Ferrari Luce, l'elettrica nasce da un consiglio di Jeff Bezos: Elkann svela il retroscena

John Elkann racconta come un incontro con Jeff Bezos nel 2016 abbia ispirato la Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino disegnata da Jony Ive

Ferrari Luce, l'elettrica nasce da un consiglio di Jeff Bezos: Elkann svela il retroscena
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 9 ott 2026

A volte le rivoluzioni cominciano lontano dalle fabbriche, dai laboratori e persino dalle automobili. Quella che ha portato alla nascita della Ferrari Luce, prima vettura completamente elettrica del Cavallino Rampante, sarebbe cominciata durante una passeggiata nel luglio 2016. A raccontarlo è stato John Elkann, presidente della Casa di Maranello, svelando un retroscena che coinvolge uno degli imprenditori più conosciuti al mondo: Jeff Bezos, fondatore di Amazon.

L’occasione è stata la conferenza tecnologica Wave, organizzata a Torino, dove Elkann ha ripercorso la genesi di un progetto destinato a segnare una svolta nella storia Ferrari. Al suo fianco Jony Ive, ex responsabile del design Apple, che ha contribuito a dare forma alla nuova automobile attraverso il proprio studio LoveFrom.

Il consiglio di Bezos che cambiò la prospettiva Ferrari

Era il luglio 2016 quando Elkann, durante una passeggiata con Bezos, si trovò a discutere del futuro dell’automobile. Il fondatore di Amazon ammise di non essere un esperto del settore, ma suggerì al presidente Ferrari di considerare seriamente la possibilità di sviluppare una vettura elettrica.

Un’osservazione apparentemente semplice, arrivata però da un imprenditore che aveva costruito la propria fortuna sulla capacità di anticipare i cambiamenti tecnologici. Quella conversazione contribuì ad alimentare una riflessione destinata a concretizzarsi molti anni dopo nella Ferrari Luce, presentata nel maggio 2026.

L’obiettivo non era semplicemente aggiungere una motorizzazione elettrica alla gamma, ma immaginare una Ferrari differente, capace di interpretare il futuro senza rinunciare alla propria identità. Una sfida particolarmente delicata per un costruttore la cui storia è profondamente legata al fascino dei motori a combustione.

Jony Ive e cinque anni per reinventare l’esperienza di guida

Per affrontare questa trasformazione, Ferrari ha scelto di collaborare con Jony Ive, protagonista di alcuni dei prodotti più iconici realizzati da Apple. Il lavoro di LoveFrom non è cominciato disegnando immediatamente la carrozzeria. Il team ha dedicato quasi un anno allo studio della storia, della cultura e dei valori del Cavallino Rampante, cercando di comprendere cosa renda una Ferrari riconoscibile indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.

Successivamente, i progettisti californiani hanno lavorato insieme agli specialisti di Maranello per circa cinque anni di sviluppo. Uno degli aspetti più significativi riguarda l’abitacolo. Ive ha scelto di prendere le distanze dalla tendenza automobilistica che affida quasi ogni funzione ai grandi schermi digitali.

La Ferrari Luce privilegia infatti comandi fisici e risposte tattili, con l’intenzione di mantenere un rapporto diretto tra conducente e automobile. Secondo il designer, utilizzare il touchscreen come interfaccia principale rischia di interrompere quella connessione fisica che dovrebbe caratterizzare l’esperienza di guida.

Un design discusso che Ferrari continua a difendere

La presentazione della Luce ha suscitato reazioni contrastanti. Le sue scelte stilistiche hanno alimentato discussioni sui social network, tra critiche, ironie e perplessità sulla direzione intrapresa dal marchio. Anche alcuni investitori hanno manifestato dubbi sulla strategia di elettrificazione.

Elkann ha però chiarito che Ferrari non intendeva deliberatamente realizzare un’automobile controversa. Le reazioni hanno piuttosto rafforzato la convinzione dei responsabili del progetto. Un elemento curioso riguarda la differenza tra fotografie e osservazione diretta. Sia Elkann sia Ive ritengono che vedere la Luce dal vivo possa modificare sensibilmente il giudizio iniziale.

La vettura esposta alla conferenza torinese ha attirato lunghe file di visitatori, desiderosi di osservare personalmente una delle Ferrari più discusse degli ultimi anni. La Luce rappresenta dunque molto più di una nuova alimentazione. È il tentativo di costruire un linguaggio automobilistico differente, nel quale innovazione tecnologica, design e coinvolgimento nella guida possano convivere.

E pensare che tutto sarebbe cominciato dieci anni prima, con una passeggiata e un consiglio inatteso. Una dimostrazione di come le grandi trasformazioni industriali possano nascere anche da una conversazione apparentemente informale.

Ti potrebbe interessare: