Sebastian Vettel si interroga sui due anni in Aston Martin

Sebastian Vettel è pronto al passo d’addio, prima però il tedesco ha tratto un bilancio sul biennio passato in Aston Martin.

Sebastian Vettel è un quattro volte campione del mondo, un pilota che ha scritto record di precocità e di forza nella storia della Formula 1. Il suo grande periodo è stato quello con la Red Bull nella prima parte degli anni ’10 del nuovo millennio, ma anche la sua parabola in Ferrari non è da trascurare. Sotto l’ala del Cavallino il tedesco ha alimentato speranze e condiviso un percorso che avrebbe potuto portarlo a lasciare il segno con un titolo mondiale di Rosso vestito, come il suo idolo di sempre: Michael Schumacher. Le cose sono andate diversamente, ma il teutonico è ancora amatissimo dai ferraristi. Quest’anno il quattro volte iridato ha deciso di appendere il casco al chiodo, così gli mancano ancora quattro gare prima di chiudere la sua splendida carriera. Purtroppo l’ultimo biennio a bordo dell’Aston Martin è stato avaro di soddisfazioni, molto al di sotto delle aspettative.

L’esperienza in Aston Martin

Quando Vettel si è accasato con il team posseduto da Lawrence Stroll, le aspettative erano molte più alte. Il tedesco ha dovuto spesso e volentieri remare nelle retrovie, specialmente al sabato, nel corso di questi ultimi due anni, mettendoci una pezza durante la gara della domenica. Facendo un’analisi, l’ex pilota della Red Bull ha dato un bilancio fin qui negativo:

‘Sono stati impegnativi perché la macchina non era competitiva come speravamo. Quest’anno, avremmo voluto fare un miglioramento significativo rispetto allo scorso anno. Abbiamo fallito. Attualmente siamo dove abbiamo finito l’anno scorso. Non sto puntando il dito dicendo che abbiamo fatto un pessimo lavoro. Sono solo realistico. Avevamo grandi speranze, ma non ci siamo riusciti. Non credo siano stati due anni inutili, anche se i risultati e i punti che abbiamo raccolto non sono stati così utili quanto speravamo. Mi è piaciuto molto lavorare con il team, conoscere persone diverse e approcci diversi. Questi due anni sono stati molto impegnativi perché non avevo familiarità con la competizione in fondo al gruppo. È stata una nuova esperienza, a volte dura, e ho capito molto.

Sebastian Vettel e l’immagine di sé

Sebastian Vettel si è anche interrogato su ciò che sarà il ricordo che avranno i posteri quando il suo ritiro sarà in archivio da molto tempo. Il suo pensiero va anche oltre la sua dimensione personale.

Sarai ricordato solo fino alla morte dell’ultima persona che si ricorda di te. Lasciatemi dire così: il Regno Unito ha un nuovo re, ma non è il primo re Carlo, ce ne sono stati altri due prima di lui. Ve li ricordate? Probabilmente no. C’è un limite. Probabilmente verrà un momento in cui nessuno si ricorderà di me. Niente dura per sempre. Le persone possono decidere se vogliono ricordarsi di me, ma non mi offenderei se non lo facessero. Non è importante per me come sono ricordato. Cerco sempre di avere successo – a volte non ci riesco – ma, soprattutto, cerco sempre di trattare le persone con rispetto e di essere gentile. Se questo è ciò che la gente ricorderà di me, allora questo mi renderà felice.

Ultime sfide

Vettel dopo la buona prova in Giappone, ha davanti a sé il prossimo GP di Austin, USA, poi quello in Messico, prima delle due ultime tappe in Brasile e Abu Dhabi. Chissà che non arrivi anche un podio prima della fine di una magnifica carriera.

 

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