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Tutti gli articoli con tag etanolo

SpadaVettureSport presenta la TS Codatronca

pubblicato da Fabio Sciarra

Spada Codatronca TS

La creatura che vedete nelle immagini si chiama Spada Codatronca TS ed è sicuramente una delle supercar più insolite che si siano viste negli ultimi tempi. L’auto è nata dall’azienda che Paolo Spada ha creato con suo padre Ercole, il creatore delle mitiche TZ1, TZ2 e Giulietta SZ degli anni’60.

Proprio con quei modelli del Biscione, la nuova TS ha in comune la peculiarità che le dà il nome: la coda tronca. Il tratto fondamentale dell’auto è chiaramente lo stile: in particolare la parte posteriore risulta assolutamente fuori da ogni schema e/o convenzione attualmente vigente nell’automotive design. Sotto un vestito così prestigioso e peculiare batte un cuore da 600 CV, ma la cosa passa quasi in secondo piano al cospetto della elaborata carrozzeria.

La Codatronca è frutto di un progetto di sinergie che ha coinvolto tantissime piccole aziende dell’hinterland torinese, ognuna delle quali ha portato il proprio contributo, piccolo o grande che sia. Per il lancio e la commercializzazione inoltre Spada collaborerà con la Aznom, azienda con cui anche in futuro ci saranno intese. La presentazione è attesa per il 24 aprile al Top Marques di Montecarlo.

Spada Codatronca TS

Spada Codatronca TS Spada Codatronca TS Spada Codatronca TS

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TAC Stark: un curioso fuoristrada brasiliano a bioetanolo

pubblicato da Fabio Sciarra

Era già pronta per debuttare nel 2007, ma le sue vendite prenderanno il via solo nel 2009, a causa di alcuni ritardi dei fornitori di componenti. La TAC Stark, che sarebbe stato il primo fuoristrada a doppia alimentazione benzina/bioetanolo, ha dovuto così rinunciare al record in favore della Mitsubishi Pajero TR4.

La Stark, apparsa come prototipo nel 2006, misura 408 x 183 x 191 cm ed ha un passo di 254 cm. Dimensioni molto contenute dunque, così come il peso che è alla soglia dei 1300 kg. Il motore Volkswagen 1.8 sarà quindi più che sufficiente a garantire il brio necessario a questo simpatico ed ecologico fuoristrada. Dopotutto i 106 CV e la disposizione anteriore-centrale (dietro l’asse anteriore) del propulsore promettono anche un certo piglio sulle strade asfaltate.

La relativa leggerezza è merito della carrozzeria in plastica (perciò immune dalla ruggine) montata su un telaio tubolare. Lo schema delle sospensioni è a ruote indipendenti sia davanti che dietro ed il cambio è un Eaton FSO-2405D a cinque rapporti con le ridotte. Nel 2009 apriranno i primi cinque showroom in Brasile, mentre per le esportazioni bisognerà attendere il 2012, quando la produzione viaggerà sulle 1200 unità all’anno. I prezzi per il Brasile partono da 26.400 euro, ma per avere un paragone con le nostre aliquote fiscali bisogna togliere un 30% da questa cifra.

TAC Stark

TAC Stark TAC Stark TAC Stark

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Dacia Sandero: foto e specifiche

pubblicato da L. Lallai

Dacia Sandero.

La produzione della nuova Dacia, brand low cost di Renault, comincerà dal Brasile, dove riceverà il marchio della casa francese, poichè in Brasile è considerato un marchio “di casa” visto che produce proprio lì la sua Sandero.

In Europa invece, per distiguersi dal marchio con il quale Renault produce i suoi modelli “full cost”, la Sandero continuerà a tenere il marchio rumeno Dacia, anche per rinnovare il look che, sebbene richiamasse appieno la filosofia low cost, era anche decisamente low style!

