Ferrari Hypersail mette radici a Livorno: nasce l'hub della “barca volante”

Ferrari Hypersail apre il suo hub operativo a Livorno negli spazi Azimut Yachts. Nel team entrano Giulia Conti e Shannon Falcone

Ferrari Hypersail mette radici a Livorno: nasce l'hub della “barca volante”
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Renato Terlisi
Pubblicato il 2 ott 2026

Ferrari Hypersail si prepara a lasciare definitivamente la terraferma. In attesa del varo nel 2027, il progetto con cui Maranello vuole trasferire tecnologia, metodo e cultura della performance nel mondo della vela oceanica ha adesso una casa: sarà a Livorno, all’interno degli spazi di Azimut Yachts.

La nuova struttura diventerà il centro operativo della sfida guidata dal project leader Enrico Voltolini. Non un semplice quartier generale, ma una base dalla quale coordinare sviluppo, preparazione dell’equipaggio, attività tecniche e soprattutto la futura campagna di prove in mare.

Ferrari Hypersail sceglie Livorno

L’hub ospiterà gli uffici destinati a ingegneri, team operativo e shore team, insieme a palestre e spazi per la preparazione atletica. Saranno presenti anche laboratori dedicati alle componenti idrauliche, elettriche e meccaniche, oltre alle attrezzature per la stampa 3D.

La posizione offre un vantaggio determinante: l’accesso diretto al Tirreno consentirà di provare il monoscafo in differenti condizioni marine, costruendo una campagna di test continuativa. Allo stesso tempo Livorno dista poco più di 200 km da Maranello, mantenendo stretto il collegamento con i reparti Ferrari di ingegneria e design coinvolti nello sviluppo.

Azimut Yachts avrà inoltre un ruolo operativo come technical partner. Il cantiere realizzerà una Azimut Fly 72 personalizzata destinata a funzionare da tow boat. L’imbarcazione accompagnerà Hypersail durante i primi test di volo e successivamente supporterà le prove a vela, occupandosi anche di assistenza, monitoraggio e hospitality.

Il passaggio è particolarmente importante perché Ferrari Hypersail non nasce semplicemente per navigare veloce. Il progetto punta a esplorare soluzioni tecnologiche inedite per la navigazione oceanica, con l’obiettivo dichiarato di affrontare record e regate offshore.

Arrivano Giulia Conti e Shannon Falcone

Parallelamente alla nascita dell’hub, Ferrari rafforza l’equipaggio con due nomi di grande esperienza: Giulia Conti e Shannon Falcone. Profili molto differenti, scelti proprio per costruire una squadra capace di gestire una barca tecnologicamente complessa.

Conti porta nel progetto quattro partecipazioni olimpiche, i titoli mondiale ed europeo conquistati nel 2015 nei 49er FX e la vittoria nella prima Women’s America’s Cup del 2024 con Luna Rossa.

Il suo compito andrà ben oltre la navigazione. Si occuperà della gestione dei sistemi di volo e dell’automazione di bordo, lavorando sull’integrazione fra equipaggio e monoscafo e coordinando i test al simulatore e in mare. Centrale sarà anche il contributo allo sviluppo dei sistemi elettronici destinati al controllo dinamico dell’imbarcazione.

Falcone aggiunge invece una profonda esperienza nella navigazione oceanica e nelle competizioni ad alte prestazioni. Nel curriculum figurano sei campagne di America’s Cup, vittorie e record alla Sydney-Hobart, alla Transpac e alla Newport-Bermuda sul Maxi Comanche, oltre al record transatlantico New York-The Lizard.

Una squadra costruita per volare sull’oceano

Falcone lavorerà anche al coordinamento dello shore team, concentrandosi sulle operazioni in mare e sulla definizione delle procedure di sicurezza necessarie nelle situazioni più delicate.

La composizione della squadra chiarisce la dimensione della sfida. Per Ferrari non basta creare un monoscafo estremamente veloce: occorre costruire attorno alla barca un sistema capace di far dialogare uomini, software, automazione e ingegneria.

Livorno diventa così il punto nel quale queste competenze inizieranno concretamente a incontrarsi. Il prossimo passaggio sarà il più atteso: il varo di Hypersail, previsto nel primo trimestre del 2027. Da quel momento il progetto Ferrari dovrà dimostrare in mare se una filosofia maturata sulle piste può davvero imparare a volare sull’oceano.

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