BMW 420d: la prova su strada e in pista

Abbiamo provato la nuova BMW Serie 4 con il Doppio Rene della discordia che si è rivelata, elegante, veloce, divertente e parsimoniosa.

Se c’è una vettura che più di altre ha fatto discutere tra le nuove arrivate di recente sul mercato, quella è di sicuro la BMW Serie 4, un’auto tanto attesa quanto audace per via del suo Doppio Rene di grandi dimensioni. Giunta in redazione, non abbiamo potuto non sottoporla al nostro parere, scoprendo che dal vivo fa un altro effetto. Ma ne parleremo più avanti, intanto vi diciamo che per questo test-drive ci siamo messi al volante della versione probabilmente più richiesta sul mercato italiano: quella equipaggiata con il 2 litri turbodiesel. Una motorizzazione che ha ancora il suo fascino, grazie all’ottimo mix tra prestazioni e consumi, e che adesso può fregiarsi del supporto di un sistema ibrido leggero per essere più sostenibile.

Esterni: quella calandra fa discutere, ma è un tratto distintivo

Si parla tanto della ricerca dell’originalità, della volontà della clientela di mettersi al volante di auto capaci di distinguersi, e poi basta un dettaglio, un particolare, per scatenare discussioni, più o meno accese. Perché, passi che la BMW ha eliminato alcuni tratti distintivi delle sue vetture come il famoso taglio del finestrino posteriore, ma adesso che i cambiamenti hanno interessato il Doppio Rene, è partita la crociata dei puristi, a cui spesso hanno aderito osservatori della rete.

Certo, la novità è forte, ma anche coraggiosa, a suo modo innovativa, e il passaggio dal concept alla vettura di serie è avvenuto con una certa continuità che forse non si aspettavano nemmeno gli addetti ai lavori. Ma adesso è qui, davanti a noi e possiamo affermare che con questo particolare la vettura ha sicuramente più carattere. Poi è chiaro, i gusti non si discutono, ognuno ha il suo parere personale, ma tra le nervature sul cofano motore, le aperture per l’aria e quella calandra in cui si inserisce la targa, la Serie 4 adesso ha un’immagine più grintosa, più dominante, ed attira l’attenzione molto di più del modello precedente. Da quest’ultima la coupé bavarese ha ereditato la linea filante, elegante e a tratti sportiva con la complicità della cura Msport.

Adesso è più lunga di ben 13 cm, e nella vista laterale appare più slanciata. Il baricentro più basso e le carreggiate allargate, rispetto alla Serie 3 da cui deriva, la rendono più muscolosa e intrigante della berlina di successo della Casa dell’Elica. Dietro sembra ispirarsi alla Serie 8, e nel complesso l’immagine è moderna e sportivamente ricercata, pur mantenendo quella classe che apparteneva alla generazione precedente.

Interni: accogliente e tecnologica

I 13 centimetri in più in lunghezza le consentono di non temere il confronto con la Serie 3 in fatto di abitabilità e volume di carico, anche se l’accessibilità della 4 porte è senza dubbio migliore. Comunque, le operazioni di accesso alla zona posteriore vengono agevolate dal sedile anteriore che scorre automaticamente, mentre i due bracci automatici che porgono gentilmente le cinture di sicurezza a chi siede davanti, pur non essendo una novità assoluta, sono di una comodità unica.

La plancia riprende le ultime novità in fatto di strumentazione digitale e sistema d’infotainmet dalle BMW più recenti, ed il tutto è impreziosito da materiali di qualità e finiture all’altezza della situazione. Rimane il controller nei pressi della leva del cambio per gestire il sistema multimediale, che si avvale anche dello schermo touch, dei comandi vocali, e di quelli gestuali. Bisogna prendere confidenza con le varie voci da selezionare sullo schermo posto sulla stessa linea della strumentazione e con le informazioni che possono essere visionate sulla stessa, ma poi, una volta fatta l’abitudine, si possono richiamare piuttosto rapidamente anche durante la guida, e si ha la possibilità di non staccare mai le mani dal volante.

Al volante: affilata o confortevole, si adatta alle situazioni

Le carreggiate più larghe, il baricentro più basso, le sospensioni con taratura specifica e la campanatura anteriore più audace rispetto alla Serie 3, hanno reso la Serie 4 ancora più efficace e divertente della sorella a 4 porte. Ciò non toglie che nella guida di tutti i giorni la coupé della Casa dell’Elica sia particolarmente confortevole, ma in pista è in grado di fare la differenza.

Merito della trazione posteriore certo, ma anche di un affinamento tecnico mirato, e di un cambio automatico ad 8 rapporti che, in modalità Sprint (optional), richiama tutti i cavalli disponibili in fase di scalata: basta premere più a lungo la paletta sinistra. Aprire o chiudere le traiettorie è solamente questione di gas e di sterzo, ovviamente quando si ha un circuito a disposizione, e quando si disattivano i controlli, anche questa una pratica da effettuare solamente in pista. Più che i 190 CV, sono i 400 Nm del motore 4 cilindri 2.0 turbodiesel dotato di turbina a doppio stadio e montato in posizione longitudinale, come si conviene ad una BMW da puristi, a fare la differenza, perché l’auto è sempre pronta alle richieste che arrivano dal piede destro e rapida nel guadagnare velocità.

Inoltre, grazie al sistema mild hybrid, la Serie 4 della nostra prova può contare su un boost nelle ripartenze fornito da un’unità elettrica da 11 CV, che le consente anche di veleggiare in fase di rilascio. In questo modo vengono accontentati gli amanti delle prestazioni, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 7,1 secondi, ed una velocità massima di 240 km/h, e gli automobilisti che affrontano lunghi viaggi, visto che non è difficile ottenere medie nell’ordine dei 16-17 km/l.

Prezzo: da poco più di 53.000 euro per la variante MSport

La BMW 420d è un’auto capace di divertire, e di coccolare conducente e passeggeri sia nei lunghi viaggi che durante l’utilizzo quotidiano, una vettura con cui continua nella maniera giusta la tradizione delle coupé bavaresi, e che, nell’allestimento Msport, ha un prezzo di poco superiore ai 53.000 euro.

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