Così la Sandero svecchia non poco il design sbarazzino della Logan, proponendoci una scocca a due volumi compatta e ben proporzionata, senza esagerazioni stilistiche ma in gradi di distinguersi con una buona dose di personalità.

Dacia Sandero.Dacia Sandero.Dacia Sandero.

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Ginevra live 2008: Gruppo GM

pubblicato da Lorenzo Corsani

Rick Wagoner_GM La conferenza stampa del gruppo GM, introdotta da Rick Wagoner in persona, ha ruotato intorno al tema ormai onnipresente al salone, quello dell’ibrido, del bioetanolo, del risparmio di energia e dell’ecologia. E’ stata infatti diffusa la notizia del recente accordo con la società americana Coskata per allargare al grande pubblico la disponibilità di carburanti alternativi E85, per i quali in Europa Saab e tutt’ora leader nelle vendite grazie alla buona disponibilità di bioetanolo nei paesi nordici. Negli Stati Uniti è stato anche siglato un accordo con la Virgin Atlantic, per utilizzare alcuni esemplari della Chevrolet Equinox Fuel Cell per trasportare i passeggeri all’aeroporto di Los Angeles.Molti dei riferimenti ai prototipi ibridi e fuel cell sono ovviamente legati ai prodotti del mercato Statunitense, ma Wagoner ha assicurato che nei prossimi anni anche l’Europa avrà la sua rivoluzione.
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Oltre alla commercializzazione di veicoli di nicchia come la Cadillac Escalade hybrid 2 mode e la gamma Hummer E85, arriveranno modelli di serie per il grande pubblico dotati di tecnologie ibride. Il gruppo GM ha inoltre sottolineato i grandi risultati di vendite nel vecchio continente, con Chevrolet in costante crescita e pronta a rinnovare totalmente i veicoli a listino nel giro di 5 anni, mentre Opel si gode il successo della Corsa nel 2007 e si prepara al debutto della Insignia al salone di Londra 2008.

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Etanolo e riscaldamento globale: peggio del previsto

pubblicato da Fabio Sciarra

Gli automobilisti con un briciolo di coscienza ambientale, quelli che prendono i mezzi pubblici o la bicicletta per andare a lavorare, quelli che pensano all’auto come ad una passione, ad una compagna di gite o track-days e niente più, hanno perso la bussola, e pure la pazienza se ne sta andando. L’ibrido, i carburanti alternativi: secondo alcuni sono l’uovo di Colombo, per altri, solo panzane. Dove sta la verità? Facciamo un po’ di chiarezza.

I nostri colleghi di ecoblog hanno pubblicato stamane la notizia di un nuovo studio americano che getta una sinistra ombra sull’etanolo e i biocarburanti di origine vegetale: la produzione di gas serra nel giro di 30 anni sarebbe addirittura doppia rispetto a quella dei motori alimentati a benzina, e gli effetti positivi in termini di riduzione di monossido di carbonio si farebbero avvertire fra 167 anni. Verrebbe da ridere, se non fosse che non sappiamo a chi dar retta.

Mike O’Hare, voce autorevole che da sempre sostiene l’uso di (alcuni) biocarburanti è sostanzialmente sulla stessa linea. Lo studioso sottolinea la veridicità della ricerca: non possiamo fare finta che prima della coltivazione delle piantagioni destinate a produrre biofuel non ci sia una deforestazione o una riconversione di terreni agricoli o vergini. Deforestazione (con conseguente combustione delle piante, ma soprattutto assottigliamento del “polmone verde”) e riconversione sono operazioni molto “costose” per l’equilibrio della composizione atmosferica, e verrebbero riequilibrate solamente nel lunghissimo lasso di tempo di cui sopra. Prigionieri del petrolio e dei petrolieri dunque? Non è detto.

