F1 GP dell’Azerbaijan: Top e Flop

Scopriamo i Top ed i Flop di una delle gare più rocambolesche degli ultimi tempi per una F1 che sta crescendo in qualità e divertimento.

Il GP dell’Azerbaijan è così atipico e avvincente, che nella gara andata in scena domenica gli spettatori sono rimasti con il fiato sospeso fino alla bandiera a scacchi. Un po’ è merito anche della gestione all’americana votata allo spettacolo, ma quei due giri finali a mo’ di sprint race hanno fatto scuola. Scopriamo i top ed i flop del weekend di F1 appena trascorso.

Mercedes flop: la Stella è cadente

Verstappen ha appena espresso un desiderio, quello di vincere il mondiale, dopo che, nel firmamento della F1, la Stella cadente della Mercedes è passata velocemente davanti a lui lasciando la scia nera della monoposto numero 44 andata lunga nella ripartenza finale. Il team più forte degli ultimi anni è letteralmente allo sbando, si attacca ai ricorsi regolamentari per non perdere terreno dalle lattine volanti, e in pista combina disastri con un Hamilton mai così falloso dal 2007. Anche Lewis ha le sue colpe, e dopo Baku ne ha più di altri, perché prima di sentirsi intoccabile dovrebbe dare il buon esempio. Invece, si lamenta tutta la corsa di non essere in grado di riprendere le Red Bull, poi professa calma alla ripartenza, salvo andare lungo per non centrare Perez e sperperare un secondo posto che a Baku sarebbe valso come una vittoria. Il messicano non aveva niente da perdere, e se avesse centrato Lewis a limite avrebbe dovuto ascoltare il disappunto di Marko, mentre il numero 44 della Mercedes aveva un’occasione d’oro, quella di recuperare punti in ottica mondiale su un Verstappen sfortunato, ma ha tirato troppo la corda. A completare il quadro di un team che sembra aver perso la bussola troviamo un secondo pilota che corre da separato in casa, spento nell’ambizione e votato alla mera presenza in pista. Che sia la fine di un ciclo? Il campionato è ancora lungo ma dalle parti di Brackley sembrano aver perso l’abitudine alla lotta, perché è dura rimanere feroci quando si combatte per troppo tempo solamente contro sé stessi.

Perez Top: il gregario si prende la squadra sulle spalle

Dura la vita di Perez in F1, sempre in costante miglioramento, lasciato a piedi quando finalmente si ritrova su una monoposto competitiva, e poi preso come rincalzo di lusso in un team dove le seconde guide durano come una bottiglia di Rum nel peggior bar di Caracas. L’accoglienza in Red Bull non è stata certo rose e fiori per il messicano, con Marko dubbioso sulle sue capacità, e Verstappen che dichiara di correre da solo; ma il ragazzo, ormai uomo, ha le spalle larghe, si fa beffa delle parole vuote di riconoscenza, sa che il fenomeno con cui condivide il box è velocissimo e intoccabile, vittima di un narcisimo prestazionale teso a distruggere ogni compagno di squadra. Così lavora sodo, in silenzio, gli copre le spalle, lo assiste come un padre premuroso in gara, e quando rimane solo a gestire l’onore della Red Bull, manda lungo Hamilton e vince d’autorità. E’ la sua risposta, quella ottenuta con i fatti, non con le parole. Perez è molto più di più di un gregario, è un talento forgiato dai chilometri e dalle battaglie in pista, un pilota capace di fare grandi cose con una grande macchina e qualcuno dalle parti di Milton Keynes se ne sta accorgendo, per fortuna!

Vettel top: Seb è tornato!

Ma dove eri finito Seb? Dove eri stato fino ad oggi? Il passaggio dalla Ferrari all’Aston Martin sapeva di ultima chance, di ultimo treno per tornare sul binario del successo, e Vettel l’ha rincorso, per tanti lunghissimi metri, ma a Baku è finalmente riuscito a salirci sopra a modo suo, con una corsa da vero professionista, con quella voglia di vincere che forse è ancora viva dentro di lui! Bisogna dire che nelle ultime gare ha fatto intravedere lampi di classe, ma in Azerbaijan ha scatenato una tempesta di talento. Secondo sul podio dopo che in molti l’avevano dato per bollito e, francamente, aveva messo dei dubbi anche a noi, Seb è tornato a cantare, come ai bei tempi ferraristi, quando ha illuso per più di qualche GP che un nuovo Schumi fosse approdato a Maranello. Ora deve dare continuità alle sue performance per rendere il mondiale 2021 ancora più avvincente.

Ferrari flop: prima l’illusione poi neanche il podio

Dopo l’occasione persa a Monaco, per la Ferrari è arrivato un GP in cui ha raccolto meno di quanto avesse seminato. Con Leclerc partito in pole position in molti ci aspettavamo almeno un podio, e dire che alla fine c’è stata anche l’occasione per salirci, ma il monegasco non l’ha colta, e forse, memore dell’incidente in qualifica nello scorso gran premio, ha preferito non forzare troppo contro Gasly. Insomma, non siamo mai contenti perché lo vogliamo aggressivo e vincente, ma il fatto è che quando eccede di agonismo spesso non porta a casa il risultato, e quando ragiona troppo, o è frenato dal timore di fare errori importanti, perde quel fascino da prima guida che ha portato la Ferrari a sacrificare Vettel per lui. Sainz invece a Baku ha sbagliato, non è stato all’altezza di un Leclerc più ragioniere, dimostrando che la classifica fino ad ora è stata bugiarda e che le differenze tra i due sono più marcate di quanto vorrebbe far supporre. Comunque, il duello con la McLaren è stato vinto, ma quello con l’Alpha Tauri no, per cui c’è ancora molto da fare, anche se i miglioramenti sono tangibili.

Gasly top: merita un top team

Dopo la vittoria del GP d’Italia maturata lo scorso anno, Gasly ha ottenuto a Baku un podio frutto di grinta e concentrazione. Il pilota dell’Alpha Tauri ha corso con intelligenza, mettendo alle corde uno come Leclerc soprannominato “il predestinato”. Dall’alto del suo terzo posto avrà guardato bene anche Marko, che l’ha retrocesso nel secondo team dell’orbita Red Bull a seguito di poche gare dal suo esordio in F1. Lui ha avuto la sua chance con le lattine volanti, ma adesso sta dimostrando di essere uno dei migliori del lotto e meriterebbe un top team, un’altra occasione per fare il salto di qualità definitivo e provare a giocarsi le sue fiche al tavolo del mondiale. Non sarà uno dei tanti che sono passati per il vivaio Red Bull, Pierre ha le carte in regola per lasciare il segno!

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