Patente, nel Regno Unito si valutano nuovi test per gli automobilisti over 70

Il Regno Unito valuta controlli obbligatori della vista e possibili test cognitivi per i conducenti sopra i 70 anni. Ecco cosa prevede la proposta

Patente, nel Regno Unito si valutano nuovi test per gli automobilisti over 70
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Giorgio Colari
Pubblicato il 15 ott 2026

Guidare dopo i 70 anni potrebbe richiedere nuovi controlli nel Regno Unito. Il governo britannico sta valutando l’introduzione di esami obbligatori della vista e ulteriori verifiche delle capacità cognitive per gli automobilisti anziani, nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche sulla sicurezza stradale.

Le misure rientrano nella consultazione sulla nuova Road Safety Strategy, il piano con cui Londra intende ridurre incidenti, morti e feriti sulle strade. Non si tratta ancora di obblighi approvati: le modalità di applicazione e l’eventuale introduzione degli accertamenti dovranno essere definite attraverso il processo di consultazione.

Il tema è particolarmente delicato perché coinvolge due esigenze differenti: prevenire situazioni di pericolo e garantire alle persone anziane la possibilità di continuare a spostarsi autonomamente.

Patente dopo i 70 anni, cosa potrebbe cambiare

La proposta più concreta riguarda l’introduzione di controlli obbligatori della capacità visiva per i conducenti che hanno superato i 70 anni. Accanto a questa ipotesi, il governo intende sviluppare possibili sistemi di valutazione delle funzioni cognitive, per individuare eventuali difficoltà che potrebbero compromettere la sicurezza al volante.

Non è stato però stabilito se tali accertamenti saranno richiesti indistintamente a tutti gli automobilisti anziani oppure soltanto in presenza di particolari condizioni. La strategia prevede inoltre una maggiore collaborazione con il National Police Chiefs’ Council, l’organismo che rappresenta i vertici delle forze di polizia britanniche.

L’obiettivo è rafforzare i controlli della vista effettuati su strada, indipendentemente dall’età del conducente. Chi non rispetta gli standard visivi minimi previsti dalla normativa può essere segnalato alla DVLA, l’agenzia responsabile delle patenti, con la conseguente revoca dell’abilitazione alla guida.

Un ulteriore aspetto riguarda il coinvolgimento dei professionisti sanitari, chiamati a segnalare le situazioni in cui un paziente non sia in grado o non intenda comunicare condizioni mediche rilevanti per la guida.

Incidenti stradali, i dati sui conducenti anziani

Il dibattito nasce anche dall’analisi delle statistiche pubblicate dal Department for Transport, il ministero britannico dei Trasporti. Secondo i dati citati nella documentazione, le persone morte o gravemente ferite in incidenti che coinvolgevano almeno un automobilista di 70 anni o più sono passate da 3.082 nel 2004 a 3.451 nel 2023.

Il confronto richiede tuttavia cautela: la presenza di un conducente anziano in un incidente non significa necessariamente che quest’ultimo ne sia responsabile. Un altro indicatore riguarda il numero di vittime gravi rapportato alla distanza percorsa.

Per la fascia tra 60 e 69 anni vengono registrati 18,8 casi per miliardo di miglia, mentre tra i conducenti con almeno 70 anni il valore raggiunge 56,7. Le statistiche indicano inoltre che il rischio di incidenti mortali per miglio percorso aumenta sensibilmente dopo gli 80 anni.

Test cognitivi obbligatori? Gli esperti invitano alla prudenza

L’International Longevity Centre ha richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare valutazioni basate esclusivamente sull’età anagrafica. Alcune forme di demenza possono compromettere la percezione visiva e le capacità cognitive anche prima della diagnosi, ma le conoscenze sul rapporto specifico tra queste condizioni e l’idoneità alla guida rimangono limitate.

L’organizzazione sostiene un approccio proporzionato, fondato sulla comunicazione delle patologie rilevanti e su campagne di sensibilizzazione. Gli accertamenti cognitivi, secondo questa impostazione, dovrebbero essere richiesti soprattutto quando emergono elementi concreti di preoccupazione, anziché diventare automaticamente obbligatori al raggiungimento di una determinata età.

La ministra laburista Lilian Greenwood ha sottolineato l’importanza dell’automobile per il benessere e l’indipendenza delle persone anziane. Il governo dovrà quindi definire eventuali nuove regole capaci di migliorare la sicurezza senza limitare ingiustificatamente la mobilità di chi conserva le capacità necessarie per guidare.

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