mercati europeo ed americano.
Secondo il management delle due parti contraenti, l’auto non sarebbe ancora pronta all’esportazione fuori dai confini cinesi: qualità e sicurezza sono ancora lontane dai nostri standard, ma Phil Murtaugh, boss di Chrysler China, sottolinea che si sta lavorando sui miglioramenti necessari per rendere la piccola appetibile sui nostri mercati “maturi”.
E’ chiaro che una qualsiasi mossa diversa da questa si rivelerà un passo falso: troppo alte le aspettative dei clienti occidentali per potersi accontentare di un’auto dalla bassa qualità, o peggio ancora poco curata sul piano della sicurezza.
Via | Autoblog.com
Dopo avervi presentato ieri la poco originale monovolume H2, realizzata da Haima Auto, oggi vi mostriamo la Besturn B50, altro prodotto di un costruttore cinese che fa capo al Gruppo FAW, in joint-venture con Mazda dal 1992. Ad una settimana dall’apertura dei battenti ecco dunque questa berlina realizzata sulla Mazda6 vecchia serie, ma differente in molti aspetti estetici e meccanici.
L’auto monta infatti un poco entusiasmante 1.6 benzina aspirato sviluppato autonomamente, ma entro la fine del 2008 arriverà pure un ben più interessante e moderno ibrido. La B50 diventerà così la seconda ibrida commercializzata dal Gruppo FAW, che già costruisce in joint venture con Toyota una sorta di “Prius cinese” destinata al mercato interno.
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Haima Auto, brand che fa capo al Gruppo cinese FAW, porterà all’imminente Salone di Pechino un prototipo di monovolume di taglia media chiamato H2.
Il modello è equipaggiato con un 1.8 benzina e arriverà sui listini cinesi alla fine del 2008. I media cinesi hanno già ribattezzato la H2: secondo loro si tratta della “nuova Premacy”. Haima ha infatti una joint-venture con la casa giapponese dal 1992, ed il nome stesso dell’azienda deriva dalla contrazione di Hainan Mazda Motor & Stamping Co., Ltd., il nome ufficiale della joint venture tra i due gruppi.
Al di là delle parentele, a noi sembra che ancora una volta i designer cinesi hanno peccato di poca originalità: quell’increspatura della linea di cintura ci pare di averla già vista su un ben più originale e riuscito monovolume francese che porta il nome di un famoso pittore del ‘900…
Via | WindingRoad

Una Chevrolet (ex Daewoo) con un bel Sei Cilindri BMW dentro il cofano? Detta così sembra una provocazione, ma i tempi stanno cambiando e la Fabbrica Bavarese di Motori potrebbe tornare a tenere fede al suo nome, cioè fornire i cuori della sua produzione anche ad altri costruttori.
Friedrich Eichiner, membro della Direzione di BMW, ha recentemente dichiarato a Automotive News che entro la fine dell’anno si deciderà per la vendita di motori e componenti ad altri Gruppi automobilistici. In particolare a precisa domanda se le altre Case fossero GM, Mercedes o Fiat non si è trincerato dietro il più classico dei “no comment”, ma ha detto ben più chiaramente: “Stiamo parlando con le Case citate”.
Dopo aver rotto gli accordi con la vecchia alleata Nanjing nei primi giorni di novembre, era nell’aria che Fiat avrebbe trovato un altro partner nel Celeste Impero, come peraltro già Marchionne anticipava. Il nuovo partner del Gruppo torinese sarà Chery, che già da agosto coopera con Fiat per la fornitura di 100.000 motori all’anno.
Oggi una fonte interna Chery ha affermato che da quest’anno prenderà il via una cooperazione che riguarderà l’assemblaggio di Fiat Linea, Grande Punto e Bravo destinate al mercato cinese, dove per la verità il Lingotto non ha mai sfondato. Nel 2006 infatti sono state vendute solamente 32.000 unità, ma sicuramente grazie ai nuovi modelli (pensiamo soprattutto alla Grande Punto, protagonista di formidabili exploit in Brasile) la strada di Fiat China si fa in discesa.
I numeri parlano chiaro: la filiale cinese della Fiat punta a vendere 260.000 unità all’anno entro il 2010. Traduzione: decuplicare la propria presenza nel giro di tre anni.
Via | ChinaCarTimes
Che avesse la testa dura lo sapevamo già da un po’, ma questa notizia è un’ulteriore dimostrazione di come Carlos Ghosn non si dia mai per vinto.
Verso la fine di ottobre sembrò prendere corpo l’ipotesi di una joint venture tra Renault ed un costruttore americano, ma visto che l’anno precedente un simile accordo con GM era naufragato, rimanevano in piedi solo due alternative; Ford o Chrysler. Nessuna delle due però aveva mostrato interesse ad una prospettiva del genere e la notizia cadde presto nel dimenticatoio. A distanza di due mesi esatti, ecco che improvvisamente torna in auge l’indiscrezione.
Ieri, nel corso di un intervista in Brasile, Carlos Ghosn avrebbe rivelato che ci sono contatti con Chrysler LLC allo scopo di stabilire una collaborazione tra gli americani ed il ramo giapponese del gruppo, Nissan Motor Company. I colloqui per ora riguardano la condivisione di alcuni impianti produttivi, ma l’ipotesi di sviluppare veicoli in comune è tutt’altro che remota. In ogni caso, l’accordo rimarrà sul piano industriale, e non prevederà fusioni o acquisizioni. Almeno per ora.
Via | TheCarFanatic

Reuters’ ha riportato un’agenzia che potrebbe avere grosse ripercussioni in tutto il mondo dell’auto, per la sua importanza finanziaria e commerciale.
Sergio Marchionne, a margine di una conferenza indetta ieri a Torino avrebbe affermato che “Con Daimler non si parla solo di motori, si parla di tutto”, lasciando intendere che i contatti con il colosso tedesco potrebbero essere più importanti di quanto supposto finora. Del resto, questa notizia non fa che confermare quanto vi avevamo già detto in merito, circa un mese fa.
Senza contare che da Maranello, il 24 ottobre scorso, Marchionne aveva parlato di Mercedes in questi termini: “E’una società con cui stiamo parlando, e prima di tutto una grandissima realtà a livello mondiale”. Staremo a vedere quali saranno i frutti di quello che sta diventando qualcosa in più di un semplice flirt.