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Ford Europe: +60% del Flexyfuel nel 2007

pubblicato da Fabio Sciarra

Ford Logo Hanno di che essere soddisfatti al quartier generale di Ford Europe: l’etanolo prende piede e la gamma Flexyfuel dell’ovale blu va a gonfie vele: nel 2007 l’aumento delle vendite rispetto all’anno precedente è stato del 60%, con un totale di 17.500 esemplari immatricolati.

Ma è tutta la divisione europea che va alla grande: la crescita rispetto al 2006 è stata del 5,4% e ha portato il volume totale delle vendite a 1.833.600 unità. Insomma, se la casa madre zoppica, il Vecchio Continente gli fa da bastone.

Ford ha venduto in Svezia (paese in testa insieme alla Francia per la diffusione dell’E85, ndr) da sette anni a questa parte 45.000 veicoli a biocarburante e le prospettive per il futuro sono al rialzo: arriveranno infatti entro tre o quattro mesi le versioni Flexyfuel di Mondeo, S-Max e Galaxy, che andranno a dare man forte a Focus e C-Max.

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L'Italia vira sull'etanolo: a Tortona il primo stabilimento per la produzione

pubblicato da p.a.fina

EtanoloIl suo nome è innocuo, l’aspetto è mansueto, il prezzo è risibile, anche se potrebbe essere elevarsi a motivo concreto per scollarsi di dosso lo scomodo fardello: Tata Nano significa mobilità di massa, e tale espressione è incompatibile con l’ormai aggravante carenza di petrolio. Seppur in netto ritardo, anche l’Italia inizia a porre le basi per un futuro alternativo: un futuro basato sul bioetanolo.

Il Gruppo M&G Mossi e Ghisolfi ha infatti dichiarato di aver avviato i lavori per la costruzione del primo stabilimento per la produzione di bioetanolo, capace di soddisfare il 20% dell’intero fabbisogno nazionale.
Claudio Ghisolfi, vice presidente del Gruppo M&G, in occasione del convegno internazionale “Etanolo di seconda generazione. Una sfida possibile” ha infatti dichiarato che l’obiettivo è di completare lo stabilimento, nei pressi di Tortona, entro il 2009: la sua portata sarà pari a circa 200.000 tonnellate, capaci di rispettare i limiti imposti dall’Unione Europea per il nostro paese.

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Nissan: al via i test sull'E10 in Giappone

pubblicato da Fabio Sciarra

Nissan Murano E10 Nissan Motor Company inizierà a testare il bioetanolo E10 in Giappone, prendendo parte al progetto Tokachi E10, che prevede appunto l’adozione del biocarburante (90% benzina, 10% bioetanolo) a partire dal prossimo 1 aprile, nell’omonimo distretto dell’isola settentrionale di Hokkaido.

Grazie a questa iniziativa, Nissan sarà quindi il primo costruttore del Sol Levante a produrre un’auto a biocarburante che risponda a tutti i criteri necessari per l’omologazione e la produzione in serie. Il modello che verrà adottato nell’iniziativa sarà la vecchia Murano (la nuova è stata presentata in novembre al Salone di Los Angeles).

Nel corso dell’iniziativa Nissan studierà l’efficienza termica del motore alimentato a biocarburante nonchè gli effetti sulle emissioni nocive.

Via| GreenCarCongress

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La Francia cambia strada sui biocarburanti

pubblicato da Fabio Sciarra

Cambio di rotta in vista sui biocarburanti: la Francia, capofila in Europa insieme alla Svezia nell’adozione dei combustibili alternativi, a seguito del parere espresso dall’ADEME (l’agenzia per l’energia e l’ambiente d’oltralpe) cambierà la sua politica, puntando sui cosiddetti biocarburanti di seconda generazione, quelli derivati dagli scarti di fabbrica. Per la cronaca, i “prima generazione” sono quelli di origine vegetale.

