Mercato auto usate, maggio chiude in frenata: -3,1% dopo mesi di crescita

UNRAE fotografa un rallentamento del settore: calano i trasferimenti netti, mentre cresce lentamente il peso delle ibride e delle vetture più recenti

Mercato auto usate, maggio chiude in frenata: -3,1% dopo mesi di crescita
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Giorgio Colari
Pubblicato il 28 lug 2026

Il mercato delle auto usate italiano rallenta nel mese di maggio 2026. Dopo un periodo caratterizzato da una sostanziale stabilità, il comparto torna infatti in territorio negativo con 444.625 trasferimenti di proprietà, in calo del 3,1% rispetto ai 458.876 registrati nello stesso mese del 2025. I dati, elaborati dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, evidenziano una dinamica differente tra le diverse componenti del mercato: i trasferimenti netti scendono del 6%, mentre le minivolture registrano una crescita dello 0,8%.

Nonostante la flessione di maggio, il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno resta positivo: da gennaio a maggio sono stati registrati 2.416.129 trasferimenti, con una crescita dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e un livello superiore dello 0,5% rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia.

Benzina ancora al comando, ma il diesel continua a perdere terreno

Sul fronte delle alimentazioni, il mercato dell’usato conferma una progressiva trasformazione delle preferenze degli automobilisti. La benzina mantiene la leadership con una quota del 38,6% nel mese di maggio e del 39% nel cumulato dei primi cinque mesi. Al secondo posto resta il diesel, che però continua il suo ridimensionamento: a maggio perde 4,1 punti percentuali, fermandosi al 37,9%, mentre nel periodo gennaio-maggio rappresenta il 38,2% del mercato. La vera crescita arriva ancora una volta dalle motorizzazioni ibride, che consolidano il loro ruolo anche nell’usato. Le vetture ibride raggiungono infatti il 12,8% di quota nel mese e il 12,2% nel cumulato, confermando un interesse sempre maggiore da parte degli automobilisti verso soluzioni più efficienti. Più contenuti i numeri delle alimentazioni alternative: il GPL si attesta al 5,5%, il metano al 2%, mentre le auto completamente elettriche (BEV) raggiungono l’1,5% e le ibride plug-in l’1,7%.

Privati protagonisti del mercato, concessionari in lieve calo

L’analisi per contraente conferma il ruolo centrale degli scambi tra privati e aziende, che rappresentano ancora la quota più rilevante del mercato dell’usato. A maggio questa componente cresce leggermente, raggiungendo il 56,5% dei passaggi di proprietà (+0,3 punti percentuali), mentre nel cumulato gennaio-maggio si mantiene al 56,3%. Scende invece la quota degli acquisti da operatore a cliente finale, che passa al 38,7% nel mese (-0,8 punti), con un andamento influenzato anche dalla crescita delle auto-immatricolazioni, che arrivano al 3,7%, e dal recupero del noleggio, all’1%. Un quadro che evidenzia come il mercato dell’usato continui a essere fortemente legato agli scambi tra privati, mentre le reti professionali devono confrontarsi con nuove dinamiche legate alla disponibilità di prodotto e alla gestione dello stock.

Lombardia in testa tra le regioni, seguita da Lazio e Campania

La distribuzione territoriale dei trasferimenti conferma una sostanziale stabilità rispetto ai mesi precedenti. La Lombardia mantiene il primo posto con il 16,2% di quota, in crescita di 0,4 punti percentuali. Al secondo posto si conferma il Lazio, con il 9,9%, mentre la terza posizione è occupata dalla Campania, che rappresenta il 9% del mercato nazionale. Seguono la Sicilia, stabile all’8,5%, e il Piemonte, con il 7,8%.

Quasi una vettura su due ha più di dieci anni

Uno degli elementi più significativi dell’analisi riguarda l’età delle vetture acquistate. Nel mese di maggio le auto con oltre 10 anni di anzianità aumentano leggermente la loro presenza, arrivando al 49,1% dei trasferimenti netti. In pratica, quasi una vettura usata su due acquistata dagli italiani appartiene ancora alla fascia delle auto più anziane. Diminuiscono invece le vetture tra 6 e 10 anni, che scendono al 16,7%, e quelle tra 4 e 6 anni, al 10,4%. Cresce però il peso delle auto più giovani: quelle comprese tra 2 e 4 anni raggiungono il 12,6%, mentre le vetture fino a un anno arrivano al 6,4%. Nel complesso, le auto con meno di quattro anni rappresentano il 23,8% del mercato a maggio, in aumento di 1,2 punti rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale che indica una progressiva maggiore disponibilità di veicoli recenti provenienti soprattutto da flotte aziendali, noleggio e canali professionali.

Minivolture: crescono ibride e auto più giovani

Sul fronte delle minivolture, cioè i passaggi preliminari che riguardano soprattutto il ritiro delle vetture da parte degli operatori professionali, emergono alcune tendenze interessanti. La quota dei ritiri effettuati dagli operatori sale al 30,1%, mentre diminuisce quella relativa a privati e altre società che permutano la propria vettura, al 54,2%. In crescita anche il contributo del noleggio a lungo termine, che raggiunge il 12,1% nel mese, mentre cala leggermente il noleggio a breve termine. Dal punto di vista delle alimentazioni, il diesel resta dominante tra le minivolture con il 40,4%, seguito dalla benzina al 31,9%. Ma anche in questo segmento le ibride mostrano una crescita significativa, raggiungendo il 15,6% nel mese e il 15,3% nel cumulato. Aumentano anche le ibride plug-in, al 2,8%, e le elettriche pure, al 2,3%.

L’usato cambia volto: più attenzione a efficienza, età e provenienza

I dati UNRAE confermano un mercato dell’auto usata in trasformazione. Da un lato rimane forte il peso delle vetture più anziane e delle motorizzazioni tradizionali, soprattutto diesel e benzina. Dall’altro cresce progressivamente la presenza di auto ibride e di modelli più recenti, alimentata anche dalla maggiore disponibilità di veicoli provenienti dal noleggio e dalle flotte aziendali.

Per concessionari, operatori aftermarket e officine indipendenti, questo scenario rappresenta una sfida importante: un parco circolante sempre più diversificato richiede competenze aggiornate, strumenti diagnostici adeguati e capacità di intervenire su tecnologie differenti. Il mercato dell’usato resta quindi un pilastro della mobilità italiana, ma sta cambiando rapidamente pelle: meno legato soltanto al prezzo e sempre più condizionato da alimentazioni, tecnologia e storia del veicolo.

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