Renault Megane E-Tech Plug-in e Suzuki Swift Sport Hybrid: ibride sportive alla prova

Le ibride di oggi badano anche al piacere di guida come dimostra questa prova in pista della wagon francese e dell’utilitaria giapponese

Fino a qualche anno fa, il concetto di ibrido era indissolubilmente legato alla riduzione di consumi ed emissioni, ma oggi il panorama del mercato offre diverse proposte con quest’alimentazione, e non mancano varianti dall’indole sportiveggiante, anche nei segmenti B e C.

Così, abbiamo portato sul circuito dell’ISAM di Anagni (FR), la Renault Megane Sporter E-Tech Plug-in e la Suzuki Swift Sport Hybrid. Le abbiamo provate in questo contesto anomalo, rispetto alle strade in cui sono impiegate nel quotidiano, per scoprire che sono in grado di soddisfare anche gli automobilisti dalla guida brillante.

Gli elementi sportivi non mancano ed entrambe mostrano i muscoli

La Renault Megane Sporter E-Tech Plug-in si discosta nettamente dal ruolo di paciosa wagon di famiglia, perché indossa un vestito R.S. line che le ha regalato importanti prese d’aria sul frontale, cerchi in lega dal disegno sportivo e badge specifici sui passaruota.

Ancora più spavalda la Suzuki Swift Sport Hybrid, che mantiene la cura aerodinamica del modello precedente grazie alle appendici nella parte bassa della carrozzeria in sintonia con lo spoiler posteriore ed il doppio scarico. La “sportivetta” del Sol Levante è una piccola bomba a tutti gli effetti, e punta ad impensierire vetture più “cavallate” lanciando chiari messaggi attraverso le sue forme audaci.

Anche gli abitacoli sottolineano un’anima dinamica

All’interno, entrambe gli abitacoli non rinunciano a richiami di stampo racing, e tra sedili sportivi, cuciture specifiche e pedaliere in metallo, è chiaro che l’intenzione dei progettisti era quella di scaldare l’atmosfera. Certo, la Swift ha un abitacolo spazioso ma in linea con il segmento di mercato, mentre la Megane Sporter, oltre ad avere un’abitabilità più generosa, punta su un bagagliaio da wagon.

Comunque, sia la proposta francese che quella giapponese invogliano ad ottenere qualcosa in più nella guida, e la sensazione è quella di essere su due auto inclini ad assecondare anche una condotta brillante. Per questo portarle in circuito è stato un atto naturale.

Due sistemi differenti con potenza generosa per entrambe

Soluzione mild hybrid per la piccola bomba del Sol Levante con la power unit composta dal 1.4 BoosterJet da 129 CV e dal motore elettrico ISG da 13,6 CV, per una coppia di ben 235 Nm a soli 2.000 giri. Tecnologia da F1 per la wagon ibrida alla spina francese, che sfrutta un sistema coperto da qualcosa come 150 brevetti. Nello specifico, il motore termico è un classico 1.6 a quattro cilindri, mentre la parte elettrica è composta da 2 unità, con la secondaria che funge da generatore-alternatore. Ma il pezzo da novanta è il cambio privo di frizione e sincronizzatori. La potenza di sistema è di 160 CV e 350 Nm, e la batteria da 9,8 kWh le consente di percorrere 65 km in città, in modalità elettrica. L’elettrificazione ha giovato anche alla Swift Sport, visto che ha comportato una riduzione dei consumi del 16% e delle emissioni del 15%.

Agile e reattiva la Suzuki, decisa ma meno affilata la Megane

Tra le curve in successione del circuito dell’ISAM, la Suzuki si mostra subito reattiva, vivace, e fa valere una massa contenuta che supera di poco i 1.000 kg, lo sterzo è preciso e leggero, mentre il cambio manuale a 6 rapporti si rivela rapido e sfoggia una corsa corta che agevola le operazioni. Ottime notizie anche dall’impianto frenante, mentre la spinta c’è sempre, anche nella parte bassa del contagiri.

In questo quadro decisamente lusinghiero solamente il sound non appare all’altezza della situazione. Un rombo più pieno in accelerazione sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Con un passo superiore la Megane è solida negli appoggi ma lo sterzo di questa wagon ha una taratura più turistica, ed è logico per via della sua destinazione d’uso, anche se la precisione non gli manca.

A livello di assetto bisogna riconoscere che è più morbido rispetto a quello della Swift Sport Hybrid, ma il rollio non inficia più di tanto la tenuta di strada, anzi aiuta a capire quando si arriva vicino al limite. Ottima la scelta dello schema multilink per le sospensioni posteriori che affrontano senza remore anche i cordoli. Un discorso a parte merita la trasmissione, perché anche se si percepisce l’intervento della componente elettrica, l’effetto scooter non è pervenuto, il che è sicuramente un valore aggiunto su un’auto ibrida.

Prezzi in linea con i contenuti, ma ci sono gli incentivi per risparmiare

Auto di categorie differenti hanno prezzi diversi e non potrebbe essere altrimenti. Così, la Suzuki parte da poco meno di 24.000 euro, mentre occorrono quasi 40.000 euro per la wagon Renault. Ma bisogna considerare che di questi tempi, soprattutto per le auto dall’indole sostenibile, gli sconti e gli incentivi non mancano, quindi si tratta di cifre da rivedere al ribasso, a meno che non si attinge a piene mani alla lista degli optional.

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