Renault dice basta alle auto rétro: dopo R5, R4 e Twingo cambia strategia
Renault mette in pausa il design rétro dopo il successo di R5, R4 e Twingo. Laurens van den Acker spiega perché i prossimi modelli cambieranno stile
Dopo aver riportato sulle strade alcune delle sue automobili più celebri, Renault ha deciso di rallentare la corsa verso il passato. La strategia stilistica che ha dato vita alle nuove Renault 5, Renault 4 e Twingo non verrà abbandonata, ma entrerà in una fase di pausa.
A confermarlo è Laurens van den Acker, responsabile del design della Casa francese, durante il Salone dell’Auto di Parigi 2026. Una scelta che sorprende, considerando il successo ottenuto dalle reinterpretazioni moderne dei modelli storici.
Il motivo, tuttavia, è legato alla pianificazione dei prossimi prodotti: Renault vuole evitare che il richiamo alla nostalgia diventi una formula ripetitiva, concentrandosi su linguaggi stilistici differenti per le future generazioni di automobili.
Dopo Renault 5, 4 e Twingo arriva una pausa
Negli ultimi anni Renault ha trasformato il proprio patrimonio storico in uno degli elementi più riconoscibili della gamma elettrica. La Renault 5 E-Tech ha recuperato proporzioni e dettagli della celebre utilitaria, mentre la Renault 4 ha reinterpretato il carattere versatile dell’antenata. La nuova Twingo ha invece riportato in primo piano le forme della prima generazione.
Tre progetti accomunati dalla capacità di richiamare modelli conosciuti senza rinunciare alle esigenze tecniche contemporanee. Van den Acker, intervistato da AutoWeek, ha spiegato che questa strategia deve essere dosata con attenzione: “Penso che dobbiamo calibrarla bene. Adesso dobbiamo prenderci una pausa“.
Le prossime novità riguarderanno soprattutto il rinnovamento delle vetture dei segmenti C e D, per le quali non sono previste reinterpretazioni storiche nell’immediato. Questo significa che il design delle future compatte e dei modelli di dimensioni superiori seguirà una direzione diversa rispetto a quella delle piccole elettriche.
Non si tratta quindi di rinnegare i risultati ottenuti, ma di evitare che ogni nuova Renault debba necessariamente assomigliare a un’automobile del passato.
La E-Space Concept non anticipa una monovolume di serie
La decisione assume un significato particolare osservando le vetture esposte al Salone di Parigi. Accanto ai modelli già conosciuti, Renault ha presentato progetti come la E-Space Concept e la reinterpretazione della Renault 8 Gordini, mentre Alpine ha mostrato la A310 Vision.
Una presenza che potrebbe suggerire un’ulteriore espansione della famiglia rétro, ma il responsabile del design ha ridimensionato questa possibilità.
In particolare, la E-Space Concept non deve essere interpretata come l’anticipazione di una nuova monovolume destinata alla produzione. Il prototipo rimane comunque importante per il percorso creativo della Casa, perché permette di esplorare il patrimonio stilistico Renault anche al di fuori delle categorie più piccole.
Dopo essersi concentrato sui segmenti A e B, Van den Acker ha voluto sperimentare le potenzialità di questa impostazione su una carrozzeria più grande. L’obiettivo era mostrare come alcuni concetti legati alla tradizione del marchio potessero essere sviluppati attraverso proporzioni, superfici e soluzioni contemporanee.
Perché il design rétro ha funzionato così bene
La scelta di recuperare modelli storici nasce da una considerazione precisa sull’evoluzione dell’industria automobilistica. Con la diffusione dell’elettrico, molte differenze meccaniche che un tempo caratterizzavano i costruttori stanno progressivamente scomparendo.
Van den Acker ha ricordato che in passato le automobili potevano distinguersi anche attraverso l’architettura del motore, passando da quattro a sei, otto o dodici cilindri. Quando le tecnologie diventano più simili, il design assume un ruolo ancora più importante nella costruzione dell’identità di marca.
Secondo il dirigente, questa impostazione ha prodotto risultati notevoli anche in termini d’immagine, attirando clienti che normalmente non avrebbero preso in considerazione una Renault, ma che trovano desiderabili modelli come la R5 o la Twingo.
Intanto Stellantis sembra muoversi nella direzione opposta, aumentando l’attenzione verso le reinterpretazioni storiche. Van den Acker ha osservato con ironia che Gilles Vidal, già suo collaboratore in Renault e oggi responsabile del design Stellantis, sta applicando alcune esperienze maturate in precedenza.
Nessuna polemica, però: il designer olandese ha ammesso che probabilmente farebbe altrettanto. La prossima sfida per Renault sarà dunque conservare la riconoscibilità conquistata negli ultimi anni, sviluppando forme originali senza dipendere continuamente dalla nostalgia.