Mazda aderisce ad eFuel Alliance e guarda oltre l’elettrificazione

Il Costruttore giapponese è il primo ad avere aderito al programma che sostiene la promozione di idrogeno e combustibili CO2 neutri per ridurre le emissioni.

Lo sviluppo di un determinato settore tecnologico non è necessariamente da considerare unico metodo di evoluzione: il progresso si ottiene anche dando la giusta attenzione a più comparti. Ad esempio: in Europa ci sono le strategie di sviluppo della mobilità elettrificata, oltre al recente piano per la mobilità sostenibile ed intelligente che si articola su 82 progetti finalizzati ad una concreta trasformazione “green” e digitale nel comparto dei trasporti in ambito comunitario e fra l’altro prevede entro il 2030 almeno 30 milioni di auto elettriche in circolazione ed un sostanzioso aumento di programmi intermodali.

Ma non solo: basti pensare agli stanziamenti ottenuti dal Governo italiano con il Recovery Plan per il PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza post-emergenza sanitaria, che conta complessivamente quasi 32 miliardi di euro per le infrastrutture di nuova mobilità e 18,22 miliardi per l’implemento di progetti nell’ambito della “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

Approccio multidisciplinare

Del resto, l’obiettivo comunitario per il 2050 è finalizzato ad uno scenario ad impatto climatico zero, come indicato dalla “European Climate Law”. E qui ci si riallaccia alla considerazione di apertura: l’”evoluzione green” può e deve riguardare tutti gli aspetti della filiera industriale, commerciale, dei servizi e tecnologica. Dal punto di vista del comparto automotive e dei trasporti (il nostro “campo d’azione”), quindi, non soltanto auto elettriche e ibride, quanto anche un costante studio sui carburanti “climaticamente neutri”. Gli “e-Fuel “, prodotti per sintesi, importanti anch’essi per continuare ad alimentare le nuove generazioni di veicoli a combustione che, c’è da giurarci, resteranno sulla breccia ancora per molto tempo. Ma anche l’idrogeno, da più parti individuato come una utile soluzione complementare all’evoluzione della mobilità “zero emission”.

Occorre rivolgersi verso più ambiti tecnologici

Diversificare, perciò: questa potrebbe essere una nuova parola d’ordine per i prossimi anni. In effetti, nel mondo ci sono qualcosa come 1,3 miliardi di veicoli alimentati a motore termico. Molto difficile pensare ad un rapido turn-over con sistemi di alimentazione elettrificata, soprattutto perché in questo senso c’è da tenere in considerazione la questione – essenziale – legata allo sviluppo capillare delle infrastrutture per la ricarica e delle tecnologie delle batterie. Diverse fra le principali Case costruttrici, dal canto loro, hanno già dato il via, o si accingono a farlo, a programmi eco friendly paralleli ad ampio raggio, che vanno da sistemi di produzione carbon neutral a supply chain a basse emissioni.

Molti sistemi consentono di giungere allo stesso risultato

L’opportunità offerta dai nuovi carburanti alternativi si annuncia ghiotta, proprio per il fatto che, per ancora molti anni, i motori a combustione resteranno ben presenti sulle strade di tutto il mondo. Fra i primi “big player” che hanno deciso di aderire a iniziative di promozione dell’idrogeno e degli eFuel – anzi: è la prima Casa costruttrice ad avere apposto la propria firma – c’è Mazda, che annuncia di partecipare al progetto “eFuel Alliance”, realtà aperta a tutte le aziende ed organizzazioni che sostengono l’obiettivo di stabilire e promuovere l’alimentazione fuel cell a idrogeno ed i carburanti climaticamente neutri in termini di emissioni di CO2, quali strumenti di primo piano per la riduzione delle emissioni nel comparto dei trasporti.

Ognuno deve fare la propria parte

L’elettrificazione, osservano i tecnici del marchio di Hiroshima, costituisce un punto fermo nella propria strategia industriale verso la sostanziale riduzione delle emissioni: e lo conferma il fatto che, entro il 2030, c’è il traguardo di rendere elettrificata l’intera produzione Mazda. Va tuttavia tenuto presente che molti dei veicoli di nuova generazione continueranno ad essere equipaggiati con un motore a combustione interna. Un approccio “multi-soluzione” può quindi assumere un ruolo importante come supporto ad un futuro panorama carbon free.

Come industria dobbiamo ridurre il più possibile le emissioni, e per farlo non dobbiamo trascurare nessuna delle possibili strade a nostra disposizione – osserva a questo proposito Wojciech Halarewicz, vicepresidente della Divisione Communications & Public Affairs di Mazda Motor Europe – Le emissioni di gas serra e il cambiamento climatico sono, per natura, una questione globale e complessa che richiede un approccio integrato. Tutti i settori e le industrie devono fare la loro parte e, soprattutto, devono avere l’opportunità di condividere ogni opzione utile per il raggiungimento degli obiettivi climatici”.

Una nuova frontiera per i carburanti

L’obiettivo strategico individuato da Mazda nella sua adesione ad eFuel Alliance, e che si riallaccia ad analoghe iniziative promosse dagli altri membri del progetto, consiste nel sostegno alla creazione di procedimenti che, in chiave di riduzione delle emissioni di CO2 dalle autovetture ed a contribuire ai limiti sulle emissioni decisi dall’Unione Europea, tengano conto del contributo da parte dei combustibili rinnovabili e low carbon. Nella fattispecie, i combustibili liquidi carbon neutral prodotti sinteticamente a base di idrogeno e diossido di carbonio, oltre a biocarburanti prodotti da fonti rinnovabili che soddisfino gli standard qualitativi dei combustibili fossili e che possano essere miscelati o inseriti nei combustibili.

Riteniamo che, con gli investimenti necessari, l’idrogeno e gli e-fuel neutri in termini di CO2 daranno un contributo credibile e reale alla riduzione delle emissioni, non solo per le auto di nuova immatricolazione, ma anche per il circolante attuale – prosegue HalarewiczCiò aprirebbe una seconda e più rapida via per raggiungere nei trasporti la neutralità rispetto al clima, di pari passo con la prosecuzione dell’elettrificazione. Poiché l’UE rivedrà entro la fine dell’anno la sua regolamentazione sugli standard di CO2 per auto e furgoni, questa è l’occasione per far sì che la nuova legislazione consenta sia ai veicoli elettrici che ai veicoli alimentati con combustibili che non aggiungono CO2, di contribuire agli sforzi dei produttori di automobili nella riduzione delle emissioni”.

I prossimi anni saranno decisivi

Sostenere la comprensione delle politiche di protezione climatica che assicurano una giusta comparazione tra le diverse tecnologie è l’obiettivo basilare di eFuel Alliance – aggiunge Ole von Beust, amministratore delegato di eFuel Alliance – I prossimi due anni saranno decisivi in quanto la Commissione Europea rivedrà le principali normative di politica sul clima. Questo dovrebbe includere nella legislazione sulle auto un meccanismo che riconosca il contributo che i combustibili a basse emissioni di carbonio possono dare nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Sarà perciò fondamentale mettere assieme gruppi e organizzazioni interessati in tutti i settori coinvolti. Ecco perché noi vediamo Mazda, con la sua lunga storia nell’innovazione automobilistica, come partner forte nell’ambito della eFuel Alliance”.

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