Meccanici abusivi, rischia anche chi porta l'auto a riparare: multa fino a 258 euro

Le officine abusive finiscono nel mirino dei controlli: a rischiare una sanzione non è soltanto il meccanico, ma anche l'automobilista che gli affida l'auto

Meccanici abusivi, rischia anche chi porta l'auto a riparare: multa fino a 258 euro
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Giorgio Colari
Pubblicato il 7 ott 2026

Risparmiare qualche euro sulla riparazione dell’auto può trasformarsi in un problema decisamente più costoso. Le cronache delle ultime settimane hanno riportato alla luce il fenomeno delle officine abusive, attività spesso organizzate all’interno di garage, cortili o abitazioni private e gestite senza le autorizzazioni necessarie.

A rischiare, però, non sarebbe soltanto chi effettua le riparazioni. Anche il cliente che consegna la propria vettura a un’attività non autorizzata può essere sanzionato. Una circostanza emersa chiaramente da alcuni recenti controlli effettuati nel Nord Italia, dove gli investigatori sono arrivati ai clienti partendo proprio dalle automobili trovate nelle officine irregolari.

L’officina nascosta dentro casa

Uno degli ultimi casi arriva da Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. La Polizia Locale ha individuato un’attività di manutenzione e riparazione di veicoli che sarebbe stata esercitata interamente all’interno di un’abitazione privata.

Gli accertamenti erano iniziati a giugno dopo alcune segnalazioni ricevute dagli uffici comunali e sono proseguiti durante l’estate. Il controllo decisivo è arrivato quando gli agenti hanno trovato l’uomo mentre stava lavorando su un veicolo.

Sono state contestate diverse violazioni amministrative, tra cui l’assenza delle abilitazioni professionali necessarie e la mancata iscrizione all’Albo delle imprese artigiane. L’attività è stata quindi fermata e gli strumenti utilizzati per le riparazioni sono stati sequestrati. Il Comune ha successivamente invitato i cittadini a non affidare automobili, mezzi e attrezzature a persone che esercitano senza le necessarie autorizzazioni.

Riparazioni da 800 euro, ma senza fattura

Un altro episodio è stato scoperto a Quinto di Treviso dalla Guardia di Finanza. In questo caso gli accertamenti hanno riguardato un meccanico di 44 anni che avrebbe effettuato riparazioni abusivamente.

Per ricostruire l’attività, gli investigatori sono risaliti ai proprietari delle vetture presenti nei locali. Alcuni clienti avrebbero pagato fino a 800 euro per le riparazioni, senza ricevere fattura. In diversi casi, inoltre, il problema per il quale l’automobile era stata portata dal meccanico sarebbe rimasto irrisolto.

Il prezzo più conveniente rispetto a quello richiesto da un’officina regolarmente autorizzata può rappresentare una delle ragioni che spingono gli automobilisti verso questo mercato sommerso. Il risparmio iniziale, tuttavia, può essere vanificato sia da un intervento eseguito male sia dalle conseguenze amministrative.

Anche il cliente rischia la multa

L’aspetto probabilmente meno conosciuto riguarda proprio chi porta l’automobile dal meccanico abusivo. Nel caso trevigiano sono infatti scattate conseguenze anche per alcuni clienti. La sanzione indicata può arrivare fino a 258 euro, con la possibilità di scendere a 86 euro effettuando il pagamento entro 60 giorni. Un rischio che si aggiunge alla difficoltà di rivalersi sul riparatore qualora il lavoro non venga eseguito correttamente.

Per chi gestisce l’attività abusiva le conseguenze possono invece comprendere sanzioni amministrative, sequestro delle attrezzature e interruzione dell’attività, a seconda delle violazioni accertate. Prima di consegnare l’auto, quindi, non conta soltanto confrontare il preventivo. Rivolgersi a un’attività regolare significa poter disporre della documentazione fiscale dell’intervento, utile anche in caso di successive contestazioni.

Una riparazione particolarmente economica può sembrare allettante, ma quando viene effettuata completamente in nero il rischio non riguarda soltanto il portafoglio. Sulle automobili, infatti, un intervento eseguito senza adeguate competenze può coinvolgere componenti direttamente legati alla sicurezza, trasformando quello che sembrava un affare in un problema ben più serio.

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