Il decreto carburanti diventa legge: accise al ribasso e nuovi poteri a "Mister Prezzi"

Tra tagli alle accise e spending review ministeriale, il decreto carburanti è legge: la strategia da 527 milioni per frenare i rincari e proteggere i consumatori

Il decreto carburanti diventa legge: accise al ribasso e nuovi poteri a "Mister Prezzi"
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Giorgio Colari
Pubblicato il 13 mag 2026

Con l’approvazione definitiva alla Camera, avvenuta con 147 voti favorevoli e 79 contrari, il primo decreto carburanti (Dl 33/2026) è diventato ufficialmente legge. Il provvedimento nasce con l’obiettivo primario di contrastare l’impennata dei costi energetici, intervenendo sia sul prezzo alla pompa per i cittadini sia attraverso misure di sostegno mirate per le imprese più colpite dai rincari dei mesi scorsi.

Il taglio delle accise e la lotta alla speculazione

La misura centrale della nuova legge riguarda il taglio delle accise su gasolio e benzina, quantificato in 24,4 centesimi al litro. Questo intervento, inizialmente previsto per il periodo tra il 19 marzo e il 7 aprile e successivamente prorogato, mira a dare un sollievo immediato ai consumatori.

Parallelamente alla riduzione dei prezzi, il governo ha rafforzato i meccanismi di controllo per evitare che il beneficio del taglio venga annullato da manovre speculative lungo la filiera. Per questo motivo, per un periodo di tre mesi (fino a metà giugno), sono stati potenziati i poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi, comunemente noto come “Mister Prezzi”. L’autorità potrà avvalersi del supporto operativo della Guardia di Finanza per monitorare i listini e reprimere eventuali irregolarità, un tema che è risultato particolarmente critico sin dai primi giorni di entrata in vigore dello sconto.

Agevolazioni per autotrasporto e pesca

Oltre all’intervento generalizzato sulle accise, la legge introduce specifici crediti d’imposta per settori produttivi strategici:

  • autotrasporto: è stato riconosciuto un credito d’imposta parametrato alla spesa maggiore sostenuta per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio, prendendo come riferimento i prezzi di febbraio. Per questa misura è stato fissato un tetto massimo di 100 milioni di euro per il 2026.
  • pesca: le imprese del settore ittico potranno beneficiare di un credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante effettuato nello stesso trimestre (marzo-maggio), con un limite complessivo di spesa di 10 milioni di euro.

Queste agevolazioni necessitano ora di appositi decreti attuativi per essere rese effettivamente operative.

La copertura economica e la spending review

Il costo complessivo di questo primo intervento è di 527,4 milioni di euro, una cifra interamente coperta attraverso una revisione della spesa dei ministeri. La “spending review” ha richiesto sacrifici significativi a diversi dicasteri:

  • Il Ministero dell’Economia ha contribuito con 127,5 milioni di euro, attinti per il 97% dai rimborsi destinati a imprese e persone fisiche.
  • Il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato circa 100 milioni di euro, inizialmente destinati allo sviluppo e alla sicurezza della mobilità stradale.
  • Il Ministero dell’Ambiente (Mase) ha subito tagli per 15,6 milioni di euro, che hanno colpito principalmente i fondi per la tutela della biodiversità, dell’ecosistema marino (9,5 milioni) e la prevenzione del rischio idrogeologico (3,3 milioni).

Questa nuova legge rappresenta il primo di tre interventi pianificati dal governo per gestire la crisi dei prezzi energetici e stabilizzare il mercato dei carburanti in Italia.

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