Motori PureTech, Stellantis chiede scusa ai clienti: il CEO ammette gli errori
Antonio Filosa chiede scusa ai clienti Stellantis per i problemi dei motori PureTech e degli airbag Takata. Il gruppo promette più qualità e affidabilità
Le scuse arrivano direttamente dai vertici di Stellantis e riguardano due delle vicende che hanno maggiormente compromesso la fiducia degli automobilisti nei marchi del gruppo: i problemi dei motori 1.2 PureTech e quelli legati agli airbag Takata. A pronunciarle è stato Antonio Filosa, amministratore delegato del colosso automobilistico, durante un’intervista concessa al quotidiano francese Le Parisien in occasione del Salone dell’Auto di Parigi 2026.
«Innanzitutto, porgo loro le nostre scuse per i problemi che hanno riscontrato in passato», ha dichiarato il manager italiano, riconoscendo apertamente le difficoltà affrontate da numerosi proprietari. Parole che segnano un cambiamento nella comunicazione aziendale, ma che dovranno essere accompagnate da interventi concreti per recuperare la credibilità perduta.
PureTech e Takata, due problemi che pesano sulla fiducia
Le criticità del tre cilindri 1.2 PureTech hanno interessato numerosi automobilisti, soprattutto tra i clienti Peugeot, Citroën e Opel. Il propulsore è diventato oggetto di contestazioni per problemi di affidabilità, con particolare attenzione al deterioramento prematuro della cinghia di distribuzione a bagno d’olio nelle versioni interessate.
Alle difficoltà meccaniche si è aggiunta la vicenda degli airbag Takata, che ha comportato campagne di richiamo e ulteriori disagi per i proprietari dei veicoli coinvolti. Due questioni differenti, accomunate dalle conseguenze sul rapporto tra costruttore e clienti. Per molti automobilisti, infatti, il problema non riguarda soltanto il guasto, ma anche i tempi necessari per ottenere assistenza e le eventuali spese sostenute.
Le scuse di Filosa rappresentano quindi un riconoscimento delle difficoltà vissute dagli utenti, senza tuttavia costituire automaticamente un impegno al rimborso generalizzato o una soluzione per ogni singolo caso.
Stellantis promette più qualità: create cento unità specializzate
Per affrontare le criticità, Stellantis ha avviato una riorganizzazione dei processi dedicati al controllo della qualità. Secondo Filosa, dall’inizio del 2026 il gruppo avrebbe registrato un miglioramento del 30% sotto questo profilo. Un dato significativo, sul quale non sono però stati specificati gli indicatori utilizzati per misurare i progressi.
Tra le iniziative principali figura la creazione di circa cento quality war rooms, strutture operative dedicate all’individuazione e alla risoluzione dei problemi tecnici. Queste unità sono presenti in Europa, comprese Francia e Italia, e in Nord America. Al loro interno collaborano quotidianamente ingegneri, fornitori e rappresentanti degli stabilimenti produttivi.
L’obiettivo è accorciare i tempi tra l’individuazione di un difetto e l’adozione delle contromisure necessarie, evitando che le anomalie si ripetano su larga scala. «Continueremo a migliorare, me ne assumo l’impegno», ha assicurato l’amministratore delegato.
Dopo Tavares, Filosa cambia le priorità di Stellantis
La nuova impostazione si inserisce nel percorso avviato da Filosa dopo la successione a Carlos Tavares alla guida del gruppo nel 2025. La strategia attribuisce maggiore importanza alla qualità dei prodotti, all’affidabilità e all’accessibilità economica, anche attraverso la disponibilità ad accettare temporaneamente margini inferiori.
Tra gli obiettivi figura inoltre il rafforzamento della gamma, con un programma industriale che prevede 60 miliardi di euro di investimenti e 60 nuovi prodotti nell’ambito del piano Fast Lane 2030. Al Salone di Parigi, questa direzione trova espressione anche nei progetti dedicati alle automobili elettriche più accessibili, tra cui la reinterpretazione della Citroën 2CV, associata a un prezzo indicativo di circa 15.000 euro.
Per Stellantis, tuttavia, la sfida più delicata resta quella dei clienti già coinvolti nei problemi del passato. Le nuove procedure di controllo potranno contribuire a prevenire altri difetti, ma la riconquista della fiducia dipenderà anche dall’efficacia dell’assistenza e dalle risposte offerte ai proprietari delle vetture interessate.