
Bosch, il più grande automotive supplier del mondo, si sta avvicinando a grandi passi alla tecnologia ibrida, un campo in cui dichiara di voler primeggiare entro tempi molto brevi.
Secondo Bernd Bohr, l’azienda tedesca non avrebbe niente da invidiare agli automotive suppliers giapponesi, che seppure sono in vantaggio di qualche anno al momento attuale, potranno presto essere rimontati grazie all’enorme e variegato bagaglio di esperienze e conoscenze tecniche di Bosch.
I tedeschi, oltre a portare avanti la ricerca sull’ibrido, che anno dopo anno viene finanziata sempre più generosamente e seguita da un crescente numero di addetti, cercheranno nei prossimi anni di collaborare con altri soggetti sulle batterie agli ioni di litio, altro passo tecnologico fondamentale sulla strada della propulsione alternativa.
Questo post potrebbe iniziare con la classica frase: “Forse non tutti sanno che…”. Il riferimento è all’invenzione del Common Rail, dispositivo che ha rivoluzionato il mondo del diesel nato nei centri ricerche della Fiat, e successivamente venduto a Bosch per problemi economici.
Nella gallery potete vedere le foto del primo prototipo di Common Rail sviluppato su base del 2.0 TDI (versione EcoDiesel 92) che equipaggiava la Croma degli anni 90. Curiosa coincidenza, quel TDI è stato anche il primo motore diesel ad iniezione diretta, tecnologia poi ampiamente sfruttata dal gruppo VW.
Le foto sono di Ernesto Biagioni lettore di Electroportal.
La FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile), per mano del presidente Max Mosley, ha premiato Bosch ed il suo presidente Franz Fehrenbach per la creazione del sistema ESP per il controllo di stabilità. Il riconoscimento, denominato “Premio Mondiale per la Sicurezza Stradale, l’Ambiente e la Mobilità” va ad un sistema introdotto sul mercato per la prima volta nel 1995 e che, secondo le stime, eviterebbe l’80% degli incidenti causati da sbandate delle auto e, di conseguenza, 4000 morti e 100.000 feriti ogni anno in Europa, se fosse montato su tutte le autovetture.
Ricordiamo che Bosch è in un momento di grande espansione e le previsioni entro il 2015 vedono addirittura triplicati i volumi d’affari con i mercati asiatici.
Via | Autolinknews.com

Se a parlare è un colosso come Bosch, che fornisce impianti elettronici ed accessori a moltissimi costruttori automobilistici in tutto il mondo, è il caso di soffermarsi a riflettere: entro il 2015 il colosso tedesco ha in programma di triplicare le vendite sul mercato Asiatico, fino a renderlo pari al 25% del proprio giro d’affari totale ! Dal 2006 ad oggi le vendite sono già aumentate dell’8.6% ed il grande fermento del mercato orientale sembra non accennare ad indebolirsi. Nel 2015, secondo gli esperti, i volumi d’affari di queste aree non avranno niente da invidiare a quelli Europei ed Americani inoltre ci sarà una crescita esponenziale delle componenti di sicurezza e controllo dell’inquinamento.
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Nonostante Toyota parta in vantaggio di un milione, Bosch risponde con il diesel.
Stiamo ovviamente parlando della lotta nella tecnologia ibrida, che vede appunto schierati il colosso nipponico e l’azienda tedesca.
Quest’ultima lancerà a breve il suo sistema di propulsione ibrido, che, rispetto a quello giapponese, si differenzia per la per la presenza del motore diesel: emissioni di CO2 contenute al di sotto di 100g/km, percorrenze su strada ancora maggiori.
Le prime a beneficiarne sarebbero Peugeot e Citroen, con la prima che avrebbe già in programma di far debuttare la nuovissima 308 con tale tecnologia nel 2010. D’altro canto Bosch vorrebbe allargare quest’offerta ad altri produttori, ed è per questo motivo che sarebbe in trattativa con Audi, Volkswagen e, rullo di tamburi, anche Porsche.
Via | Motorauthority