Cashback autostrade 2021: al via la prima fase di sperimentazione

Alcune migliaia di utenti selezionati partecipano ai test preliminari del nuovo meccanismo di rimborso delle tratte a pedaggio nel caso di ritardi dovuti ai cantieri.

Il Governo Draghi lo ha stoppato, tuttavia una misura di cashback (non propriamente simile a quella introdotta dal precedente esecutivo-Conte, come vedremo) è in fase di esecuzione: si tratta del cashback per le autostrade, organizzato da Aspi-Autostrade per l’Italia come rimborso automatico ed in un’unica soluzione del pedaggio già pagato nel caso di rallentamenti e code provocati dai cantieri, una delle questioni di scottante attualità come dimostrato dalle quotidiane proteste di migliaia di utenti.

Il nuovo sistema è in fase sperimentale, e attualmente allo studio del Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili e dell’Autorità antitrust: un test preliminare, che riguarda alcune migliaia di utenti selezionati.

Quanti soldi ci sono

L’importo stanziato da Aspi per il nuovo cashback autostrade ammonta a 250 milioni di euro: il rimborso ottenibile riguarda l’intero pedaggio del percorso, dunque non solamente la tratta interessata dai lavori.

Come funziona

Per essere rimborsati, occorre che i normali tempi di percorrenza vengano superati in modo significativo a causa di uno o più cantieri che provochino, ad esempio, un restringimento di carreggiata oppure la temporanea eliminazione di una corsia di marcia. Il computo del ritardo verrà calcolato da Autostrade per l’Italia sulla base di un parametro di tempi di percorrenza medi – ed a seconda del tipo di veicolo: autovettura o mezzo pesante – determinato dalle indicazioni di Google Maps ed in seguito alla registrazione dell’orario di entrata e di uscita dai caselli di ogni utente (“voce”, quest’ultima, che se non c’è il Telepass va dimostrata con i ticket di avvenuto ingresso e di pagamento). Secondo un esempio riferito dal Corriere della Sera, il ritardo prende in considerazione tempi di viaggio medi su 100 km per le autovetture e 70 km per i mezzi pesanti, e deve essere di una certa entità: 15 minuti su un viaggio che normalmente richiede 20 minuti darebbe diritto al rimborso, viceversa una ventina di minuti su un tragitto di 4 ore no. Il quarto d’ora è dunque il limite minimo.

La App Free to X è indispensabile

Il meccanismo di rimborso avviene mediante un’applicazione per device portatile: la App Free to X: è con questo strumento digitale che l’utente può mandare una foto degli scontrini (oppure i dati del Telepass) per dimostrare la durata del proprio tragitto e del ritardo. Dal canto suo, Autostrade per l’Italia si incarica di incrociare i dati comunicati dall’automobilista con le informazioni fornite da Google Maps. Come si accennava qui sopra, il rimborso riguarda l’intero tragitto coperto dal pedaggio. Una volta notificato il diritto a riavere indietro il pagamento della tratta autostradale (mediante notifica sulla App), la liquidazione degli importi avverrebbe in un’unica soluzione, a fine anno, sull’Iban che l’utente ha indicato in fase di registrazione.

Verso il pieno regime

La fase di test preliminare, avviata il 1 agosto, procederà fino a metà settembre, quando cioè l’applicazione sarà disponibile per tutti gli utenti attraverso Google Store e App Store: prenderà così il via un secondo step, sperimentale tuttavia su uno spettro ben più ampio, che si concluderà a fine 2021, per poi debuttare a pieno regime nel 2022.

Le riserve sollevate da Assoutenti

La prossima entrata in funzione del cashback autostrade non convince del tutto le Associazioni a difesa dei consumatori, che puntano il dito su un tardivo esordio del sistema di rimborsi e su un meccanismo che potrebbe collidere con la privacy degli utenti stessi, come osserva Furio Truzzi, presidente di Assoutenti: “Il cashback arriva quando milioni di italiani si sono già spostati lungo le autostrade del Paese e sono rimasti bloccati da lavori e cantieri: la sua applicazione arriva in ritardo”.

C’è poi la questione della privacy degli automobilisti, che potrebbe essere violata dalla App Free to X utilizzata da Aspi per i rimborsi. Chi intende ottenere l’indennizzo per essere stato coinvolto in disservizi autostradali dovrà infatti fornire tutti i propri dati alla stessa App: informazioni sensibili anche ai fini del tracciamento degli spostamenti delle persone – prosegue Furio Truzzi – Oggi, il 62% degli utenti che utilizzano le autostrade paga i pedaggi attraverso Telepass, il 23% con carte di credito e solo il 15% in contanti. Questo significa che l’85% degli automobilisti potrebbe ottenere in modo automatico il rimborso spettante, senza presentare alcuna richiesta e senza dover cedere i propri dati sensibili a terzi”. È poi un fatto grave, commenta il presidente di Assoutenti, che Autostrade per l’Italia non abbia coinvolto gli utenti stessi ed il Garante della Privacy nella fase di consultazione sul nuovo provvedimento di rimborso: in questo modo, è stato impedito ai fruitori finali della rete autostradale “Di apportare un contributo concreto al servizio e superare le criticità dei rimborsi”.

Gli agenti di commercio: “Strumento utile, il rimborso automatico è opportuno anche in autostrada come su aerei e treni”

Fnaarc-Federazione degli Agenti e Rappresentanti di commercio che aderisce a Confcommercio, sottolinea invece, per bocca del presidente Alberto Petranzan, che il cashback autostrade è potenzialmente utile: la categoria è in effetti composta da lavoratori che “Percorrono in media 60.000 km all’anno per motivi professionali, e la conseguenza dei ritardi negli spostamenti si traduce in costi in più da sostenere, mancati guadagni e perdita di opportunità di vendita”. “Confidiamo in soluzioni rapide per fornire agli utenti la possibilità di ottenere l’immediato rimborso di un pedaggio se si verificano forti ritardi. Come per aerei e treni, anche in autostrada deve esserci un meccanismo automatico di rimborso”.

È sempre bene informarsi prima su cantieri e traffico

Conoscere in anticipo la mappatura dei cantieri presenti sulle autostrade nazionali è sempre consigliabile: per venire incontro a questa esigenza, che interessa milioni di utenti, ci sono ad esempio Google Maps (che permette la visualizzazione del traffico lungo il tragitto da compiere, con previsione sui tempi di percorrenza ed eventuali ritardi causati da code, lavori o incidenti, ed indicazione di percorsi alternativi e consigliati), Waze, ed i canali “tradizionali” CCISS (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPhone, canale Twitter del CCISS), le trasmissioni di Isoradio, ed i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo Rai.

Nel portale online della Polizia di Stato è pubblicata una serie di schede, di libera consultazione, che riporta le stime di criticità sulle strade di maggiore scorrimento, nonché una panoramica che informa tutti gli utenti sugli itinerari alternativi (suddivisi per macroaree geografiche: nordcentro e sud), e sulla presenza dei cantieri fissi nelle autostrade a pedaggio ed in quelle gratuite.

Per informarsi sullo stato del traffico sulla rete stradale di competenza Anas è possibile, inoltre, utilizzare l’applicazione “VAI” (Viabilità Anas Integrata) visitabile sul sito www.stradeanas.it e disponibile anche per smartphone. Gli utenti hanno a disposizione anche il numero unico 800.841.148. Altre informazioni sulla rete autostradale in concessione con numeri e contatti utili sono disponibili sui siti istituzionali delle Società Concessionarie autostradali (di seguito le maggiori: www.autostrade.it, www.autovie.it, www.autobrennero.it,  www.astm.it).

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