Tesla Model 3 HyperHybrid Mark 2: l’ibrida da 50 km con 1 litro

Ad un anno dal “reveal” di una “prima generazione” di conversione ibrida della berlina compatta 100% elettrica californiana, l’azienda austriaca ha realizzato uno step successivo che promette fino a 96 km a zero emissioni, 2 litri di benzina ogni 100 km e bassissime emissioni.

Gli interventi di retrofit offrono, ai possessori di autoveicoli a combustione, la possibilità di convertire in elettrico il sistema di alimentazione: una filosofia che da tempo viene applicata in special modo nel settore delle auto storiche, sebbene molti appassionati storcano il naso di fronte a questo re-engineering. Il discorso si fa ancora più interessante se si tratta di una trasformazione… al contrario, o quasi. Ovvero: prendo un’auto elettrica, e le applico “in serie” un motore endotermico.

Non propriamente un “engine swapping” (ci mancherebbe!), quanto un’”aggiunta” che, nelle intenzioni dei progettisti, sarebbe finalizzata ad aumentare il “range” di percorrenza del veicolo, dunque senza – almeno in teoria – la preoccupazione legata al dovere tener sotto controllo i km percorsi e l’autonomia residua, e con in più l’ulteriore vantaggio di fare a meno dei tempi di ricarica che costituiscono uno degli elementi verso i quali la maggioranza degli automobilisti nutre le maggiori riserve quando si tratta di dover pensare all’eventualità di cambiare la propria auto “ad alimentazione “convenzionale” con una vettura elettrica.

Tesla “ibrida” made in Austria

Ad andare controcorrente è, in questo caso, un tecnico austriaco: Frank Obrist, a capo dell’omonima factory specializzata in progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle nuove tecnologie sostenibili. E l’ultimo esempio (in ordine di tempo) riguarda uno dei modelli-simbolo in materia di e-mobility di nuova generazione: Tesla Model 3, che in Europa guida la classifica dei modelli “zero emission” più venduti nel primo semestre 2021 (66.350 nuove unità consegnate, secondo recenti rilevazioni Jato) e in Italia viene proposta con prezzi che partono da, rispettivamente, 48.990 euro (Model 3 Range Plus), 54.990 euro (Long Range) e 60.990 euro (Performance).

Ampliare le possibilità di impiego dell’auto elettrica

Nello specifico, è opportuno tenere conto del fatto che la trasformazione ibrida di Tesla Model 3 “by Obrist” è già passata sotto i riflettori dell’opinione pubblica: un primo progetto era in effetti stato realizzato nel 2020. In un anno, tuttavia, molto si può affinare: ed ecco svelata l’evoluzione, che prende il nome di HyperHybrid Mark II, dunque finalizzata ad ulteriori upgrade e, dal punto di vista strategico, potenzialmente ancora più ghiotta in quanto amplia il plateau dei veicoli ad elevata elettrificazione sul mercato.

Nella fattispecie, questo si concretizza con il ricorso ad un modulo di propulsione che mantiene l’alimentazione elettrica in un ruolo-guida, ed assegna ad un motore termico di piccola cubatura il compito (che all’atto pratico può rivelarsi essenziale) di generatore di energia per la ricarica delle batterie.

Ecco come funziona

Questo è, a ben vedere, l’elemento più interessante nel programma di conversione progettato dai tecnici guidati da Frank Obrist: un’unità ausiliaria endotermica a benzina da 1 litro (999 cc) ed architettura a due cilindri produce energia, la quale viene inviata verso il modulo di accumulatori per fornire poi la trazione alle ruote. La batteria è, dal canto suo, più piccola (non essendoci più la necessità di garantire un’elevata autonomia esclusivamente in elettrico): fattore che, dati alla mano, contribuisce a “tagliare” circa 250 kg dal peso del veicolo (e, con tutta probabilità, anche considerata la presenza del piccolo motore termico, la “bilancia” farebbe segnare sempre un peso inferiore rispetto a Model 3 “di serie”).

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Consumo, autonomia, emissioni

La nuova versione HyperHybrid Mark II di Tesla Model 3 “by Obrist” dichiara una percorrenza massima, in modalità “zero emission”, di 96 km: valore che in altre Nazioni permettono di accedere ad alcuni ecoincentivi (in Italia, invece, il legislatore tiene conto delle emissioni omologate), mentre il consumo medio annunciato è nell’ordine di 2 litri di benzina per 100 km, e 7,3 kWh per 100 km dal punto di vista del dispendio energetico. Le emissioni di CO2 vengono indicate in 23 g/km. Quantitativi che, comunque, risultano decisamente contenuti.

Verso una “Mark 3”

L’impegno di Obrist prosegue: dopo la “prima generazione” targata 2020 e la nuovissima “Phase 2” Hyper Hybrid Mark 2, il tecnico austriaco è già al lavoro nella progettazione di un terzo step, che sarà equipaggiato con un analogo sistema rivolto ad offrire ancora più efficienza: staremo a vedere.

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