Valentino Rossi: il Dottore lascia le moto per correre in auto

Il campionissimo della MotoGP lascerà le gare in moto a fine stagione ma è pronto a salire in auto, forse a Le Mans.

La giornata di ieri è stata da magone per ogni sportivo amante dei motori, perché Valentino Rossi, il volto italiano, e ormai internazionale della MotoGP, un’autentica leggenda che spazia a tutto campo, al punto che è divenuto protagonista anche del video della nuova canzone di Gianni Morandi, l’Allegria, girato interamente nel Ranch con VR46 e la sua combriccola che sfrecciano con le moto da cross, ha lasciato le corse con le 2 ruote. Lo vedremo ancora per qualche GP, ma poi, a fine stagione, la sua Yamaha passerà ad un altro pilota, ma sicuramente senza il numero 46 che rimarrà per tutti patrimonio di Valentino.

Il suo futuro lo vedrà impegnato con il suo team che ha già squadre in Moto3 e in Moto2 e, dall’anno prossimo, sbarcherà in MotoGP. Ma c’è dell’altro, il Valentino nazionale non rinuncerà alle corse da pilota, solamente che il casco lo indosserà in auto.

Dalla F1 al Rally, passando per le vetture GT, un pilota a tutto tondo

Come ha ricordato nella sua conferenza d’addio alla MotoGP, Valentino ha iniziato a correre con i kart, poi, per fortuna, è passato alle mini moto, ed ha dato inizio alla sua splendida carriera, ma le quattro ruote sono sempre state nel suo DNA, come dimostra la sua vittoria in classe ProAM con la Ferrari 488 GT3, insieme al suo amico di sempre “Uccio” Salucci ed al fratello Luca Marini, nella 12 Ore del Golfo del 2019 ad Abu Dhabi. Ma in parallelo alla sua carriera in MotoGP, il Dottore ha corso anche nei Rally, arrivando 11esimo assoluto nella tappa del mondiale in Gran Bretagna nel lontano 2008 con una Ford Focus WRC; inoltre, si è aggiudicato il Rally di Monza in diverse occasioni, battendo anche piloti professionisti con tutte le polemiche del caso e, nel 2006, ha rischiato di passare in F1.

Sì, avete capito bene, con la Ferrari era riuscito persino ad effettuare un test ufficiale insieme agli altri piloti, con conseguenti battibecchi a suon dichiarazioni con Alonso, perché Valentino non se l’era cavata affatto male… Il progetto era di farlo debuttare in Sauber per poi fargli compiere, magari, il salto in Ferrari, ma il numero 46 aveva ancora due mondiali da vincere in MotoGP, quello del 2008 e quello del 2009, per cui, con il senno di poi, possiamo dire che ha fatto la scelta giusta.

Però quanto sarebbe stato bello vedere Rossi sulla rossa? Magari, con una vettura del Cavallino Rampante prenderà parte alla 24 Ore di Le Mans, perché un pilota rimane sempre tale e se corre lo fa per vincere. D’altronde, è fisicamente integro, ancora prestante, e, se guardiamo alla F1, ci sono piloti che hanno più o meno la sua età, quindi, perché non provarci?

Lo scambio di mezzi con Hamilton a Valencia

Il preludio al futuro automobilistico di Valentino è stato sancito anche dallo scambio di mezzi a Valencia nel 2019 con Lewis Hamilton, quando il fenomeno di Tavullia è salito sulla Mercedes del 7 volte campione del mondo lasciando a quest’ultimo la sua Yamaha. Chissà se in futuro i due correranno insieme? Sarebbe pazzesco!

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