Subaru cambia, auto aggiornabili via software e tempi di sviluppo ridotti del 40%

Subaru prepara le auto definite dal software entro il 2030: centralina sviluppata con AMD, aggiornamenti OTA e tempi di progettazione ridotti del 40%

Subaru cambia, auto aggiornabili via software e tempi di sviluppo ridotti del 40%
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Giulia Darante
Pubblicato il 20 ott 2026

Subaru vuole cambiare il modo in cui progetta e sviluppa le proprie automobili. Il costruttore giapponese ha annunciato un piano industriale che punta sull’elettronica integrata, sugli aggiornamenti da remoto e su processi di progettazione più rapidi. L’obiettivo è introdurre i primi Software-Defined Vehicle (SDV) entro la fine del decennio, riducendo contemporaneamente i tempi di sviluppo dei nuovi modelli di circa il 40%.

La strategia è stata illustrata durante un incontro presso il centro di ricerca Subaru di Sano, a nord di Tokyo. Il progetto coinvolgerà progressivamente l’intera gamma, senza limitarsi alle automobili elettriche: anche le future vetture ibride e quelle alimentate esclusivamente a benzina potranno utilizzare la nuova architettura elettronica.

Subaru punta sulle auto definite dal software

Il concetto di Software-Defined Vehicle rappresenta una trasformazione importante rispetto all’automobile tradizionale. In un veicolo di questo tipo, una parte crescente delle funzionalità viene gestita attraverso programmi informatici aggiornabili durante la vita del prodotto.

Subaru intende sfruttare questa impostazione per introdurre aggiornamenti OTA, ovvero scaricabili direttamente dall’automobile senza necessariamente richiedere un intervento in officina. Le funzioni interessate comprenderanno i sistemi di assistenza alla guida, le tecnologie di guida automatizzata e alcuni aspetti delle prestazioni del veicolo.

Questo approccio consentirà di modificare e perfezionare determinate caratteristiche anche dopo la consegna al cliente, attraverso aggiornamenti compatibili con l’hardware installato. Un ruolo fondamentale sarà svolto da una nuova centralina elettronica integrata, destinata a essere introdotta gradualmente sui diversi modelli.

L’obiettivo è superare almeno in parte la frammentazione delle architetture tradizionali, nelle quali numerose unità elettroniche separate gestiscono funzioni differenti.

Una centralina sviluppata con AMD per elettriche, ibride e benzina

Per realizzare il nuovo sistema, Subaru ha collaborato con il produttore americano di semiconduttori Advanced Micro Devices (AMD). Le due aziende hanno sviluppato congiuntamente il chip destinato a costituire il nucleo della centralina integrata, una componente strategica per la gestione delle funzionalità elettroniche e software.

La novità riguarda anche la scelta di standardizzare le piattaforme elettroniche indipendentemente dal tipo di alimentazione. Le future Subaru elettriche, ibride e a combustione potranno quindi condividere una base tecnologica comune, con possibili vantaggi nella gestione degli aggiornamenti, nello sviluppo delle applicazioni e nell’integrazione dei sistemi di bordo.

Il costruttore non ha ancora comunicato quali modelli inaugureranno questa architettura né ha diffuso specifiche complete sulle capacità del nuovo processore. La collaborazione con AMD evidenzia comunque la crescente importanza dei semiconduttori nell’industria automobilistica, dove la capacità di elaborazione sta diventando un elemento determinante per l’evoluzione delle vetture.

Tempi di sviluppo ridotti del 40%, ma Subaru non userà Toyota Arene

Il secondo pilastro della strategia riguarda l’organizzazione del lavoro. Subaru punta a ridurre di circa il 40% il tempo necessario per sviluppare un’automobile, intervenendo soprattutto sulle fasi di progettazione e verifica.

Per raggiungere questo risultato, il marchio utilizzerà maggiormente le simulazioni digitali nella realizzazione dei prototipi, affiancando attività che tradizionalmente vengono svolte in successione.

Progettazione, collaudi e preparazione della produzione potranno così procedere parzialmente in parallelo, con l’obiettivo di abbreviare l’intervallo tra l’avvio di un progetto e il lancio commerciale. Una scelta interessante riguarda i rapporti con Toyota, che possiede una partecipazione del 21% in Subaru.

Nonostante questa collaborazione industriale, Subaru ha dichiarato di non prevedere attualmente l’adozione della piattaforma software Arene, sviluppata dal gruppo Toyota. Quest’ultimo punta a utilizzare Arene su 10 milioni di nuovi veicoli all’anno entro il 2030, estendendone successivamente l’impiego anche ai partner industriali entro il 2035.

Subaru preferisce dunque sviluppare una propria architettura, pur mantenendo la collaborazione con Toyota in altri ambiti. Il piano mostra come la trasformazione digitale dell’automobile non riguardi soltanto l’elettrificazione. Anche i costruttori che continuano a investire nei motori tradizionali considerano ormai il software una componente centrale per accelerare l’innovazione e rinnovare più rapidamente la propria offerta.

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