Bmw Art Car: così rinasce la 3.0 CSL di Alexander Calder

La concretizzazione di un desiderio interrotto con la morte del committente: era il 1976, e la Bmw 3.0 CSL che lo scultore newyorkese voleva realizzare rimase incompiuta. Bmw Classics, la Calder Foundation e i membri-chiave del progetto originario hanno portato a termine l’impresa.

Un doppio importante anniversario per Bmw: il “colosso” di Monaco di Baviera, che si prepara a prendere parte all’imminente IAA 2021 (Salone di Monaco) con le novità “zero emission” iX e i4 e le edizioni-restyling di Serie 2 Coupé, Serie 4 Gran Coupé, X3 e X4, celebra i 50 anni dal via del proprio impegno in prima persona nell’arte e nella cultura (fra i cui elementi di spicco emergono le Bmw Art Car che nel tempo si sono susseguite), ed il mezzo secolo dal debutto della leggendaria 3.0 CSi, derivata dalla precedente 2.800 CS ed a sua volta evoluta nella storica Bmw 3.0 CSL, sviluppata all’inizio del decennio come diretta competitor delle Porsche “pigliatutto” nelle competizioni e provvista di pannelli carrozzeria in alluminio, finestrini laterali e lunotto in plexiglass e assenza di qualsiasi elemento fonoassorbente.

Da regina in pista…

Oltre ad avere giocato un ruolo di primissimo piano nel motorsport (si ricordano sei titoli Europei Turismo dal 1973 al 1979, ultimo anno di omologazione, in quest’ultima occasione con i “nostri” Carlo Facetti e Martino Finotto), Bmw 3.0 CSL – che gli appassionati conoscono anche come “Batmobile” per via del bodykit supplementare con ampio spoiler anteriore, alettone posteriore, alette supplementari sui parafanghi anteriore e alettoncino nella zona posteriore del tetto – è stata anche alla base di uno dei primi progetti Bmw Art Car.

… a icona artistica

Nella fattispecie, un esemplare che in origine venne concepito nel 1976 per volere di Alexander Calder, artista statunitense (celebre per le sue sculture che inneggiavano all’arte cinetica) che morì poche settimane prima di vedere esaudito il proprio desiderio: vedere, cioè, eseguita una 3.0 CSL tutta per se, come ricorda il nipote dell’artista, Alexander S. C. Rower, che è anche presidente della Calder Foundation, nei giorni che precedono l’apertura della mostra “Alexander Calder: Minimum/Maximal” che avverrà domenica 22 agosto 2021 alla Neue Nationalgalerie di Berlino in cui la “nuova” Calder Bmw Art Car farà bella mostra di se:

“Vidi la Bmw Art Car, per la prima volta, che ero un bambino: fu in occasione del vernissage di una grande retrospettiva dedicata a mio nonno che si tenne al Whitney Museum nel 1976. Ricordo che gli chiesi di ascoltare il ‘ruggito’ del suo motore M49, lui sorrise e mi disse che aveva intenzione di realizzarne una per se. Purtroppo, morì dopo poche settimane. Da allora, ho sognato di esaudire il suo volere di dare vita alla vettura, per vivere in pieno il suo splendore in movimento. Sono entusiasta che quel giorno sia arrivato e che la Calder Bmw Art Car sarà pronta per l’inaugurazione della mostra, dove sarà messo in evidenza l’elemento dinamico che è alla base delle realizzazioni di Alexander Calder”.

“Dove eravamo rimasti?”

La “nuova” Calder Bmw Art Car (ribattezzata “Artist’s Proof”, ovvero “Prova d’Artista”) non è né una replica o un clone, né una copia o tantomeno una riproduzione “in scala 1:1” della Calder Bmw Art Car concepita nel 1975: si tratta di un’identica realizzazione a cui lo scultore newyorkese di adozione aveva diritto, e che non è mai stata prodotta fino ad ora. Costruita con la massima attenzione filologica da Bmw Classics specificamente per la Calder Foundation partendo da una Bmw 3.0 CSL originale, ne porta impresso il medesimo numero di identificazione, cui è stato aggiunto un suffisso “AP” (227592/AP).

Lo stesso team di allora

Prima dell’esecuzione del progetto, la stessa Calder Foundation si è consultata con Bmw Classics e le persone-chiave della “squadra di lavoro” del 1975, fra i quali il banditore d’asta e gentleman driver francese Hervé Poulain (il quale, in partnership con Bmw, aveva dal canto suo commissionato il disegno per la vettura che egli avrebbe portato in gara alla 24 Ore di Le Mans 1975), Walter Maurer – che realizzò lo schema di verniciatura Calder BMW Art Car nel 1975 ed è stato incaricato di proporre l’esecuzione cromatica nella “Artist’s Proof” 2021 – e Jochen Neerpasch, ex pilota e all’epoca direttore sportivo Bmw, che fu uno dei principali sostenitori della serie Bmw Art Car fin dall’inizio.

Successivamente all’esordio berlinese, la “nuova” Calder Bmw Art Car “Artist’s Proof” verrà esposta, a partire dal 18 settembre, al “The Bridge” di Bridgehampton (New York). Più avanti, la Calder Foundation potrà concederla per l’esposizione in alcune delle più importanti mostre di arte nel mondo.

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