Stellantis non abbandona il diesel: dal 2027 il motore 2.2 Multijet avrà un'altra fabbrica

Stellantis investe 385 milioni di dollari in Argentina e prepara la produzione del diesel 2.2 Multijet dal 2027. Il motore equipaggia i pick-up Fiat e Ram

Stellantis non abbandona il diesel: dal 2027 il motore 2.2 Multijet avrà un'altra fabbrica
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 ott 2026

Mentre in Europa il futuro del diesel continua ad alimentare il dibattito sulle emissioni e sull’elettrificazione, Stellantis sceglie di rafforzare la produzione di questa tecnologia in Sud America. Il gruppo automobilistico ha confermato che dal 2027 inizierà a costruire il motore 2.2 Multijet nello stabilimento argentino di Ferreyra, nella provincia di Córdoba, destinandolo sia ai veicoli prodotti localmente sia alle esportazioni.

L’iniziativa rientra in un programma di investimenti da 385 milioni di dollari, che comprende l’ammodernamento del complesso industriale e lo sviluppo di nuove attività produttive. Non si tratta quindi di una cifra destinata esclusivamente al motore diesel, ma di un progetto più ampio per consolidare la presenza di Stellantis nella regione.

Il 2.2 Multijet sarà costruito a Córdoba dal 2027

L’annuncio, arrivato il 19 ottobre, conferma il calendario previsto per l’avvio della nuova produzione motoristica. Il propulsore non rappresenta una novità assoluta per il mercato sudamericano, dove viene già utilizzato su alcuni veicoli commerciali e pick-up del gruppo.

Nel caso del Ram Dakota commercializzato in Brasile, il quattro cilindri turbodiesel da 2,2 litri sviluppa 200 CV e 450 Nm di coppia, abbinato a una trasmissione automatica a otto rapporti. L’operazione riguarda dunque soprattutto la localizzazione della produzione, che permetterà di affiancare la costruzione dei motori all’assemblaggio delle automobili.

Stellantis non ha ancora comunicato la capacità produttiva annuale delle nuove linee né ha precisato tutti i mercati ai quali saranno destinati i propulsori realizzati in Argentina. La possibilità di rifornire altri stabilimenti rappresenta comunque un elemento significativo della strategia industriale, perché amplia le funzioni del sito di Córdoba all’interno della rete sudamericana del gruppo.

Fiat Titano e Ram Dakota, lo stabilimento diventa un polo dei pick-up

Il complesso di Ferreyra produce attualmente Fiat Cronos, Fiat Titano e Ram Dakota, modelli che rispondono a esigenze commerciali differenti. L’arrivo dei due pick-up ha modificato progressivamente il ruolo della fabbrica, trasformandola in un centro produttivo importante per i veicoli destinati al lavoro e al trasporto.

La scelta di costruire localmente il Multijet si inserisce proprio in questa evoluzione, rafforzando l’integrazione tra produzione dei veicoli e componentistica meccanica. Lo stabilimento ha inoltre una lunga storia. Inaugurato il 20 dicembre 1996, iniziò la propria attività con Fiat Palio e Siena, diventando successivamente uno dei principali riferimenti industriali del marchio in Argentina.

Dal 2018, la Fiat Cronos ha assunto un ruolo centrale nella produzione, superando complessivamente le 500.000 unità. Il complesso ha raggiunto anche il traguardo di 1,5 milioni di veicoli costruiti in quasi trent’anni di attività, confermando la propria importanza per l’industria automobilistica locale.

Investimenti sul diesel nonostante il rallentamento della domanda

L’espansione delle attività motoristiche arriva tuttavia in una fase non particolarmente favorevole per il mercato dei pick-up. Alla fine di agosto, Stellantis aveva annunciato la riduzione a un solo turno produttivo delle linee dedicate a Fiat Titano e Ram Dakota, con decorrenza da settembre.

La decisione era stata collegata all’andamento della domanda interna e delle esportazioni, che aveva reso necessario adeguare i ritmi di assemblaggio. La riorganizzazione ha comportato sospensioni temporanee e spostamenti del personale, con una parte dei lavoratori progressivamente coinvolta nei preparativi della futura produzione di motori.

Il nuovo reparto potrebbe quindi contribuire anche alla gestione dell’occupazione durante questa fase di trasformazione industriale. La decisione di Stellantis evidenzia come le strategie sulle motorizzazioni continuino a variare sensibilmente tra i mercati mondiali. In Sud America, dove i pick-up mantengono un ruolo commerciale importante, il diesel resta una soluzione tecnica sulla quale il gruppo intende investire.

Il progetto argentino, tuttavia, non implica automaticamente un cambiamento nei programmi europei di Stellantis: riguarda esigenze produttive e commerciali specifiche della regione sudamericana.

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