La nuova berlina è strabiliante, 100.000 ordini in appena 20 giorni
La Xiaomi SU7 2026 conquista 100.000 preordini in 20 giorni grazie all'architettura a 800 volt; un richiamo per l'assistenza alla guida apre il dibattito su sicurezza e fiducia dei consumatori
Il panorama automobilistico mondiale si trova di fronte a una nuova protagonista capace di scuotere le certezze consolidate e di accendere un acceso dibattito tra appassionati, analisti e consumatori. Stiamo parlando della Xiaomi SU7, la berlina elettrica cinese che, in poche settimane, ha saputo conquistare le cronache non solo per i suoi numeri da record, ma anche per una questione delicata che tocca il cuore della sicurezza su strada. Dietro i dati entusiasmanti che la posizionano come una delle principali antagoniste della Tesla Model 3, si cela infatti una sfida cruciale: riuscire a bilanciare la spinta all’innovazione con l’irrinunciabile esigenza di affidabilità.
In appena venti giorni, la Xiaomi SU7 ha registrato oltre 100.000 preordini, un risultato che testimonia la grande aspettativa del mercato nei confronti di questo modello. L’ambizione di Xiaomi nel settore automotive è confermata dalle previsioni di vendite che parlano di ben 258.164 unità consegnate nel solo 2025, un traguardo che la porterebbe a superare, almeno in termini numerici, la popolarissima Tesla Model 3. Si tratta di cifre che, in un segmento altamente competitivo, rappresentano una vera e propria rivoluzione, spingendo la SU7 al centro dell’attenzione globale.
Il richiamo pende sulla testa
Tuttavia, il successo commerciale della berlina non è privo di ombre. Proprio mentre si celebrano i numeri da capogiro, Xiaomi si trova a dover affrontare un richiamo massiccio: oltre 100.000 veicoli dovranno tornare in officina nel settembre 2025 a causa di difetti riscontrati nei sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 e 2+. Il problema riguarda il riconoscimento degli scenari stradali da parte degli ADAS, sollevando interrogativi sulla maturità e sulla sicurezza delle tecnologie impiegate. Questo episodio mette in evidenza il delicato equilibrio tra l’urgenza di innovare e la responsabilità di garantire standard di sicurezza sempre più elevati.
Il cuore tecnologico della Xiaomi SU7 è rappresentato dalla piattaforma a 800 volt, un’architettura che promette vantaggi tangibili in termini di ricarica rapida, gestione termica e prestazioni. Questo elemento, insieme a un prezzo di prevendita fissato a 229.000 yuan (circa 32.500 dollari), contribuisce a rendere la proposta Xiaomi particolarmente allettante per il segmento medio-alto del mercato. L’appeal tecnologico si fonde così con una strategia di pricing aggressiva, capace di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più attento sia alle innovazioni sia al rapporto qualità-prezzo.
Ci sono delle perplessità
Nonostante queste premesse, la rapidità con cui Xiaomi ha scelto di entrare nel settore automotive solleva alcune perplessità tra gli addetti ai lavori e i regolatori. La validazione dei sistemi di guida autonoma, in particolare, appare come un nodo critico. Il richiamo dei veicoli evidenzia lacune nei processi di controllo preliminari e solleva il dubbio che la corsa all’innovazione possa aver messo in secondo piano la necessità di test approfonditi e rigorosi. Gli esperti sottolineano come il vero banco di prova sarà la capacità dell’azienda di intervenire tempestivamente e in modo efficace per risolvere le criticità emerse.
Un elemento chiave in questa partita sarà la gestione degli aggiornamenti software. Xiaomi, grazie alla sua esperienza nel settore tecnologico, punta sugli aggiornamenti OTA per correggere rapidamente le problematiche dei sistemi di assistenza alla guida. Una comunicazione trasparente e interventi software risolutivi saranno fondamentali per ricostruire la fiducia dei consumatori, soprattutto in vista del lancio ufficiale previsto per aprile 2026. In caso contrario, il rischio è quello di un danno reputazionale che potrebbe compromettere in modo duraturo la percezione del marchio.
Per chi sta valutando l’acquisto della Xiaomi SU7, la decisione si fa tutt’altro che semplice. Da un lato, l’entusiasmo per un progetto dirompente che promette di ridefinire gli standard del settore; dall’altro, la necessità di ponderare i rischi connessi a tecnologie ancora in fase di affinamento, soprattutto per quanto riguarda sensori e software di bordo. La SU7 2026 si pone dunque come il simbolo di un bivio epocale per l’industria automobilistica: un’auto che sfida le convenzioni e apre nuove strade, ma che dovrà dimostrare, con i fatti, di saper garantire sicurezza senza compromessi.