Il SUV cinese che sfida Dacia e Citroën costa meno di 25.000 euro e offre 177 CV

Haval Jolion Pro arriva in Germania con motore turbo benzina da 177 CV, cambio automatico e prezzi da 24.990 euro. Dotazioni, consumi e possibile arrivo in Italia

Il SUV cinese che sfida Dacia e Citroën costa meno di 25.000 euro e offre 177 CV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 21 ott 2026

Mentre gran parte dell’industria automobilistica cinese punta sull’elettrificazione, c’è chi sceglie una strada differente per conquistare gli automobilisti europei. È il caso di Great Wall Motor, che ha introdotto in Germania la Haval Jolion Pro, un SUV a benzina con 177 CV e cambio automatico proposto a meno di 25.000 euro.

Una combinazione che potrebbe attirare chi sta valutando l’acquisto di una Dacia Bigster o di una Citroën C3 Aircross, soprattutto per la potenza disponibile in rapporto al prezzo. La Jolion Pro, però, presenta caratteristiche che meritano un esame approfondito, a cominciare dai consumi e dalla capacità del bagagliaio.

Haval Jolion Pro, 177 CV senza alcuna elettrificazione

Lunga 4,47 metri, la Haval Jolion Pro si inserisce nel segmento dei SUV compatti destinati anche alle famiglie. Sotto il cofano trova posto un quattro cilindri turbo benzina da 1,5 litri, capace di sviluppare 177 CV e 270 Nm di coppia.

La potenza viene trasferita esclusivamente alle ruote anteriori attraverso un cambio automatico doppia frizione a sette rapporti, presente di serie su entrambe le versioni disponibili in Germania. Non sono previste varianti con trasmissione manuale e, almeno per questa configurazione, manca qualsiasi forma di elettrificazione.

Le prestazioni dichiarate sono superiori a quelle di numerose concorrenti nelle rispettive versioni d’accesso. La Jolion Pro accelera da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi e raggiunge una velocità massima di 190 km/h. L’assenza di un sistema ibrido contribuisce a contenere il prezzo iniziale, ma rappresenta anche uno degli aspetti da considerare nella valutazione dei costi di utilizzo.

Prezzo da 24.990 euro e due allestimenti

Sul mercato tedesco la Haval Jolion Pro viene commercializzata in due versioni: Premium, proposta a 24.990 euro, e Luxury, disponibile a 27.690 euro. La Premium comprende cerchi in lega da 17 pollici, climatizzatore automatico, quadro strumenti digitale e schermo multimediale da 10,25 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

La Luxury aggiunge cerchi da 18 pollici, display centrale da 12,3 pollici, head-up display, ricarica wireless per smartphone e ulteriori equipaggiamenti dedicati al comfort. Per entrambe è prevista una garanzia di cinque anni, un elemento importante per un costruttore che sta consolidando la propria presenza sul mercato europeo.

Il confronto economico con Dacia e Citroën richiede tuttavia attenzione. In Germania, la Bigster parte da 23.990 euro, mentre la C3 Aircross presenta prezzi d’ingresso inferiori. Il vantaggio della Haval riguarda principalmente la combinazione tra motore da 177 CV, trasmissione automatica e dotazioni, piuttosto che il prezzo assoluto più basso.

Consumi elevati e arrivo in Italia ancora incerto

Uno dei principali limiti della Jolion Pro emerge analizzando i dati relativi all’efficienza. Il consumo medio dichiarato è di 7,4 l/100 km nel ciclo WLTP, con emissioni di CO₂ pari a 167 g/km. Numeri che possono penalizzarla rispetto ai SUV ibridi, soprattutto per chi affronta frequentemente percorsi urbani.

Anche il bagagliaio non spicca per capacità: offre 381 litri, che salgono a 952 abbattendo i sedili posteriori. Per una vettura lunga quasi quattro metri e mezzo, lo spazio destinato ai bagagli potrebbe rappresentare un limite nell’utilizzo familiare.

Resta infine da chiarire la disponibilità sul mercato italiano. Great Wall Motor sta rafforzando le proprie attività europee e ha annunciato nuovi sviluppi commerciali anche nel nostro Paese. Al momento, tuttavia, non risultano confermati né una data di lancio italiana della Haval Jolion Pro né un listino nazionale.

Il prezzo di 24.990 euro si riferisce quindi esclusivamente alla Germania. Un eventuale debutto in Italia richiederebbe una valutazione delle condizioni commerciali locali, senza dare per scontato il mantenimento della stessa cifra.

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