Porsche torna alle origini: il 15 ottobre svelerà una nuova supercar a benzina

Porsche presenterà il 15 ottobre la Mission S, concept di una nuova supercar a motore centrale e benzina. Potrebbe raccogliere l'eredità di Carrera GT e 918 Spyder

Porsche torna alle origini: il 15 ottobre svelerà una nuova supercar a benzina
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Renato Terlisi
Pubblicato il 13 ott 2026
La prossima grande Porsche potrebbe non avere bisogno di una batteria per entrare nella storia. Il costruttore tedesco ha fissato per giovedì 15 ottobre 2026, alle 21.30, la presentazione della Mission S, una concept car destinata ad anticipare una nuova generazione di supercar. La particolarità è che, secondo le indicazioni fornite dal management, il progetto punterà su un motore a combustione interna, segnando una netta discontinuità rispetto alle precedenti ambizioni elettriche.

L’obiettivo è ambizioso: sviluppare un’ammiraglia sportiva capace di raccogliere idealmente l’eredità di Carrera GT e 918 Spyder, due delle automobili più rappresentative della storia recente di Porsche. Per il momento, tuttavia, la Mission S rimane un prototipo e non è stata confermata una versione definitiva destinata alla produzione.

Mission S, la nuova supercar Porsche guarda al passato

Le prime informazioni arrivano direttamente dalla strategia industriale illustrata dall’amministratore delegato Michael Leiters, che ha confermato lo sviluppo di una nuova piattaforma dedicata alle supersportive. L’architettura dovrebbe ospitare una vettura a motore centrale, posizionata al di sopra della 911 e caratterizzata da una meccanica specifica, senza limitarsi a riproporre soluzioni già utilizzate sulle sportive Lamborghini o Audi.

Non è esclusa la condivisione di alcuni componenti all’interno del gruppo Volkswagen, ma Porsche intende conservare una precisa identità tecnica. La scelta rappresenta anche un cambio di direzione rispetto alla Mission X, concept presentata nel 2023 per esplorare il futuro delle hypercar completamente elettriche. Quel progetto non ha avuto un seguito produttivo e ora l’attenzione si sposta nuovamente sulla combustione interna.

Porsche non ha ancora comunicato dettagli relativi a cilindrata, numero di cilindri, potenza o prestazioni della Mission S. L’unica anticipazione visiva diffusa riguarda una chiave fisica destinata all’avviamento, un elemento che suggerisce particolare attenzione al coinvolgimento del conducente.

La strategia Sportwagenschmiede 35 cambia le priorità

La nuova supercar rientra nel programma Sportwagenschmiede 35, il piano di trasformazione attraverso il quale Porsche vuole recuperare redditività e rafforzare il proprio posizionamento nel segmento delle sportive di lusso. La strategia arriva dopo un 2025 segnato da una contrazione dei ricavi e degli utili, che ha spinto il management a rivedere le priorità industriali.

Tra gli obiettivi figura una gamma più selettiva, con una riduzione delle varianti del 20% e una maggiore concentrazione sui modelli ad alto margine. Il costruttore continuerà comunque a investire nelle motorizzazioni elettriche e ibride, affiancandole a quelle tradizionali. L’intenzione è mantenere un’offerta diversificata, con un equilibrio indicativo di due modelli a combustione per ogni elettrica.

Il piano comprende inoltre nuove versioni esclusive della Porsche 911, un ampliamento delle personalizzazioni Sonderwunsch e ulteriori serie limitate. Leiters ha ribadito anche un principio destinato a rassicurare gli appassionati: la 911 non diventerà completamente elettrica.

Non soltanto supercar: tornano anche i SUV a benzina

La revisione della strategia Porsche coinvolge l’intera gamma. Nel 2028 arriverà un nuovo SUV con motorizzazioni benzina e ibride, destinato ad affiancare la Macan Electric. Il modello dovrebbe utilizzare la piattaforma PPC del gruppo Volkswagen, condividendo parte della base tecnica con l’Audi Q5.

È previsto inoltre un SUV di grandi dimensioni, posizionato sopra la Cayenne e rivolto soprattutto al mercato statunitense. Diverso il destino delle prossime 718 Boxster e Cayman, attese nel 2027 con propulsione esclusivamente elettrica. Porsche avrebbe infatti rinunciato ad adattare la nuova architettura per ospitare motori termici.

Parallelamente, il gruppo punta a ridurre i costi di sviluppo fino al 20% e a semplificare l’organizzazione produttiva. In questo scenario, la Mission S assume un significato che supera quello di una semplice concept car. È il simbolo della volontà di Porsche di tornare a valorizzare le caratteristiche che hanno costruito la sua reputazione: prestazioni, ingegneria e piacere di guida.

Il 15 ottobre arriveranno le prime risposte sul progetto. Per conoscere il futuro della nuova supercar di Stoccarda, invece, serviranno ulteriori conferme sui programmi produttivi.

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