Ford e la sportiva a motore centrale: dovevano costruirne 500, ne nacquero solo 6
Ford GT70, la rara sportiva da rally del 1970 progettata da Len Bailey e disegnata da Ercole Spada. Doveva sfidare Porsche e Alpine, ma nacque in soli sei esemplari
Doveva diventare l’arma definitiva di Ford nei rally, sfidando Porsche e Alpine con un motore centrale, una carrozzeria leggerissima e una potenza di 240 CV. Invece, della Ford GT70 furono costruiti soltanto sei esemplari, contro i 500 inizialmente previsti.
Nata nel 1970, questa sportiva rappresenta uno dei progetti più ambiziosi e meno conosciuti della storia sportiva dell’Ovale Blu. A svilupparla contribuirono due nomi importanti: Len Bailey, già coinvolto nella leggendaria GT40, ed Ercole Spada, designer italiano legato alla Zagato.
Nonostante le premesse, la GT70 non riuscì a trasformarsi in una vettura competitiva e commercialmente sostenibile. Il suo destino venne deciso soprattutto dai costi, quando Ford disponeva già di un’alternativa vincente.
Ford GT70, la risposta alla Porsche 911 nei rally
Alla fine degli anni Sessanta, Ford affrontava i rally utilizzando versioni profondamente modificate di modelli stradali come Escort e Cortina. Una strategia efficace, ma sempre più minacciata dalle sportive leggere a motore posteriore o centrale.
Il punto di svolta arrivò dopo il Rally di Monte Carlo del 1970, quando il responsabile delle competizioni Stuart Turner e il pilota Roger Clark discussero della necessità di sviluppare una macchina completamente diversa. Il progetto venne affidato a Len Bailey, che realizzò un telaio in acciaio progettato per ospitare differenti motorizzazioni.
La configurazione prevedeva motore centrale-posteriore, sospensioni anteriori a doppi triangoli, componenti posteriori derivati dalla Cortina e quattro freni a disco ventilati. La carrozzeria in vetroresina fu disegnata da Ercole Spada, dando vita a una sportiva dalle proporzioni decisamente insolite per una Ford. L’obiettivo era realizzare un’automobile più leggera e agile delle concorrenti, capace di affrontare le prove speciali più impegnative.
V6 da 240 CV e carrozzeria alta appena 112 centimetri
La Ford GT70 misurava circa 3,89 metri in lunghezza, con un passo di 2,33 metri e un’altezza di appena 112 centimetri. Il peso previsto era inferiore a 770 kg, un valore particolarmente contenuto grazie all’impiego della vetroresina e alla struttura essenziale.
La motorizzazione principale era un V6 da 2,6 litri derivato dalla Capri RS2600, capace nelle configurazioni più spinte di raggiungere circa 240 CV. Il progetto consentiva anche l’installazione di un quattro cilindri Cosworth da 1,6 litri. Entrambi erano abbinati a un cambio manuale a cinque rapporti.
Sulla carta, il rapporto peso-potenza prometteva prestazioni notevoli. Durante lo sviluppo emersero però problemi importanti. Il telaio non garantiva la rigidità necessaria per sopportare le sollecitazioni delle prove speciali. Sui fondi sconnessi tendeva a flettersi, compromettendo precisione e stabilità.
Le rivali, in particolare la Porsche 911, disponevano di strutture più robuste e di un comportamento maggiormente prevedibile nelle condizioni difficili.
Perché Ford costruì soltanto sei GT70
Il progetto prevedeva inizialmente la produzione di 500 esemplari, necessari per soddisfare i requisiti di omologazione e consentire alla GT70 di partecipare alle competizioni previste. Il problema principale divenne però economico. La costruzione artigianale, il telaio specifico e la carrozzeria in vetroresina comportavano costi elevatissimi.
Per rendere sostenibile l’operazione sarebbe stato necessario vendere la vettura a circa 5.000 sterline, una cifra superiore di oltre 1.500 sterline al prezzo di una Jaguar E-Type dell’epoca. Nel frattempo, la Ford Escort RS1600 continuava a ottenere risultati importanti nei rally, riducendo ulteriormente l’interesse per una sportiva così costosa.
Nel 1973 il programma venne definitivamente abbandonato, dopo la costruzione di appena sei vetture. Non tutto il lavoro andò perduto: i cerchi in lega a quattro razze sviluppati per la GT70 furono successivamente adottati sulla Escort.
Nel 2002, inoltre, Ford Heritage recuperò uno degli esemplari superstiti, restaurandolo e installando un motore Cosworth da 2,0 litri per utilizzarlo nelle manifestazioni dedicate alle competizioni storiche. La GT70 rimane così una rarità assoluta: una Ford nata per rivoluzionare i rally, fermata dai costi prima ancora di poter dimostrare pienamente il proprio potenziale.