Un informatico sostiene di controllare 20 Tesla in remoto

Le auto sempre più connesse impongono misure sempre più evolute per il contrasto di eventuali hacker.

Un giovane specialista tedesco, attivo nella cybersicurezza, ha dichiarato su Twitter di essere riuscito a prendere il controllo da remoto di alcuni aspetti funzionali di 20 Tesla, dislocate in diverse aree del mondo. Il tizio non si è mosso con l’obiettivo di ricattare qualcuno, ma con l’intenzione di segnalare un problema, auspicando possibili interventi risolutivi.

Le auto connesse sono come dei device su quattro ruote. In linea con quanto accade per ogni dispositivo collegato in rete, anche in questo caso il rischio di bucare i programmi informatici non è astratto. Per fortuna gli aspetti vulnerabili non sono stati quelli relativi alla guida. Quindi nessuna ipotetica gestione a distanza delle dinamiche stradali delle Tesla, da parte di qualche malintenzionato. I problemi, infatti, non sono all’interno dei software della casa di Palo Alto, ma andrebbero imputati ai singoli proprietari.

Non si capisce quale sia la loro colpa, perché non sono stati svelati i dettagli, ma si può a questo punto immaginare che i bug siano presenti in alcune applicazioni di terze parti usate dai teslari. Tornando al giovane informatico tedesco, questo ha specificato in un twitt che, sulle 20 Tesla da lui “bucate”, sarebbe in grado di sboccare le portiere, abbassare ed alzare i finestrini, gestire l’infotainment ed altro ancora. Si tratta di aspetti apparentemente secondari, ma possono produrre la loro dose di rischi. Tesla, informata dei fatti, starebbe lavorando alla risoluzione dei problemi emersi.

Fonte | Insideevs

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