Compra una Ferrari per 2,5 milioni, ma non può usarla su strada

Un prototipo della LaFerrari con V12 F140 FD e senza sistema ibrido è stato venduto all'asta per circa 2,5 milioni. Autenticità certificata da Ferrari Classiche

Compra una Ferrari per 2,5 milioni, ma non può usarla su strada
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 24 feb 2026

Un esemplare unico di LaFerrari, battuto per la cifra di 2,5 milioni di dollari, ha recentemente catalizzato l’attenzione del mondo del collezionismo automobilistico. Si tratta di un prototipo privo di omologazione stradale, equipaggiato con il celebre motore V12 F140 FD aspirato da 800 cavalli, che ha rappresentato una pietra miliare nei programmi di sviluppo di Maranello. Questo esemplare, custodito gelosamente nell’archivio aziendale fino al 2022, è oggi un simbolo della strategia Ferrari di valorizzare i pezzi unici della propria eredità tecnica e storica, offrendo ai collezionisti la possibilità di possedere una parte autentica della storia del Cavallino Rampante.

Un prototipo speciale

L’auto in questione, originariamente destinata ai test di sviluppo della leggendaria hypercar italiana, rappresenta una nuova frontiera per il mercato dei collezionisti: il valore contemporaneo della testimonianza ingegneristica, che si affianca e in parte si contrappone a quello delle vetture d’epoca più tradizionali. Sotto la livrea rossa, impreziosita da inserti in fibra di carbonio, il prototipo rivela soluzioni tecniche profondamente diverse rispetto alla versione di serie. Mentre la LaFerrari commercializzata è nota per la sua sofisticata tecnologia ibrida HY KERS, capace di erogare complessivamente 950 cavalli, questa vettura adotta esclusivamente il motore termico, raggiungendo comunque prestazioni di assoluto rilievo, tipiche di una vera auto da pista.

Durante le fasi di sviluppo, la vettura veniva accuratamente mascherata con pellicole mimetiche per mantenere il riserbo sui test privati. Oggi, spogliata del camuffamento, si presenta con un abitacolo interamente rivestito in pelle rossa, testimonianza tangibile dell’attenzione ai dettagli e dell’importanza storica attribuita al modello. A differenza di molte altre case automobilistiche, che sono solite demolire i prototipi una volta conclusi i test, Ferrari ha scelto un approccio conservativo: mantenere alcuni esemplari nei propri archivi storici. Questo particolare prototipo è rimasto custodito a Maranello fino al 2022, anno in cui è stato ceduto a un nuovo collezionista.

Originalità garantita

La legittimità della transazione è stata garantita dalla certificazione ufficiale del reparto Ferrari Classiche, che ha rilasciato il prestigioso Libretto Giallo. Questo documento, fondamentale nel settore delle auto da collezione, attesta l’autenticità e la tracciabilità del veicolo, rappresentando un elemento cruciale per distinguere un semplice esemplare da un vero e proprio asset da investimento. La presenza del Libretto Giallo ha sicuramente contribuito ad aumentare l’appeal del prototipo tra i potenziali acquirenti, garantendo la massima trasparenza e affidabilità sulla sua storia.

La vendita di questo modello si inserisce in una dinamica di mercato sempre più orientata verso la valorizzazione dei pezzi unici e dei prototipi certificati. Solo pochi mesi prima, la vendita record di una Ferrari 250 GTO bianca per 38,5 milioni di dollari aveva segnato un punto di riferimento nel settore, evidenziando la distanza tra il valore delle icone storiche e quello dei modelli più recenti. Se la 250 GTO continua a rappresentare un mito inarrivabile, il prototipo di LaFerrari offre una prospettiva privilegiata sull’evoluzione ingegneristica contemporanea, documentando le fasi di sviluppo di una hypercar destinata a entrare nella leggenda.

Manca l’omologazione stradale

L’assenza di omologazione stradale limita tuttavia l’utilizzo del veicolo: il nuovo collezionista potrà sfruttarlo esclusivamente in contesti controllati, come eventi privati, esposizioni museali o sessioni in pista, escludendo ogni impiego su strada pubblica. Questa caratteristica, unita alle specifiche tecniche non convenzionali, indirizza la vettura verso una nicchia di acquirenti altamente specializzati, tra cui musei, collezionisti esperti e investitori che attribuiscono valore alla rarità e al significato storico più che all’utilizzo pratico.

Gli analisti sottolineano come questa operazione confermi una tendenza ormai consolidata: i pezzi unici corredati da documentazione ufficiale riescono a raggiungere quotazioni elevate, pur rimanendo distanti dai vertici assoluti delle auto d’epoca più iconiche. Il divario tra i 2,5 milioni ottenuti per questo prototipo e le cifre da capogiro spese per alcune storiche Ferrari evidenzia una precisa gerarchia di valori all’interno del mercato.

La scelta strategica di Maranello di conservare e certificare i prototipi, autorizzandone la cessione solo a selezionati collezionisti, dimostra una visione lungimirante: questi esemplari rappresentano testimonianze concrete dell’evoluzione tecnologica aziendale. Per appassionati e studiosi dell’automotive, si tratta di un’occasione rara per accedere ai capitoli meno noti della nascita di una hypercar moderna, scoprendo le soluzioni costruttive e i processi sperimentali che hanno condotto alla realizzazione di una delle vetture più affascinanti della storia recente di Ferrari.

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