Bollo auto 2027, attenzione alla scadenza: pagare a gennaio non basta per ottenere l'esenzione

Bollo auto 2027, l'esenzione prevista per alcune vetture fino a 80 kW non cancella i pagamenti dovuti nel 2026. Ecco come funzionano le scadenze

Bollo auto 2027, attenzione alla scadenza: pagare a gennaio non basta per ottenere l'esenzione
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 21 ott 2026

Il bollo auto 2027 potrebbe riservare una novità importante a numerosi automobilisti italiani, ma c’è un dettaglio che rischia di creare confusione: non conta soltanto l’anno in cui si effettua il pagamento, bensì quello a cui si riferisce la scadenza ordinaria del tributo.

La misura introdotta dal decreto-legge del 17 settembre 2026, n. 162, prevede infatti un’esenzione per determinate automobili, nel rispetto di precisi requisiti. Questo, però, non significa che sia possibile evitare un versamento dovuto entro dicembre 2026 semplicemente rimandandolo a gennaio. La distinzione è fondamentale soprattutto per chi deve rinnovare il bollo nelle ultime settimane dell’anno.

Bollo auto, chi può beneficiare dell’esenzione nel 2027

La disposizione riguarda le persone fisiche che risultano tenute al pagamento del bollo per un’automobile con potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 CV. Il beneficio è previsto per un solo veicolo per contribuente, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla normativa, compreso il requisito relativo alla copertura assicurativa.

Tra le alimentazioni interessate figurano le automobili a benzina e diesel, con possibili applicazioni anche alle ibride secondo la classificazione prevista dalle disposizioni. Chi possiede più vetture non può quindi considerarle tutte automaticamente esenti.

La scelta del mezzo agevolabile segue criteri specifici, che tengono conto della potenza e, nei casi previsti, dell’importo del tributo. È inoltre importante distinguere questa misura dalle esenzioni già esistenti per determinate categorie di veicoli o contribuenti, che seguono regole proprie.

Il decreto è entrato in vigore, ma al momento della notizia il suo percorso parlamentare di conversione non era ancora concluso: le disposizioni potrebbero dunque subire modifiche.

Scadenza a dicembre 2026? Il pagamento resta dovuto

Il nodo principale riguarda i bolli la cui scadenza ordinaria ricade nel 2026, anche quando il periodo di validità si estende all’anno successivo. Un automobilista che deve versare il tributo entro dicembre non può considerarsi esonerato soltanto perché una parte dei mesi coperti dal pagamento appartiene al 2027.

Allo stesso modo, aspettare gennaio per pagare non trasforma un debito relativo al 2026 in un bollo esente. Il riferimento è la scadenza prevista dalla normativa, non la data scelta dal proprietario per effettuare materialmente il versamento.

Rinviare il pagamento potrebbe quindi comportare le conseguenze previste per i ritardi, senza garantire alcun vantaggio fiscale. Un altro aspetto riguarda le somme già versate. L’esenzione del 2027 non determina automaticamente il diritto a ottenere un rimborso per un bollo pagato nel 2026, neppure quando la sua copertura temporale comprende mesi dell’anno successivo.

Non è inoltre possibile decidere autonomamente di ridurre l’importo dovuto, sottraendo la quota riferita al 2027.

Come verificare se il bollo deve essere pagato

Prima di effettuare il versamento, è opportuno controllare la situazione tributaria del veicolo, evitando di basarsi esclusivamente sulla data indicata nella ricevuta precedente. Il bollo è un tributo regionale, con modalità di gestione e scadenze che possono variare in funzione della normativa applicabile.

Per questo motivo, il riferimento più affidabile è rappresentato dai servizi regionali competenti e dagli strumenti di consultazione messi a disposizione dall’ACI, dove disponibili. Occorre verificare la scadenza ordinaria, la potenza riportata sulla carta di circolazione e il possesso degli altri requisiti richiesti per l’agevolazione.

Particolare attenzione meritano i contribuenti con più automobili intestate, perché il limite di un solo veicolo impedisce di estendere indiscriminatamente il beneficio all’intero parco familiare. Il principio da tenere presente è semplice: l’esenzione non è retroattiva rispetto ai versamenti già dovuti nel 2026. Prima di sospendere qualsiasi pagamento, bisogna quindi accertare che la propria posizione rientri effettivamente nelle nuove disposizioni.

Ti potrebbe interessare: