Londra valuta una tassa per i SUV: sono 800.000 nella capitale

Sadiq Khan propone una tassa sui SUV a Londra nell'ambito della Vision Zero: 43 azioni, AI per controlli e mille attraversamenti per ridurre incidenti e vittime

Londra valuta una tassa per i SUV: sono 800.000 nella capitale
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Giorgio Colari
Pubblicato il 26 mar 2026

Negli ultimi vent’anni, la mobilità urbana di Londra ha subito una trasformazione radicale, guidata dall’incredibile crescita dei SUV: da 80.000 a ben 800.000 veicoli circolanti. Questo fenomeno non rappresenta solo una tendenza automobilistica, ma un vero e proprio cambio di paradigma che pone sfide significative in termini di sicurezza stradale e vivibilità cittadina. L’aumento esponenziale di questi mezzi ha infatti generato una serie di criticità, dalla congestione degli spazi urbani all’incremento dei rischi per i soggetti più vulnerabili, in particolare i bambini.

Cosa dice il piano Vision Zero

Secondo i dati ufficiali, i SUV presentano un rischio di mortalità infantile superiore del 77% rispetto alle auto tradizionali in caso di incidenti stradali. Questa statistica allarmante è diventata uno degli argomenti centrali nel dibattito pubblico, spingendo il sindaco Sadiq Khan a considerare una misura drastica: l’introduzione di una tassa SUV. L’obiettivo di questa proposta è duplice: disincentivare l’acquisto di veicoli ingombranti e pericolosi e promuovere una mobilità più sostenibile e sicura.

Il piano di Vision Zero, adottato dall’amministrazione londinese, mira a eliminare completamente morti e feriti gravi sulle strade entro il 2041. Questo ambizioso progetto si articola in ben 43 azioni concrete, tra cui la realizzazione di nuovi attraversamenti pedonali, l’estensione delle aree riservate ai pedoni e l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio dei comportamenti dei conducenti. Grazie a queste politiche, la città ha già ottenuto risultati notevoli: gli incidenti sono diminuiti del 34% e i decessi del 25%, con ben 262 vite salvate negli ultimi anni.

Una tassa che divide l’opinione pubblica

Tuttavia, la prospettiva di una tassa SUV divide profondamente l’opinione pubblica londinese. Da un lato, i genitori e le associazioni per la sicurezza stradale sostengono con forza questa iniziativa, vedendola come una risposta concreta alle loro preoccupazioni quotidiane, soprattutto in relazione alla protezione dei bambini negli spostamenti casa-scuola. Dall’altro, le voci critiche – come quella di Mike Hawes della Society of Motor Manufacturers and Traders – mettono in guardia contro l’etichettatura dei veicoli basata esclusivamente sulle dimensioni, sottolineando gli investimenti delle case automobilistiche in tecnologie di sicurezza e il diritto dei consumatori alla libera scelta.

L’esplosione dei SUV a Londra ha inoltre generato nuove problematiche legate all’organizzazione dello spazio urbano. Oggi, la metà delle nuove auto acquistate è troppo larga per i parcheggi standard, con conseguenze dirette sulla riduzione degli spazi destinati a biciclette e motocicli e sulla visibilità agli incroci, aumentando ulteriormente i rischi per pedoni e ciclisti. La gestione di questa complessità richiede quindi soluzioni innovative e bilanciate, capaci di coniugare le esigenze di accessibilità con quelle di tutela dei soggetti più fragili.

Il tema è sempre la sicurezza

Secondo Lilli Matson di Transport for London, la capitale britannica sta ottenendo risultati migliori rispetto a metropoli come New York e Parigi nella gestione della sicurezza stradale. Tuttavia, il percorso verso una mobilità più sicura ed equa è ancora lungo e passa anche dalla capacità di strutturare la tassa SUV in modo equo ed efficace. Gli economisti urbani sottolineano infatti l’importanza di definire con precisione criteri di applicazione, esenzioni e fasce di reddito, affinché la misura non penalizzi le fasce più deboli della popolazione e sia accompagnata da investimenti reali in mezzi pubblici e veicoli più compatti.

Il dibattito nei prossimi mesi si concentrerà su questioni chiave come la sostenibilità del modello di mobilità, l’equità sociale e la necessità di continuare a ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali. In questo scenario, la strategia Vision Zero rappresenta non solo un obiettivo ambizioso, ma anche una sfida che richiede il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e industria automobilistica. Solo attraverso un confronto aperto e soluzioni condivise sarà possibile costruire una Londra più sicura, inclusiva e all’avanguardia nella mobilità del ventunesimo secolo.

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