Citroën, l'idea ritorno della 2CV è ancora in piedi e convince

Citroën esplora la rinascita della 2CV per offrire una mobilità accessibile e sostenibile. Sfide: costi, scelte tecnologiche e ruolo delle politiche europee

Citroën, l'idea ritorno della 2CV è ancora in piedi e convince
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Renato Terlisi
Pubblicato il 16 gen 2026

La leggenda ritorna? Nel cuore dell’industria automobilistica francese si sta facendo largo un’ipotesi capace di risvegliare ricordi e alimentare nuove aspettative: la Citroën sta seriamente valutando la possibilità di riportare sulle strade la storica 2CV, simbolo intramontabile della mobilità individuale democratica del secondo dopoguerra. A riaccendere la speranza è stato Xavier Chardon, CEO del marchio, che con una dichiarazione aperta e lungimirante ha sottolineato come lo spirito originario di quella vettura possa ancora trovare spazio nell’odierno panorama automobilistico.

L’idea è in piedi

«Se si prende quello scopo e lo si porta ai giorni nostri, c’è ancora spazio per quel tipo di interpretazione». Con queste parole, Xavier Chardon ha dato nuova linfa a un progetto che potrebbe riscrivere le regole dell’auto popolare, rinnovando la missione che ha reso celebre la 2CV: offrire una mobilità semplice, accessibile e universale. Ma oggi, la sfida è più complessa che mai, in un settore dove sostenibilità, sicurezza e costi sono diventati variabili imprescindibili.

La vera essenza della 2CV non era mai stata legata a prestazioni sportive o dotazioni tecnologiche d’avanguardia, bensì a una precisa missione sociale: garantire a tutti la possibilità di muoversi liberamente, senza vincoli economici. Ed è proprio questa eredità che la Citroën vuole attualizzare, adattandola alle esigenze contemporanee, dove il binomio sostenibile e accessibile rappresenta la chiave per rispondere alle sfide della mobilità moderna.

Prezzo competitivo

Tuttavia, portare sul mercato una vettura che resti sotto la soglia dei 20.000 euro implica scelte progettuali difficili. Il settore automotive, oggi più che mai, è sottoposto a una pressione normativa crescente in materia di emissioni e sicurezza. Per rispettare questi vincoli senza rinunciare alla missione originaria, la nuova 2CV dovrà trovare un equilibrio tra innovazione e contenimento dei costi, sfruttando le opportunità offerte dalle politiche pubbliche europee e dalle nuove tecnologie verdi.

L’attuale scenario automobilistico offre spunti interessanti: il successo della Renault 5 e della Fiat 500, entrambe rinate in versione elettrica, dimostra che il mercato è pronto ad accogliere modelli che fondono il fascino retrò con la tecnologia contemporanea. Tuttavia, queste operazioni hanno evidenziato una criticità: il prezzo finale, spesso superiore alle aspettative di chi cerca un’auto davvero accessibile. La modernità, insomma, ha un costo, e la vera sfida per la nuova 2CV sarà quella di coniugare heritage e accessibilità economica.

Strada aperta: perché

Sul fronte tecnico, la strada è ancora aperta. Se i recenti revival hanno puntato tutto sull’elettrico, la necessità di contenere il prezzo potrebbe spingere la Citroën a valutare soluzioni ibride leggere o batterie di capacità ridotta, così da mantenere l’anima sostenibile senza gravare troppo sul listino. Un compromesso che potrebbe rivelarsi vincente, specie per un pubblico attento sia all’ambiente sia al portafoglio.

Dal punto di vista industriale, la casa francese sta concentrando i propri investimenti su modelli come la C4, la cui produzione a Madrid è garantita almeno fino al 2029. Questo suggerisce che l’eventuale ritorno della 2CV non sia imminente e richiederebbe la creazione di piattaforme dedicate, oltre a una riorganizzazione della supply chain. Un progetto ambizioso, che necessita di tempo e risorse per diventare realtà.

Una strategia chiara

Gli analisti del settore concordano su una strategia chiara: sfruttare piattaforme condivise, semplificare gli allestimenti e ridurre la dotazione tecnologica, puntando su funzionalità essenziali e costi di esercizio ridotti. Il vero valore aggiunto della nuova 2CV sarebbe un design iconico, una gestione economica e la capacità di penetrare sia i mercati urbani che quelli emergenti, restituendo alla mobilità individuale quella dimensione di libertà e praticità che l’ha resa celebre.

Al momento, nessuna roadmap ufficiale è stata annunciata, ma il fatto che Citroën stia studiando il progetto è già un segnale importante. Da un lato, il richiamo simbolico dei modelli storici continua a esercitare un forte fascino; dall’altro, la pressione competitiva e regolatoria impone scelte pragmatiche in termini di costi e sostenibilità.

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