Honda sviluppa la ricarica delle auto BEV in movimento: fino a 150 kW senza fermarsi
Honda lavora alla ricarica wireless dinamica per i veicoli elettrici: fino a 150 kW durante la marcia, grazie a dispositivi integrati nell'asfalto
Ricaricare un veicolo elettrico senza collegarlo a una colonnina e, soprattutto, senza interrompere il viaggio. È l’obiettivo di Honda, che sta sviluppando una tecnologia capace di trasferire energia direttamente dalla strada alla batteria mentre il mezzo è in movimento.
Il progetto, avviato nel 2021, ha raggiunto una nuova fase di sviluppo grazie alla collaborazione con Taisei, grande gruppo giapponese specializzato nell’ingegneria civile e nelle costruzioni. Il sistema, denominato Dynamic Wireless Power Transfer, punta a raggiungere una potenza di 150 kW, con particolare attenzione ai veicoli commerciali pesanti.
Come funziona la ricarica wireless mentre si guida
Il principio alla base della tecnologia è quello della trasmissione induttiva dell’energia, già utilizzato nei sistemi di ricarica senza fili, ma applicato a veicoli che si spostano lungo la carreggiata. Appositi dispositivi trasmittenti vengono installati sotto la superficie stradale e collegati a un’infrastruttura elettrica di alimentazione.
Quando un veicolo compatibile attraversa il tratto attrezzato, un ricevitore montato a bordo permette di trasferire energia senza alcun contatto fisico. La differenza rispetto alla ricarica wireless statica consiste proprio nella possibilità di effettuare il trasferimento durante la marcia, anziché con il veicolo parcheggiato sopra una piattaforma.
Per realizzare il sistema occorre però coordinare diversi elementi, dalla posizione dei trasmettitori alla distanza tra il fondo stradale e il ricevitore, fino alla gestione elettronica della potenza. Honda si occupa dello sviluppo dei dispositivi di trasmissione e ricezione, mentre Taisei lavora sulle tecniche necessarie per integrarli nell’asfalto e sulle unità di alimentazione in corrente continua collocate lungo la strada.
Fino a 150 kW: perché Honda guarda ai camion
L’obiettivo dichiarato è raggiungere una potenza di trasferimento fino a 150 kW, un valore significativo per una tecnologia che non richiede il collegamento fisico a una stazione di ricarica. Il progetto si concentra soprattutto sui mezzi pesanti, per i quali le soste rappresentano un elemento importante nella pianificazione dei trasporti.
Un camion elettrico che riceve energia lungo il percorso potrebbe ridurre la necessità di fermarsi esclusivamente per ricaricare, migliorando la continuità operativa. La soluzione potrebbe inoltre contribuire a contenere le dimensioni delle batterie necessarie per determinate missioni di trasporto, purché la rete stradale disponga di un numero sufficiente di tratti elettrificati.
Non bisogna però confondere la potenza massima prevista con una ricarica continua garantita: l’energia effettivamente trasferita dipende dalla durata del passaggio, dalla velocità del veicolo e dalle caratteristiche dell’infrastruttura. Anche il rendimento del sistema sarà determinante per valutarne l’efficienza complessiva.
Strade elettrificate, la vera sfida è l’infrastruttura
La ricarica dinamica potrebbe cambiare il modo di progettare la mobilità elettrica, ma la sua diffusione presenta difficoltà ben diverse da quelle di una normale colonnina. Installare i trasmettitori nella carreggiata significa intervenire sulle infrastrutture esistenti, predisporre collegamenti alla rete elettrica e garantire la resistenza dei componenti al traffico e alle condizioni ambientali.
Occorre inoltre assicurare la compatibilità tra i sistemi installati sulle strade e i ricevitori utilizzati dai diversi costruttori. Per questo motivo, una possibile applicazione iniziale potrebbe riguardare percorsi selezionati, come corridoi logistici e tratte utilizzate regolarmente dai veicoli commerciali.
Honda non è l’unica azienda impegnata nello sviluppo della ricarica in movimento, ma il lavoro con Taisei affronta contemporaneamente la componente automobilistica e quella infrastrutturale.
Al momento la tecnologia rimane un progetto di ricerca e sviluppo: non sono stati annunciati un calendario di diffusione commerciale né una rete stradale già operativa con queste caratteristiche. La prospettiva resta interessante soprattutto per il trasporto pesante, dove poter recuperare energia durante il viaggio potrebbe ridurre una delle principali limitazioni operative dell’elettrificazione.