Auto elettriche: così gli USA puntano alla mobilità zero emissioni nel 2030

Si chiama ZETA la nuova coalizione fra big player che propone di arrivare, entro dieci anni, alla vendita di auto esclusivamente elettriche negli Stati Uniti. Anche Enel X fra le aziende che aderiscono al progetto.

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“L’unione fa la forza”. E se le principali Case costruttrici sono da tempo attive nella messa in pratica di maxi-strategie rivolte allo sviluppo della mobilità a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico, è necessario che gli stessi “big player” formino una rete fra imprese, aziende, società ed utility dedicata alla promozione della mobilità sostenibile. Del resto, in ballo ci sono questioni cruciali per il futuro dell’industria: centinaia di migliaia di posti di lavoro, attività di ricerca e sviluppo che procedano in parallelo con l’evoluzione delle tecnologie automotive, sempre più interconnesse con i servizi alla mobilità e le infrastrutture.

Questi, in estrema sintesi, i contenuti alla base del progetto ZETA-Zero Emission Transportation Association: un’associazione, nata negli USA, cui hanno aderito aziende del comparto auto e hi-tech, industria, società di energia. L’obiettivo, indicato nella “mission” che compare nel sito Web www.zeta2030.org, è ambizioso: mettere in atto una serie di politiche federali incentrate sulla vendita, entro il 2030, di veicoli ad alimentazione esclusivamente elettrica nell’intero territorio statunitense.

Impegno multidisciplinare


La sede della nuova Associazione è a Washington: vi fanno parte, al momento della sua creazione, 28 fra società ed aziende di primo piano nel comparto industriale, e che – per le motivazioni cui si faceva cenno in apertura – appartengono a diversi settori. Multinazionali come ABB e Siemens, operatori di servizi per la mobilità (Uber, ad esempio), Case costruttrici (fra gli altri ci sono Rivian e Tesla, Lucid Motors e Lordstown Motors), compagnie minerarie come Piedmont Lithium, utility di energia (da Edison International a Duke Energy alla “nostra” Enel X specializzata nello sviluppo di soluzioni per la ricarica di auto elettriche) e, via via elencando, Southern Company, Ioneer, EVgo, PG&E Corporation, ConEdison, Copper Development Association, Albemarle, Chargepoint, Wave, Arrival, SRP, Vistra, Proterra, Redwood, EVBox, Volta e Li-Cycle.

Aria più pulita


La lettera di intenti pubblicata nel sito Web di Zeta2030 fotografa l’attuale situazione del rapporto fra settore dei trasporti e ambiente, e parla chiaro. “I trasporti – si legge – sono, negli USA, responsabili dei più elevati valori di inquinamento da diossido di carbonio. Laddove i veicoli elettrici, oltre a non produrre CO2 allo scarico, nell’arco del rispettivo ciclo di vita producono un impatto da CO2 inferiore del 67% rispetto alle ‘tradizionali’ auto a benzina”. “Una completa transizione verso la mobilità elettrica eliminerebbe, allo scarico, diossido di azoto, particolato e anidride carbonica dal nostro sistema di trasporti su strada”.

Di seguito i “punti” elencati nel progetto.

Opportunità di lavoro e crescita economica


Con lo sviluppo dell’industria legata alla mobilità “zero emission” – in cui il resto del mondo sta muovendosi in maniera sostanziale per cogliere le notevoli opportunità offerte – gli Stati Uniti non devono stare a guardare ma, evidenzia la “mission” del nuovo gruppo, “Devono guidare questa corsa, per creare un nuovo settore manifatturiero e occupazionale del valore di miliardi”. Si parla, all’atto pratico, di un comparto che nel territorio statunitense supporta più di 300.000 posti di lavoro, e che negli anni a venire è potenzialmente in grado di assicurare centinaia di migliaia ulteriori possibilità occupazionali.

Risparmi concreti


Chi passa all’auto elettrica, negli USA può mettere da parte, ogni anno, più di 700 dollari che non vengono spesi per l’approvvigionamento di carburante, ed una media di 350 dollari da destinare alle spese di manutenzione richieste dai veicoli a combustione. Contestualmente, l’aumento dei quantitativi di produzione comporta una graduale diminuzione dei prezzi per l’acquisto di un’auto elettrica. E sono altresì da considerare le politiche di incentivo federale, statale e locale, che possono generare ancora più vantaggi per i consumatori che decidano di viaggiare in elettrico.

Vantaggi per la salute


Tutte le persone a basso reddito, rileva ZETA, e quelle “in prima linea” dovevano negli USA affrontare oneri straordinari sproporzionati a causa dell’esposizione alle emissioni, già prima dell’emergenza sanitaria. “Ora sappiamo che l’esposizione all’inquinamento atmosferico ha potenzialmente peggiorato le conseguenze di molti in caso di contagio da Covid. L'elettrificazione completa ridurrà le malattie respiratorie e salverà vite umane”.

Esperienza di guida


Erogazione istantanea e costante della coppia motrice, baricentro più basso in virtù del posizionamento delle batterie, e presenza di zone di deformazione, nella parte anteriore del veicolo, che proteggono i passeggeri in caso di urto frontale sono, indica ZETA, i vantaggi pratici offerti alle auto elettriche.

Nessuna lobby


ZETA punta i propri riflettori sulle opportunità offerte dalla mobilità elettrica. Più che chiedere lo stop alla vendita di nuove auto a combustione, ritiene più raggiungibile, a lungo termine, un obiettivo di politiche federali rivolte alla promozione di strategie di vendita delle auto elettriche. Nessuna imposizione, dunque, ma la creazione di un sistema virtuoso che contribuisca alla creazione di una mobilità pienamente “green”. Ciò, come si accennava, da perseguire tenendo ben presenti vari punti-chiave:


  • incentivi ai consumatori

  • realizzazione di politiche nazionali, e di competenze a livello locale, con l’obiettivo di arrivare al 100% di auto elettriche entro il 2030

  • maggiori investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica

  • programmi federali di sostegno agli investimenti nei settori cruciali di ricerca e sviluppo, e di aiuto alla creazione di nuovi posti di lavoro in tutta la filiera dell’auto elettrica.

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