Fiat Multipla+, torna il mito degli anni Novanta: otto posti e interni da yacht

La Fiat Multipla rinasce in un render di Frank Zoltan: otto posti, disposizione 3+3+2 e plancia ispirata agli yacht. Ma il progetto non è ufficiale

Fiat Multipla+, torna il mito degli anni Novanta: otto posti e interni da yacht
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 ott 2026
Ci sono automobili che, anche a distanza di decenni, continuano a dividere le opinioni. La Fiat Multipla è certamente una di queste. Amata per la sua straordinaria praticità, criticata per un’estetica fuori dagli schemi, la monovolume italiana non ha mai smesso di stimolare la fantasia degli appassionati. E adesso torna a far parlare di sé attraverso un progetto digitale che ne immagina una possibile erede.

A firmarlo è Frank Zoltan, creatore digitale che ha utilizzato l’intelligenza artificiale per dare forma alla Multipla+, una monovolume decisamente più grande dell’originale, capace di ospitare otto persone e caratterizzata da un abitacolo che guarda addirittura al mondo della nautica.

Prima di lasciarsi trasportare dall’entusiasmo, però, è necessaria una precisazione: si tratta di un render indipendente, privo di qualsiasi collegamento ufficiale con Fiat. Non anticipa quindi un modello confermato dalla Casa torinese.

Il ritorno di un design impossibile da confondere

La Multipla del 1998 aveva costruito la propria identità attorno a proporzioni inconsuete, soprattutto nella parte anteriore. Quella separazione così marcata tra cofano e parabrezza era diventata il suo segno distintivo, trasformandola in una delle automobili più riconoscibili della sua epoca.

Zoltan recupera proprio questo elemento, reinterpretandolo attraverso un linguaggio contemporaneo. La carrozzeria si allunga, il frontale acquista maggiore presenza e una sottile fascia luminosa attraversa la parte superiore, mentre più in basso compaiono gruppi ottici geometrici e generose aperture nel paraurti.

Il contrasto tra carrozzeria chiara, cofano nero e montanti scuri crea l’impressione di una superficie vetrata continua. Una soluzione che accentua la luminosità dell’abitacolo e conferisce alla vettura un aspetto quasi panoramico. L’effetto complessivo conserva qualcosa dell’originale, senza tentare di riprodurlo fedelmente. È piuttosto l’interpretazione di ciò che quella particolare filosofia progettuale potrebbe diventare oggi.

Otto posti e una plancia ispirata agli yacht

La vera sorpresa si trova all’interno. La Multipla+ propone otto sedili su tre file, secondo una disposizione 3+3+2 che riprende e amplia l’idea alla base della prima generazione.

I rivestimenti chiari, le grandi superfici vetrate e la plancia sviluppata orizzontalmente contribuiscono a creare un ambiente arioso. L’ispirazione nautica dichiarata dall’autore emerge soprattutto nel posto guida, concepito come una sorta di plancia di comando: strumentazione davanti al conducente, schermo centrale e alcuni comandi fisici facilmente raggiungibili.

Il riferimento al mare non è soltanto estetico. Come su un’imbarcazione, l’intenzione sembra essere quella di privilegiare la vivibilità degli spazi e la sensazione di apertura verso l’esterno. La Multipla originale aveva affrontato il problema in maniera differente, offrendo sei sedili individuali in meno di quattro metri di lunghezza. Il pavimento piatto e la flessibilità dell’abitacolo permettevano di trasportare persone e oggetti con una libertà allora piuttosto rara.

Una nuova Multipla arriverà davvero?

Per il momento, il progetto di Zoltan rimane confinato alla creatività digitale. Le indiscrezioni su una possibile erede della Multipla guardano al 2030, ma non esistono conferme che riguardino questa interpretazione a otto posti.

Nel frattempo, Fiat ha già esplorato un’altra strada attraverso il concept Multiplina, ispirato alla 600 Multipla del 1956. In questo caso la filosofia è completamente diversa: quattro posti, dimensioni compatte e una proposta di micromobilità collocata tra Topolino e la futura E-Car. La versione di serie è indicata per il 2028.

La Multipla+ racconta invece un’altra possibilità: recuperare lo spirito anticonformista della monovolume del 1998 e trasferirlo in un’automobile familiare più grande, moderna e tecnologica. Senza dimenticare ciò che rese speciale l’originale: mettere le persone al centro, anche a costo di sfidare le convenzioni del design.

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