Incentivi auto: così la Cina favorisce i modelli a motore termico

Per rilanciare il mercato, il Governo cinese incentiva l’acquisto di auto a combustione fino a 2 l di cilindrata e che non costano più di 45.000 euro.

In Cina, le tasse per l’acquisto di auto ad alimentazione endotermica costeranno la metà almeno fino al termine del 2022. Lo ha deciso, si apprende dalle fonti Web, il Ministero cinese delle Finanze. Un provvedimento di deroga alla ben nota politica di sviluppo dell’elettrificazione che, si ritiene, possiede una valenza ben precisa: aiutare la ripresa del mercato dell’auto dopo le severe strategie (pesanti restrizioni agli spostamenti, intere città in lockdown, chiusure di stabilimenti, proroga dei piani di adeguamento dei salari minimi adottata nel 2020 da gran parte delle province cinesi) messe in atto dal Governo di Pechino per fronteggiare i contagi da Covid-19.

Incentivi auto in Cina: quasi 9 miliardi di euro

Di fatto, le facilitazioni fiscali adottate dal Governo cinese riguardano l’acquisto di auto ad alimentazione termica, a prescindere dalla provenienza. Uniche condizioni, la cilindrata e il prezzo di vendita: non più di 2 litri, e fino a 300.000 yuan (cifra che equivale a circa 45.000 euro). Cifre alla mano, le risorse messe a disposizione dal Governo di Pechino a favore dei nuovi sgravi fiscali sono ingenti: al cambio attuale, sul tavolo c’è l’equivalente di circa 8,8 miliardi di euro.

Obiettivo della manovra a sorpresa che favorisce le auto a motore termico

Le Case costruttrici di fascia superiore (i “premium brand”, per intenderci) che sono in maggioranza estere, non avranno sostanziali benefici dal nuovo provvedimento governativo che dimezza per i prossimi mesi del 2022 le tasse di acquisto di autovetture ad alimentazione endotermica. Al contrario, gli analisti prevedono un importante ritorno di mercato per i Costruttori nazionali (da Great Wall alle filiali locali di Nissan e Volkswagen), anche perché più del 90% delle auto a combustione interna vendute e immatricolate in Cina hanno una cilindrata inferiore a 2.000 cc.

Rilanciare il mercato interno

La notizia che arriva dalla Cina dimostra una volta di più che il mondo dell’auto, inteso nella sua globalità e nelle scelte politiche, è sempre più diviso. Da una parte, c’è l’Unione Europea che ha di recente fissato il termine del 2035 come timeline (decisamente “forzata” e che non convince tutti gli Stati) per lo stop alla vendita di nuove auto benzina e diesel, e a quanto pare senza molto considerare le esigenze dei consumatori, il loro potere d’acquisto e la dipendenza delle Case costruttrici europee dalle materie prime e dai prodotti energetici. Dall’altra, si assiste ad una strategia ben più prudente che arriva dalla Cina.

L’obiettivo del nuovo provvedimento è in effetti chiaro: rilanciare il mercato interno dell’auto, che nei primi cinque mesi del 2022 (1 gennaio-31 maggio) ha fatto segnare -18% di nuove immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2021, e ad aprile ha subito un vero e proprio tracollo (-48%).

Una decisione che coglie un po’ di sorpresa gli automobilisti del Vecchio Continente: va in effetti ricordato che la Cina è stata uno dei primi Paesi al mondo ad avere adottato politiche di incentivo come misure di stimolo all’industria e nei confronti dei consumatori stessi. Con queste strategie, applicate in maniera decisamente massiccia, il “Paese del Dragone” è via via diventato il principale mercato mondiale già nel 2009, anno dello storico sorpasso nei confronti degli USA. Gli step di sviluppo successivi hanno interessato, appunto, i veicoli a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico, in special modo i veicoli elettrici. Con modalità di incentivo analoghe: ovvero, notevoli programmi di sovvenzioni.

Incentivi auto termiche in Cina: quali effetti si prevedono

Si prevede che il dimezzamento delle tasse sull’acquisto di nuove autovetture a motore termico porterà due effetti. Cui Dongshu, segretario generale dell’Associazione cinese delle Case costruttrici di autovetture (China Passenger Car Association) ritiene che il numero di automobili vendute a tutto il 2022 potrebbe aumentare di 2 milioni di unità. Per converso, a farne le spese sarebbero proprio le auto elettriche: Huang Yonghe, senior engineer che opera nel Centro di Ricerca e sviluppo cinese sulle tecnologie automotive (China Automotive Technology and Research Center), sostiene che il rischio di far arrivare sul mercato nei prossimi mesi un quantitativo inferiore di auto elettriche è concreto. Si tratterebbe, in ogni caso, di una diminuzione relativa, in quanto l’incidenza annua sul totale dei veicoli “zero emission” non supererebbe il 20%.

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