Traforo del Monte Bianco: chiuderà 3 mesi all’anno per 18 anni

Si profilano dei momenti difficili per la logistica del nostro Paese, a causa dei grossi lavori da eseguire nel tunnel che collega Italia e Francia.

La notizia non fa bene, specie a noi italiani, per i grandi disagi che creerà, soprattutto sul piano commerciale e turistico, ma il sentiero è stretto, a meno che non si crei in fretta un’alternativa fisica. Per il Traforo del Monte Bianco si profilano dei lunghi periodi di chiusura, al fine di eseguire i necessari lavori di manutenzione. La notizia è stata data dalle società di gestione italiana e francese del tunnel autostradale che collega Courmayeur (Valle d’Aosta) a Chamonix (Alta Savoia).

Traforo del Monte Bianco: un asse fondamentale

Tutti sappiamo quanto strategica sia questa infrastruttura. Non ci vuole molto a capire la portata dei problemi connessi agli interventi di prossimo avvio, che porteranno alla chiusura “intermittente” per 3 mesi l’anno nei prossimi 18 anni. L’alternativa sarebbe una sessione di lavoro unica, della durata di circa 4 anni. Per l’industria nostrana una bella gatta da pelare. In poche ore le polemiche sono giunte nei palazzi del potere, per sollecitare soluzioni alternative al problema che si profila all’orizzonte. Si potrebbe, per esempio, costruire un tunnel parallelo, ma pare che le autorità francesi non siano troppi inclini alla cosa. La questione è di grande rilevanza politica, economica e strategica. Qualcosa bisognerà pur fare, anche in ambito comunitario.

Le ragioni dei lavori all’orizzonte

Ma a cosa è imputabile la chiusura, in certe fasi dei prossimi 18 anni, dell’importante arteria di comunicazione? Durante i lavori di un cantiere recente sono emerse delle tracce di amianto, materiale che da sfibrato produce rischi di natura oncologica sulla salute umana. Bisogna quindi procedere alla sua rimozione, per rimpiazzarlo con “ingredienti” più sostenibili dal punto di vista ambientale e sanitario. Il Traforo del Monte Bianco necessita di lavori di ammodernamento anche della sede stradale, a partire dal rifacimento della soletta di fondo, per ridare una base più liscia al nuovo manto d’asfalto di matrice green che dovrà esservi posto sopra.

Interventi necessari sull’infrastruttura

Purtroppo la realizzazione di queste opere, sebbene programmate, si tradurrà in grandi disagi nella catena distributiva e produttiva italiana. Il sistema logistico del Belpaese rischia di patire un colpo durissimo, come se non bastassero gli altri problemi in atto. Vedremo che piega prenderà la questione nelle prossime settimane. Probabile che si cerchi di realizzare a breve il secondo asse del tunnel, ma bisognerà superare il disinteresse francese per la cosa. Il dialogo con le autorità transalpine non sarà facile, ma penso che una soluzione di buonsenso sarà trovata.

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