Germania, ambientalisti denunciano Bmw e Daimler: «Poco impegno per ridurre le emissioni»

La Duh-Deutsche Umwelthilfe, una delle principali Ong tedesche a difesa dell’ambiente, Ha citato in giudizio i “colossi” di Monaco e Stoccarda: non avrebbero rispettato alcune richieste sul taglio alla CO2.

Non ci siamo ancora“. Il consistente impegno che i “big player” del comparto automotive hanno da tempo avviato verso un futuro “zero emissioni” in un’ottica a medio-lungo termine viene visto come “senz’altro migliorabile” da parte di alcune realtà ambientaliste. E questo, nonostante sul piatto sia stato messo un monte-stanziamenti che – nella sua globalità e secondo alcune stime – risulta essere nell’ordine di circa 330 miliardi di dollari per lo sviluppo dell’elettrificazione. In estrema sintesi: ad un ingente sforzo economico, di strategie e di programmi non corrisponderebbero risultati soddisfacenti per tutti.

Ad avere messo nero su bianco questo concetto, e rivolgendosi peraltro ai tribunali, è l’Organizzazione non governativa Duh-Deutsche Umwelthilfe, che ha dato il via ad una causa legale nei confronti di Bmw e Daimler AG. Due dei Gruppi costruttori che più credono nella carbon neutrality.

L’accusa

I rappresentanti della Ong tedesca hanno in buona sostanza puntato il dito contro i “colossi” di Monaco di Baviera e Stoccarda per via di alcune richieste che, sostiene la stessa Duh, non sarebbero state accettate: si sarebbe trattato di una serie di obiettivi ancora più rigorosi in materia di emissioni di CO2, in primo luogo; e, in ottica 2030, un definitivo “stop” alla vendita di autovetture a combustione.

Altre iniziative nel personale “carnet”

L’Organizzazione non governativa Deutsche Umwelthilfe è una delle più importanti in Germania, e già in un recente passato ha assunto una posizione categorica nei confronti del comparto automotive. Fra le iniziative delle quali si è resa protagonista, si ricordano una serie di accuse verso le stesse Daimler e Bmw nonché Fiat, Opel e Renault per il superamento della soglia di emissioni di alcuni modelli delle rispettive lineup e per (relativamente ad alcune vetture) questioni legate ad un sospetto utilizzo di software che avrebbero potuto alterare i valori di emissioni; ed una causa, avviata nei confronti di Volkswagen in ordine all’”affaire” Dieselgate, che nel fascicolo aveva coinvolto anche la Kba-Kraftfahrt-Bundesamt (cioè l’Autorità federale dei Trasporti, ente che in Germania rilascia le omologazioni dei veicoli e dei loro componenti) per non avere ottemperato ad una attenta vigilanza.

Una novità

Si tratta, nell’azione mossa contro Bmw e Daimler AG, di un’iniziativa mai avviata in precedenza: è la prima causa intentata da cittadini tedeschi in cui un’azienda viene accusata di influire in maniera negativa sulle questioni dei cambiamenti climatici. Diverse fonti stampa fanno in effetti notare che nei Paesi Bassi una vertenza avviata da varie Associazioni nei confronti di Shell si è già conclusa con una sentenza storica: l’obbligo per la multinazionale del petrolio, da parte di un tribunale locale, di limitare le proprie emissioni.

Le richieste

Più in dettaglio, in tempi recenti la Duh aveva inviato a Bmw e Daimler una lettera nella quale si chiedeva di adottare (a decorrere dal 20 settembre) limiti più severi sulle emissioni, e di iniziare una riduzione alla vendita di veicoli ad alimentazione endotermica. Una richiesta dello stesso tenore era stata indirizzata a Volkswagen, dando a Wolfsburg una decina di giorni in più (entro il 29 settembre).

Le risposte

Tuttavia, né da Monaco di Baviera e tantomeno da Stoccarda si è deciso di soddisfare quanto richiesto: i vertici Bmw e Daimler hanno confermato i rispettivi programmi sulla decarbonizzazione, bollando come “senza alcun fondamento” le accuse mosse loro dalla Ong. “Il nostro principale traguardo sui temi della neutralità climatica è già chiaramente definito – puntualizza Daimler – Intendiamo essere completamente elettrici entro il 2030, ed ovunque ciò sia consentito dalle condizioni di mercato”.

Bmw ha risposto facendo presente che gli obiettivi fissati sono all’avanguardia per il comparto automotive, e per di più “in linea” con gli Accordi di Parigi sul clima. Dal canto suo, VW intende valutare quanto richiesto dalla Deutsche Umwelthilfe, tuttavia è del parere che “Promuovere azioni legali contro singole aziende non è il sistema giusto per affrontare le sfide di tutti”.

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