Porsche 911 resiste al calo, record di consegne nel 2025

La Porsche 911 raggiunge 51.583 consegne nel 2025 nonostante il calo generale. Analisi dettagliata delle vendite, modelli come Macan e Taycan e l'impatto dell'elettrificazione sui mercati globali

Porsche 911 resiste al calo, record di consegne nel 2025
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 gen 2026

Il 2025 si chiude con un bilancio in chiaroscuro per il costruttore tedesco, che affronta una fase di trasformazione cruciale nel panorama automobilistico globale. Le vendite Porsche 2025 segnano una contrazione complessiva del 10%, attestandosi a 279.449 unità consegnate, ma all’interno di questi numeri emergono dinamiche e segnali che meritano una lettura approfondita, tra successi iconici e nuove sfide legate all’elettrificazione.

A brillare, ancora una volta, è la Porsche 911, che con 51.583 esemplari consegnati (+1%) conferma il suo ruolo di pilastro insostituibile per il marchio. In un contesto in cui la transizione verso i veicoli elettrificati sta profondamente influenzando le scelte dei clienti, la sportiva tedesca si distingue come baluardo di tradizione e innovazione. Non si tratta solo di numeri: la 911 continua a incarnare quei valori di guida pura e prestigio che la rendono un’icona desiderata da una clientela fedele e consapevole. L’arrivo della versione T-Hybrid, in particolare, ha saputo offrire un ponte tra il passato e il futuro, coniugando modernità tecnologica e anima sportiva senza compromessi.

Strada in salita ma c’è speranza

Il quadro delle best seller Porsche rivela una strategia chiara ma non priva di insidie. Al vertice delle preferenze troviamo il Macan, che con 84.328 unità consegnate (+2%) si conferma come modello di punta nei volumi, complice una decisa spinta verso l’elettrificazione: oltre il 53% delle vendite Macan riguarda infatti la versione completamente elettrica, pari a 45.367 unità. Questo dato dimostra che, quando prodotto, prezzo e infrastrutture di ricarica si incontrano, la domanda di veicoli a zero emissioni può crescere in modo significativo anche in segmenti tradizionalmente legati al motore termico.

A seguire, oltre alla già citata 911, troviamo il Cayenne con 80.886 unità (-21%), la Panamera a quota 27.701 (-6%) e la famiglia 718 con 18.612 unità (-21%). Ma il dato che più fa riflettere è quello del Taycan, simbolo della rivoluzione elettrica in casa Porsche: le sue consegne calano del 22%, fermandosi a 16.339 unità. Un segnale inequivocabile che la concorrenza nel segmento EV premium si sta facendo sempre più serrata, erodendo quote di mercato e mettendo alla prova la capacità di rinnovarsi anche dei brand più blasonati.

Nord America è ancora il suo mercato

Sul fronte della geografia commerciale, la situazione appare eterogenea e a tratti preoccupante. Il Nord America si conferma come un vero e proprio baluardo per il marchio, con 86.229 consegne che rappresentano un punto di forza strategico in un mercato ricco e ancora ricettivo. In Europa, invece, le consegne scendono a 66.340 unità (-13%), mentre in Germania il calo è ancora più marcato con 29.968 unità (-16%). Il dato più allarmante arriva però dal mercato Cina, dove Porsche registra un crollo delle consegne a 41.938 unità (-26%). Un segnale che evidenzia la crescente competitività locale, soprattutto nel comparto delle auto elettriche, e la necessità di adattare rapidamente strategie e offerte alle nuove dinamiche di domanda.

Perché la 911 continua a resistere, nonostante il vento dell’elettrificazione? La risposta degli esperti è unanime: non si tratta di un semplice modello, ma di un simbolo che racchiude in sé valori senza tempo e una promessa di esperienza di guida autentica. La capacità di innovare senza tradire la propria essenza si è rivelata la chiave del successo, con la T-Hybrid che incarna questa filosofia in modo esemplare.

Strategia chiara

La vera lezione strategica, però, arriva dal Macan: il suo successo nella transizione elettrica dimostra che, quando i fattori giusti si allineano, la clientela è pronta ad abbracciare la mobilità sostenibile. Al contrario, il calo del Taycan mette in guardia sull’importanza di mantenere alta la competitività in termini di prodotto, tecnologia e pricing, soprattutto in un segmento premium sempre più affollato e sofisticato.

La direzione che emerge per Porsche è quella di una doppia traiettoria: da un lato, proteggere e valorizzare le proprie icone, come la 911, che fungono da ponte tra storia e futuro; dall’altro, spingere sull’elettrificazione dei volumi attraverso modelli accessibili e tecnologicamente avanzati come il Macan. Il peso crescente dei veicoli elettrificati, che oggi rappresentano oltre un terzo delle consegne globali, è un segnale positivo, ma richiede un continuo adattamento dell’offerta e della rete commerciale ai diversi ritmi e alle specificità dei mercati regionali.

La sfida finale per Porsche sarà quella di trasformare i progressi tecnologici in volumi di vendita sostenibili e redditizi: la 911 rimane il simbolo di una tradizione che guarda avanti, ma il destino complessivo del marchio dipenderà dalla capacità di coniugare innovazione motoristica, vantaggi competitivi e conformità ambientale su scala globale.

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