Consumi ed emissioni: la “vision” di Joe Biden

Il neoeletto presidente USA punta ad una sostanziale ridefinizione delle politiche su emissioni e consumi che Donald Trump aveva riformato.

La visione “green” di Joe Biden è sotto gli occhi di tutti: il neoeletto presidente degli Stati Uniti intende mettere mano alle normative in materia di emissioni e consumi di carburante che il predecessore Donald Trump aveva modificato radicalmente all’inizio del 2020. Questa è, peraltro, una delle questioni legate alle sfide ambientali che l’ex senatore del Delaware ha scritto a caratteri cubitali sul proprio taccuino delle priorità.

Riavvicinamento ai programmi di Obama

Nel dettaglio, riferiscono fonti vicine al “Transition Team” che ha il compito di preparare il terreno per l’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca, Biden darà ordine alle Agenzie federali di mettere mano alla clamorosa retromarcia su consumi ed emissioni decisa da Trump che sostanzialmente cancellava quanto varato in precedenza da Barack Obama che, come si ricorderà, stabiliva per il 2025 una percorrenza media per le autovetture nell’ordine di circa 23 km con un litro di carburante, con un obiettivo di diminuzione del 5%. Donald Trump, invece, aveva indicato un “taglio” intorno all’1,5%, il che all’atto pratico si traduceva in circa 17 km con un litro.

Il futuro a lungo termine sarà elettrico?

Del resto, che la “vision” di Joe Biden sui temi ambientali sia in controtendenza rispetto a quanto indicato da Trump non rappresenta una novità: anzi, il neoeletto presidente “dem” aveva fatto dei progetti “green” un proprio cavallo di battaglia già durante la campagna elettorale. Programmi, cioè, più in linea con il “credo” di Obama, e che vanno a confluire in una serie di nuovi parametri sui consumi. È da notare che lo scorso dicembre, un meeting svolto fra i rappresentanti del comparto automotive statunitense riuniti sotto le insegne della “Alliance for Automotive Innovation” guidata da John Bozzella aveva puntato i riflettori sul futuro a lungo termine del settore dell’auto negli Stati Uniti, che – emerse dall’assemblea – sarà elettrico.

Miliardi di dollari per la transizione energetica

Lo stesso Biden, nella propria campagna elettorale, aveva indicato l’opportunità di finanziare le nuove politiche ambientali automotive per miliardi di dollari, da impiegare in una più articolata rete di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, un sostegno al credito d’imposta per il passaggio di privati, aziende e gestori di flotte di veicoli alla mobilità “zero emission” ed un supporto ai programmi di riconversione delle fabbriche.

Iniziative già supportate da realtà del settore

In questo senso, si sottolinea la nascita, avvenuta proprio a novembre 2020, del progetto ZETA-Zero Emission Transportation Association: una nuova realtà associativa cui hanno dato la propria adesione 28 fra società ed aziende di primo piano nel comparto industriale, automotive, hi-tech ed energetico (tra i soggetti firmatari c’è anche la “nostra” Enel X specializzata nello sviluppo di soluzioni per la ricarica di auto elettriche) che intendono, attraverso un impegno multidisciplinare, sostenere un “new deal” statunitense verso la e-mobility attraverso la messa in atto di politiche federali incentrate sulla vendita, entro il 2030, di veicoli ad alimentazione esclusivamente elettrica nell’intero territorio USA.

La questione California

Contestualmente ai programmi di revisione delle politiche trumpiane su consumi ed emissioni (da rinegoziare con Case auto, rappresentanze dei lavoratori ed associazioni ambientaliste, aveva precisato durante la propria corsa alla Casa Bianca), Joe Biden punta a far sì che le Agenzie governative sull’ambiente mettano mano al divieto, stabilito da Trump, di legiferare in autonomia sulle questioni legate alle emissioni concesse all’alba degli anni 70 alla California. Una decisione, quest’ultima, che aveva provocato delle controversie legali con le Case costruttrici schierate su linee opposte. A loro volta, l’elezione di Biden ha contribuito a compromettere tali posizioni, in special modo nelle ultime settimane del 2020: da ricordare, ad esempio, il ritiro di General Motors e Nissan nell’appoggio a Trump sulla questione del bando imposto allo Stato principale della West Coast.

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