La Germania lancia incentivi fino a 6000 euro per veicoli elettrici

Il governo tedesco lancia incentivi fino a 6000 euro per veicoli elettrici, 3 miliardi fino al 2029, esenzioni fiscali prorogate al 2035 e via a un portale online

La Germania lancia incentivi fino a 6000 euro per veicoli elettrici
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Giorgio Colari
Pubblicato il 16 gen 2026

La Germania si prepara a lanciare una delle strategie più ambiziose d’Europa per sostenere la transizione verso i veicoli elettrici. Il nuovo piano, presentato dal cancelliere Friedrich Merz, prevede una dotazione complessiva di 3 miliardi di euro, con l’obiettivo di rilanciare la domanda interna e accompagnare l’industria automobilistica tedesca in un percorso di innovazione e sostenibilità. Il pacchetto di misure sarà ufficialmente illustrato nella sua interezza la prossima settimana, ma le prime anticipazioni rivelano già un impianto articolato e orientato a una transizione graduale, in netta contrapposizione rispetto al bando europeo dei motori a combustione previsto per il 2035.

Incentivi differenziati

Il cuore del piano tedesco sono gli incentivi economici differenziati, che variano da 1.500 a 6000 euro a seconda del modello e delle fasce di reddito dei beneficiari. Questa misura, secondo le stime ufficiali, dovrebbe sostenere circa 800.000 acquisti di auto elettriche entro il 2029, fungendo da volano per il rinnovamento del parco circolante e per l’allargamento della platea di utenti interessati alla mobilità a zero emissioni. Il governo ha sottolineato l’intenzione di privilegiare le famiglie a reddito medio-basso, introducendo una corsia preferenziale che, almeno nelle intenzioni, mira a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla nuova tecnologia.

Oltre agli incentivi diretti, il piano prevede la proroga delle esenzioni fiscali fino al 2035 per chi acquista veicoli elettrici, una scelta che comporta per lo Stato un mancato introito stimato in circa 600 milioni di euro fino al 2029. Questa misura fiscale è pensata per offrire un orizzonte di stabilità agli acquirenti e per rendere ancora più competitivo il costo totale di possesso delle auto elettriche rispetto ai veicoli tradizionali.

Si accede col portale online

Un elemento di forte innovazione sarà l’introduzione di un portale online centralizzato, atteso per il mese di maggio, che semplificherà la gestione delle domande di accesso agli incentivi e garantirà maggiore trasparenza e rapidità nell’erogazione dei contributi. Tuttavia, molti dettagli operativi rimangono ancora da chiarire: i criteri di priorità, la ripartizione precisa delle risorse e le modalità di monitoraggio dell’efficacia della spesa saranno illustrati solo con la presentazione ufficiale del piano.

Le reazioni al nuovo pacchetto si sono immediatamente polarizzate. Da un lato, l’industria automobilistica ha accolto con favore la strategia, vedendola come una leva fondamentale per ampliare la base dei consumatori interessati ai veicoli elettrici e per consolidare le regole di mercato in una fase di grande incertezza. Dall’altro, ambientalisti e analisti indipendenti hanno espresso perplessità sulla reale efficacia della misura, sottolineando il rischio di incentivare l’acquisto senza investire parallelamente nelle infrastrutture di ricarica, nella sostenibilità delle batterie e nei sistemi di riciclo. Un piano che, se non accompagnato da investimenti strutturali, potrebbe risultare insufficiente a garantire una transizione davvero sostenibile.

L’impegno è notevole

Sul fronte delle finanze pubbliche, l’impegno è notevole: oltre ai 3 miliardi destinati ai sussidi, lo Stato dovrà fare i conti con la perdita di entrate derivante dalle esenzioni fiscali. Gli economisti avvertono sulla necessità di monitorare attentamente l’efficacia della spesa pubblica, per evitare che le risorse finiscano per incentivare acquisti che si sarebbero comunque realizzati, senza generare un reale valore aggiunto per il sistema paese.

Un nodo cruciale riguarda l’equità territoriale. Le aree rurali e le comunità con scarso accesso alle infrastrutture di ricarica rischiano di beneficiare poco di questa strategia, ampliando il divario tra città e periferie. Il governo tedesco ha assicurato che il piano rientrerà in una strategia più ampia, ma sarà solo l’attuazione concreta e la definizione dei dettagli operativi a determinare il vero impatto di questa politica.

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