Nissan Micra troppo simile alla Renault 5: il capo di Renault vuole cambiare le regole

l CEO Renault François Provost critica le somiglianze tra Nissan Micra e Renault 5. Per le future elettriche Ford chiede un design più riconoscibile

Nissan Micra troppo simile alla Renault 5: il capo di Renault vuole cambiare le regole
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Giorgio Colari
Pubblicato il 22 ott 2026

La nuova Nissan Micra somiglia troppo alla Renault 5. A sostenerlo non sono soltanto gli automobilisti che hanno osservato le due utilitarie, ma anche François Provost, amministratore delegato del gruppo Renault. Il manager francese ha espresso pubblicamente la propria insoddisfazione per la somiglianza tra modelli sviluppati attraverso collaborazioni industriali.

Una presa di posizione significativa, considerando che proprio queste partnership permettono ai costruttori di condividere piattaforme, componenti e investimenti. Provost non intende abbandonare tale strategia, ma vuole evitare che le automobili nate dalla stessa base tecnica risultino quasi indistinguibili. Una questione destinata a coinvolgere anche i futuri modelli elettrici Ford sviluppati insieme a Renault.

Nissan Micra e Renault 5, una parentela troppo evidente

La sesta generazione della Nissan Micra nasce sulla stessa architettura della Renault 5 E-Tech Electric, dalla quale riprende gran parte della struttura e della tecnologia. Le due vetture condividono proporzioni e numerosi elementi tecnici, pur presentando frontali, gruppi ottici e dettagli stilistici differenti.

Per Provost, tuttavia, queste modifiche non bastano a creare una distanza sufficientemente marcata tra i due prodotti. Intervistato dalla rivista britannica Autocar, il dirigente ha spiegato che Renault avrebbe dovuto chiedere ai propri partner una maggiore differenziazione estetica.

Ha inoltre ricondotto le decisioni relative a questi progetti alla precedente gestione guidata da Luca de Meo. L’obiettivo dichiarato è intervenire personalmente sulle future collaborazioni, affinché i modelli realizzati da altri marchi non risultino troppo simili alle Renault dalle quali derivano.

Il problema riguarda anche altre automobili sviluppate nell’ambito dell’Alleanza, come alcuni modelli Mitsubishi costruiti utilizzando basi tecniche francesi.

La nuova Nissan Pixo riapre il dibattito

La questione non si limita alla Micra. Un altro esempio è rappresentato dalla Nissan Pixo, strettamente imparentata con la nuova Renault Twingo elettrica. Anche in questo caso, la condivisione delle componenti principali porta a una notevole somiglianza nelle proporzioni e nell’impostazione generale.

Provost ha indicato un approccio differente, citando il rapporto stilistico tra la nuova Twingo e la Dacia Spring come esempio della maggiore distanza estetica che vorrebbe ottenere. Differenziare profondamente due automobili costruite sulla stessa piattaforma, però, non è semplice.

La struttura dell’abitacolo, i punti di fissaggio della carrozzeria e numerosi componenti condizionano infatti le proporzioni complessive. Modificarli richiede investimenti aggiuntivi, nuove attrezzature produttive e ulteriori attività di sviluppo e omologazione.

È proprio la possibilità di condividere questi costi a rendere convenienti le collaborazioni tra costruttori, soprattutto nel segmento delle piccole elettriche, dove il contenimento dei prezzi rappresenta una priorità.

Le future Ford elettriche saranno diverse dalle Renault

Le dichiarazioni del numero uno Renault arrivano mentre il gruppo francese lavora con Ford allo sviluppo di nuove automobili elettriche compatte. Tra i progetti previsti figura almeno una vettura del marchio americano basata sulla tecnologia della Renault 5, con produzione attesa nello stabilimento francese di Douai.

Secondo l’impostazione illustrata da Provost, questi modelli dovranno possedere un’identità estetica più autonoma rispetto alle Renault corrispondenti. Ford dispone già di un precedente significativo: le elettriche Explorer e Capri, sviluppate utilizzando l’architettura MEB del gruppo Volkswagen.

Pur condividendo numerosi componenti con i modelli tedeschi, le due vetture presentano una carrozzeria e un linguaggio stilistico riconoscibilmente Ford. Una strategia che richiede maggiori investimenti, ma permette di preservare l’identità dei marchi coinvolti.

Per Renault, la sfida sarà trovare un equilibrio tra economie di scala e differenziazione commerciale, senza compromettere la convenienza industriale delle piattaforme condivise. Le future elettriche Ford rappresenteranno quindi un primo banco di prova concreto della nuova linea indicata da Provost.

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