La Francia è in anticipo di due anni sugli obiettivi posti dall’UE in materia di penetrazione dei biocarburanti sul mercato: grazie alla fiscalità agevolata, i traguardi del 7% nel 2010 e del 10% nel 2015 sembrano assolutamente realistici, anche in virtù del fatto che molti investitori stanno subendo l’attrazione di questo nuovo mercato, e svariati impianti di raffinazione di etanolo e biodiesel sono in costruzione.

Ancora non è chiaro però se questi biocarburanti siano la soluzione giusta per tagliare i gas serra: molti studiosi infatti avanzano dubbi in proposito. Senza contare che le Nazioni Unite hanno suonato un campanello d’allarme per i prezzi dei generi alimentari, che potrebbero salire soprattutto nei paesi meno sviluppati.

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Ferrari 430 Spider Bio Fuel

pubblicato da Dario


No, non è un errore. Certo, è difficile immaginare una casa come la Ferrari vicina ai temi ambientali, sopratutto perché quando si parla di auto eco-compatibili, si pensa a piccole utilitarie leggere e con soluzioni che di sportivo hanno ben poco. Ma i vertici di Maranello hanno deciso di presentare al salone di Detroit una versione della bellissima spider italiana alimentata a bioetanolo (E85), denominata 430 Spider Bio Fuel.

La casa del Cavallino Rampante, non ha indetto nessuna conferenza stampa per presentare questa nuova versione, dunque le notizie a disposizione sono poche. Secondo Automotive News il V8 Ferrari dovrebbe guadagnare 10 CV (500 totali), il 4% di coppia in più con una riduzione dei consumi del 5%. Risultati ottenuti grazie al maggior potere detonante dell’E85 rispetto alla benzina.

La casa ha fatto sapere che la produzione non è imminente, infatti i paesi in cui è diffuso l’utilizzo di bioetanolo sono principalmente il Brasile e Svezia, che assorbono una minima parte della produzione. Il modello potrebbe diventare una realtà quando inizierà la diffusione dell’E85 in California. Infatti nello stato americano viene venduto circa il 10% dell’intera produzione.

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Chrysler 300C Rodeo Drive Plus 6

pubblicato da Fabio Gemelli

Chrysler 300C Rodeo Drive Plus 6

L’americana Performance West ha presentato una propria versione con passo allungato della Chrysler 300C e l’ha chiamata W.P. Chrysler Executive Series Rodeo Drive Plus 6; l’incremento di passo di 152 mm è pensato per chi vuole godere di maggiore confort a bordo senza per questo dover sostenere gli oneri di una Limousine vera e propria;
la altre modifiche riguardano uno speciale trattamento del frontale, l’aggiunta di particolari cromati, impianto di scarico ottimizzato, sistema Flex Fuel Smart per poter viaggiare utilizzando carburante E85 (85 % etanolo, 15 % benzina), molle e barre antirollio rinforzate, impianto freni maggiorato e cerchi Sporza da 22 pollici.

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Detroit 2008: Saab 9-4X BioPower Concept

pubblicato da p.a.fina

Saab 9-4X BioPower Concept

Concept solo di nome, non di fatto: la Saab 9-4X è infatti pronta al debutto come macchina di serie, anche se per ammirarlo nelle concessionarie dovremo attendere fino al prossimo anno. Nel frattempo, il SUV compatto della casa svedese decide di prestarsi per i flash di Detroit, occasione in cui verrà proposto con il nome 9-4X BioPiower Concept.

Tetto piatto e spiovente, finestratura trapezoidale con linee decise, forti: nessun elemento stilistico dovrebbe subire trasposizioni per approdare alla versione finale. Stesso discorso per il comparto tecnico: la trazione integrale sfrutterà il differenziale centrale per distribuire la trazione necessaria alle singole ruote, mentre il motore (un quattro cilindri turbo da 2.0 litri di cilindrata) cambierà sostanza a seconda del combustibile usato.

Saab 9-4X BioPower ConceptSaab 9-4X BioPower ConceptSaab 9-4X BioPower Concept

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