Volvo P1800: classe e sportività con il restomod di Cyan Racing

L’eleganza delle linee si abbina ad una meccanica da sportiva di razza: 420 CV per soli 990 Kg. La GT svedese con l’anima italiana ritorna in vita.

La Volvo P1800 divenne famosa dopo la sua apparizione nella serie El Santo con Simon Templar. In realtà la storia di questo modello svedese risale al 1957, Quando l’allora presidente della Volvo, Gunnar Engellau, incaricò gli ingegneri dell’azienda scandinava di progettare una granturismo “italiana” che avrebbe esaltato il controverso successo commerciale della Sport.

La storia della Volvo P1800

Helmer Petterson nel 1957 incaricò designer italiani di preparare vari progetti, ma quando presentò i quattro migliori al suo capo, il risultato lo colmò di orgoglio. Il motivo era che il progetto finale scelto per la Volvo P1800 era stato realizzato da un assistente di Pietro Fua, uno svedese di 25 anni di nome Pelle Petterson, figlio dello stesso Helmer. Ciò, almeno secondo quanto si diceva all’epoca, avrebbe irritato Engellau senza però che arrivasse nessun impedimento al bel piano.

La P1800 è stata introdotta sul mercato nel 1961 come vettura sportiva Gran Turismo con motore anteriore e trazione anteriore. Prima nel suo genere, era dotata di un motore quattro cilindri a doppio carburatore da 1,8 litri montato sull’asse longitudinale, che erogava 90 cavalli. La P1800S aumentò la potenza di 6 CV, arrivando a 105 CV nel 1968 e infine a 124 CV grazie all’iniezione elettronica nel 1971, insieme all’uscita della versione P1800E.

La produzione della Volvo P1800 cessò nel 1973 a seguito dell’introduzione di varie normative sulle emissioni dopo che erano state prodotte un totale di 47.000 unità, 8.000 delle quali nella versione Shooting Brake.

Curiosamente, la Volvo P1800 fa parte del Guinness dei primati per essere l’auto con il maggior chilometraggio sul suo contachilometri: l’esemplare da record è stato acquistato nel 1966 e ha percorso più di cinque milioni di chilometri

Il restmod di Cyan Racing

Ora Cyan Racing riporta in vita la classica svedese sostituendo il quattro cilindri aspirato originale con un 4 cilindri sovralimentato (lo stesso della Volvo S60 Tc1 che vinse il Wtcc nel 2017) da 420 cavalli e 455 Nm di coppia massim, per un peso complessivo di appena 990 kg.

Il telaio è stato rinforzato e adattato alla nuova potenza con l’uso di acciaio e carbonio, le carreggiate sono state allargate e le ruote montano cerchi da 18 pollici con pneumatici sportivi. L’impianto frenante può contare su quattro dischi AP Racing con pinze a quattro pistoncini, da 362 mm di diametro davanti e 330 mm dietro. Nuove sono anche le sospensioni indipendenti con ammortizzatori regolabili.

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