Auto più vecchie, aumentano le spese di manutenzione

L’Annuario statistico 2022 elaborato dall’ACI rileva che i costi di utilizzo sono cresciuti di 500 euro, ma anche l’anzianità del parco auto circolante è aumentata.

Abbiamo il più elevato indice di numero di autovetture e di veicoli in genere ogni 1.000 abitanti. Tuttavia, l’età media delle auto si è ulteriormente allungata, e così anche l’incidenza degli autoveicoli più datati, arrivata ad essere circa il 18% del totale. Ecco, in estrema sintesi, quanto emerge dall’Annuario statistico 2022 elaborato dall’Automobile Club d’Italia.

Si spende di più anche per il carburante (ma guarda un po’…)

La consueta “fotografia” del parco circolante nel nostro Paese ha rilevato altre cifre, non meno importanti. Innanzitutto, la spesa complessiva di possesso degli autoveicoli, aumentata del 16,2% rispetto al 2020, che in termini assoluti si traduce in circa 144 miliardi di euro, con una crescita di 20 miliardi di euro in rapporto all’anno precedente: in questa “voce”, che contiene tutti i costi legati al mezzo, la consistenza più elevata va alle spese di acquisto del veicolo ed al relativo ammortamento (41 miliardi di euro ed una crescita del 9,1% sul 2020), ma l’indice di aumento più elevato è stato raggiunto dalle spese per il rifornimento di carburante, ben 39 miliardi di euro (+33,3%). E sono aumentate (+17,4%) anche le spese di manutenzione e di riparazione, che nel 2021 sono state di circa 25 miliardi di euro complessivi.

Giocoforza, anche il gettito fiscale è cresciuto: nel 2021, dal “capitolo” autoveicoli, lo Stato ha incassato un totale di circa 62 miliardi di euro (+17% rispetto al 2020). E se ci fossero ancora dei dubbi sull’opportunità di proseguire anche nei prossimi mesi con le misure di riduzione del carico fiscale dai rifornimenti di benzina, gasolio e GPL, si ritiene che le risorse ci siano, se è vero che le entrate fiscali più consistenti nel 2021 sono state determinate proprio dai carburanti (34,7 miliardi complessivi), probabilmente anche per via dei rialzi dei prezzi “alla pompa” che si sono registrati dopo l’estate 2021. L’IVA generata nel 2021 dalle spese per gli autoveicoli è stata di 7,4 miliardi di euro, e 6,5 miliardi di euro sono stati messi sotto la voce “tasse automobilistiche”.

L’età media è sempre più alta

In merito a quanto la gestione dell’autoveicolo ha inciso sul portafoglio dei consumatori, una sostanziale causa arriva anche dall’età media del parco circolante, ulteriormente aumentata rispetto agli 11 anni e 8 mesi del 2020: nel 2021, gli autoveicoli in circolazione nel nostro Paese hanno raggiunto una media di 12 anni e 2 mesi.

Un’”anzianità di servizio” rilevata con disappunto dallo stesso Automobile Club d’Italia, che come già avvenuto negli anni scorsi, ha lanciato un’altra volta l’allarme su una questione di primo piano dal punto di vista ambientale e della sicurezza collettiva: la necessità, cioè, di svecchiare il parco circolante. Tanto più che gli autoveicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 (cioè di almeno 18 anni di età) erano più di 7,23 milioni a tutto il 2021. Come dire circa uno su cinque, o il 18% del complessivo. Laddove – e c’è da tenere conto anche di questo – gli autoveicoli rottamati sono stati, lo scorso anno, poco meno di 1,5 milioni, con un’età media di quasi diciassette anni e mezzo (per la precisione: 17 anni e 5 mesi: cinque mesi in più rispetto al 2020).

Va considerato che a marzo 2022 Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) aveva rilevato una situazione analoga a quella elaborata dall’ACI: il “Book 2021” di Unrae, in effetti, affermava che le autovetture circolanti in Italia sono 38,8 milioni, la loro età media è salita a quasi 12 anni (contro, a titolo di esempio, i 7,9 anni del 2009), e il 26,2% (come dire 10,2 milioni di autovetture) è pre-Euro 4, cioè ha almeno 15 anni. Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae, osservava che l’età media dei veicoli in Italia è dovuta alle crisi economiche del 2008, del biennio 2012-2013 e del 2020, annus horribilis della pandemia da Coronavirus, quindi alla debolezza del mercato che si ripercuote sull’ambiente e sulla salute della collettività. In buona sostanza, commentava Andrea Cardinali, sugli attuali tassi di rinnovamento occorrerebbe più di un quarto di secolo per la completa sostituzione del parco auto circolante: per questo occorrono provvedimenti ad hoc per accelerare la transizione ecologica.

Le auto sono più solide… o si spende meno?

Delle due, l’una: o, con l’evoluzione delle tecniche di progettazione e produzione, i veicoli sono via via più “robusti”; oppure, mediamente, si sta più attenti ad aprire il portafoglio per l’acquisto di un nuovo veicolo. È possibile ipotizzare più per la seconda. In effetti, se le prime immatricolazioni di autoveicoli sono aumentate del 10,1% nel 2021, e le autovetture nuove immesse in circolazione hanno fatto registrare, nel complesso, +5,4% in rapporto al 2020, questa leggera ripresa è dovuta più che altro ad un fisiologico aumento dopo la drammatica diminuzione provocata dalle prime ondate di emergenza sanitaria. La situazione è tuttavia ben lontana dai “tempi felici” in cui si raggiungevano (e superavano) i due milioni di nuove immatricolazioni all’anno, ma anche dagli anni che questa soglia l’avevano sfiorata come il periodo 2017-2019 (circa 1,9 milioni di nuovi veicoli all’anno).

Siamo arrivati al punto di saturazione

Lo stesso ACI osserva che il mercato degli autoveicoli è, in Italia, per lo più “di sola sostituzione”: nel 2021, sono state solamente 29.000 in più le nuove autovetture circolanti. Si tratta, probabilmente, di uno stato di avvenuto raggiungimento del punto di saturazione. In altre parole: chiunque, o quasi, possiede un’automobile o un autoveicolo in genere, per quanto recente o “datato” sia.

Il rapporto fra autovetture e popolazione ha in effetti raggiunto 672 auto ogni 1.000 abitanti, e il rapporto fra autoveicolo e popolazione residente ha, nel 2021, toccato quota 897 veicoli ogni 1.000 abitanti. Entrambi i valori, in crescita rispetto al 2020, sono i più elevati d’Europa.

Per “tenersi” l’auto, si sono spesi 500 euro in più

Da qui, per riallacciarsi alla considerazione sulle spese affrontate per la gestione dell’autoveicolo, ecco giustificati i 144 miliardi di euro complessivi, ed i 20 miliardi di euro in più rispetto al 2020, nonché il +17,4% raggiunto dalle spese di manutenzione e riparazione. A conti fatti, il possesso e l’utilizzo di un’auto ha generato nel 2021 una spesa media di circa 3.600 euro: cifra aumentata del 15,9% (circa 500 euro) rispetto al 2020.

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