Targhe estere, boom in Italia: la Polonia domina, ma il fenomeno va ben oltre
Le targhe estere registrate in Italia aumentano del 32% in un anno. La Polonia rappresenta il 63,8% del totale, mentre Napoli concentra oltre 72.000 veicoli
Le targhe straniere continuano a moltiplicarsi sulle strade italiane, ma dietro un fenomeno ormai evidente si nascondono numeri che raccontano una situazione decisamente particolare. In appena dodici mesi i veicoli con immatricolazione estera iscritti nell’apposito registro nazionale sono aumentati del 32%, raggiungendo quota 118.588 al 30 giugno 2026.
Rispetto alla stessa data del 2025 si contano 29.048 mezzi in più. Un incremento considerevole, alimentato soprattutto dalle immatricolazioni polacche, che rappresentano ormai quasi due terzi del totale. Ancora più sorprendente è la distribuzione geografica: una sola provincia italiana concentra oltre il 60% dei veicoli censiti.
I dati, elaborati dall’ACI attraverso il Registro dei veicoli esteri (REVE) e pubblicati da Quattroruote, permettono di fotografare il fenomeno, distinguendo però le situazioni regolari dagli eventuali comportamenti elusivi.
La Polonia domina, Germania e Romania inseguono
La presenza polacca è nettamente superiore a quella di qualsiasi altro Paese. Al 30 giugno risultavano iscritti nel REVE 75.701 veicoli con targa polacca, equivalenti al 63,8% del totale nazionale.
Molto distanziata la Germania, seconda con 14.067 mezzi e una quota dell’11,9%. Seguono Romania con 7.464 veicoli, Bulgaria con 3.507 e Svizzera con 3.418. Completano le prime dieci posizioni Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Slovacchia e Slovenia.
Nel complesso sono 66 i Paesi rappresentati nel registro, comprese nazioni decisamente lontane dall’Italia. Alcune, come Brasile, Cina, Cuba e Kuwait, compaiono con un solo veicolo. La sproporzione tra la Polonia e gli altri Stati è uno degli aspetti più significativi. Tuttavia, la presenza di una targa straniera non costituisce automaticamente un’irregolarità, né dimostra da sola un tentativo di aggirare gli obblighi italiani.
Napoli concentra oltre il 60% dei veicoli
La classifica per provincia di residenza dell’utilizzatore rivela una concentrazione ancora più marcata. A Napoli risultano registrati 72.198 veicoli esteri, pari al 60,88% del totale italiano.
La seconda posizione appartiene a Bolzano, con 6.610 mezzi, mentre Caserta occupa il terzo posto con 3.324. Seguono Roma con 2.990, Milano con 2.823 e Salerno con 2.041. Tra le altre province figurano Torino, Como, Treviso e Varese. All’estremo opposto si trova Enna, dove i veicoli registrati sono appena sette. Caltanissetta ne conta 22 e Trapani 25.
Queste differenze mostrano come il fenomeno non sia distribuito uniformemente sul territorio, ma presenti concentrazioni particolarmente elevate in alcune aree.
Quando è obbligatoria l’iscrizione al REVE
Il Registro dei veicoli esteri è stato istituito nel 2022 per rendere identificabili gli utilizzatori residenti in Italia di mezzi immatricolati oltreconfine e contrastare possibili abusi. L’iscrizione è generalmente obbligatoria quando un residente italiano dispone di un veicolo con targa straniera per oltre 30 giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare.
Il fenomeno dell’esterovestizione può essere utilizzato per tentare di sottrarsi a imposte, sanzioni o costi assicurativi nazionali. È però fondamentale distinguere questa eventualità dall’utilizzo perfettamente legittimo di un mezzo estero. Inoltre, il REVE non comprende tutti i veicoli stranieri effettivamente circolanti, perché alcune categorie non sono soggette alla registrazione.
I 118.588 mezzi censiti rappresentano dunque soltanto la parte ufficialmente registrata secondo queste regole. Una fotografia già significativa, che documenta una crescita rapida e una concentrazione territoriale difficilmente trascurabile, senza però consentire di stabilire quanti casi nascondano effettive violazioni.