Il motore V12 italiano da 905 CV che urla a 10.200 giri senza turbo né ibrido

Italtecnica presenta Orion, un V12 aspirato da 6,8 litri e 905 CV, capace di raggiungere 10.200 giri/min. Pesa meno di 200 kg e punta alle supercar

Il motore V12 italiano da 905 CV che urla a 10.200 giri senza turbo né ibrido
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 13 ott 2026

Mentre l’industria automobilistica investe sempre più risorse nell’elettrificazione, dall’Italia arriva un motore che sembra voler riportare indietro le lancette dell’orologio, almeno sul piano delle emozioni. Si chiama Orion ed è il nuovo V12 aspirato sviluppato da Italtecnica, capace di erogare 905 CV e raggiungere l’impressionante regime di 10.200 giri/min. Nessun turbocompressore, nessun supporto elettrico: soltanto dodici cilindri, soluzioni ingegneristiche raffinate e una ricerca delle prestazioni che richiama direttamente le grandi vetture da competizione.

La particolarità non riguarda esclusivamente la potenza. Questo dodici cilindri pesa meno di 200 kg e nasce con l’ambizione di equipaggiare sia automobili da pista sia supercar omologate per la circolazione stradale.

Un V12 da 6,8 litri con prestazioni da competizione

L’architettura scelta da Italtecnica prevede dodici cilindri a V, con un angolo di 65 gradi tra le bancate e una cilindrata complessiva di 6,8 litri. Una configurazione sviluppata per coniugare elevata potenza specifica, risposta immediata all’acceleratore e capacità di raggiungere regimi di rotazione particolarmente elevati.

Nella versione destinata alla pista, Orion sviluppa 905 CV a 9.500 giri/min, mentre il limitatore interviene a 10.200 giri/min. La coppia massima raggiunge gli 800 Nm, con oltre il 70% già disponibile a partire da 3.500 giri/min. Questo significa che il propulsore non punta soltanto sull’allungo agli alti regimi, ma promette anche un’erogazione sfruttabile a velocità di rotazione decisamente inferiori.

Italtecnica ha previsto inoltre una configurazione compatibile con la normativa Euro 6, pensata per applicazioni stradali. In questo caso la potenza scende a circa 850 CV a 8.500 giri/min, con oltre 750 Nm di coppia e un regime massimo di 9.200 giri/min.

Numeri che consentirebbero a Orion di trovare posto su supercar prodotte in serie limitata, senza rinunciare alla caratteristica voce di un dodici cilindri aspirato.

Tecnologia da Formula 1 e peso inferiore a 200 kg

La progettazione del nuovo motore richiama alcune soluzioni adottate sui V12 utilizzati in passato in Formula 1. La distribuzione, per esempio, viene comandata attraverso una cascata di ingranaggi anziché mediante catene o cinghie.

Ogni bancata dispone di due alberi a camme in testa, mentre ciascun cilindro utilizza quattro valvole in titanio. Sono presenti anche la fasatura variabile in aspirazione e scarico e un sistema di lubrificazione a carter secco, dotato di pompa a otto stadi.

Particolare attenzione è stata riservata ai materiali. Il basamento e la struttura inferiore sono ricavati dal pieno di alluminio, mentre l’aspirazione impiega ampiamente la fibra di carbonio. Le bielle forgiate e i pistoni alleggeriti, provvisti di rivestimento ceramico antifrizione, contribuiscono a contenere le masse in movimento.

Il risultato è un peso complessivo inferiore a 200 kg, considerando anche aspirazione e scarico. Nel progetto si ritrova inoltre l’eredità tecnica di Claudio Lombardi, ingegnere italiano protagonista di importanti programmi nel motorsport, scomparso nel 2025.

De Tomaso P900 e il futuro del dodici cilindri

Le caratteristiche di Orion presentano numerose analogie con il V12 destinato alla De Tomaso P900, hypercar da circuito per la quale Italtecnica ha confermato una collaborazione tecnica. Il propulsore annunciato per la P900 presenta infatti una cilindrata di 7 litri, circa 900 CV, un regime massimo di 10.200 giri/min e un peso inferiore a 200 kg. La somiglianza è evidente, sebbene la differenza di cilindrata impedisca di considerarli automaticamente identici.

Orion, comunque, non nasce necessariamente per un unico costruttore. Italtecnica prevede una produzione su ordinazione, con possibilità di personalizzare aspirazione, scarichi, gestione elettronica e finiture. Per l’azienda italiana, già coinvolta in progetti con Kimera Automobili, Totem Automobili e Nardone Automotive, rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo di motori destinati a vetture esclusive.

In un panorama dominato da elettrificazione e sovralimentazione, Orion dimostra che esiste ancora spazio per una meccanica costruita intorno alla leggerezza, agli alti regimi e al carattere inconfondibile di un V12 aspirato.

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