Assicurazioni auto, 1,4 milioni di italiani hanno mentito: ecco perché rischiano grosso

Un'indagine Facile.it rivela che 1,4 milioni di automobilisti hanno mentito all'assicurazione. Tra le cause, classe di merito e conducenti non coperti

Assicurazioni auto, 1,4 milioni di italiani hanno mentito: ecco perché rischiano grosso
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Giulia Darante
Pubblicato il 21 ott 2026

Mentire alla propria assicurazione per evitare un aumento del premio o ottenere un risarcimento non dovuto è una pratica più diffusa di quanto si possa immaginare. In Italia, circa 1,4 milioni di automobilisti hanno ammesso di aver fornito informazioni false alla compagnia assicurativa, soprattutto in occasione di un incidente stradale.

È quanto emerge da un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto EMG, che ha analizzato le motivazioni alla base di questi comportamenti. Il quadro evidenzia come il timore di pagare di più per la polizza RC auto possa spingere alcuni conducenti a modificare il racconto di un sinistro, esponendosi però a conseguenze potenzialmente molto serie.

RC auto, oltre 770.000 automobilisti mentono per non pagare di più

La ragione più frequente riguarda il sistema bonus-malus, che collega il costo dell’assicurazione anche alla storia dei sinistri del conducente. Secondo l’indagine, il 53,5% degli automobilisti che hanno dichiarato di aver mentito, pari a circa 770.000 persone, lo ha fatto per evitare il peggioramento della classe di merito.

Una responsabilità attribuita al conducente può infatti determinare un aumento del premio al successivo rinnovo, rendendo economicamente svantaggiosa la denuncia di un incidente. Da qui la scelta, ammessa dagli intervistati, di fornire una ricostruzione non veritiera della dinamica.

La seconda motivazione riguarda invece chi si trovava effettivamente alla guida del veicolo. Il 43%, corrispondente a circa 586.000 assicurati, ha dichiarato di aver mentito perché l’automobile era condotta da una persona non coperta dalle condizioni della polizza.

È una situazione che può verificarsi, per esempio, quando il contratto prevede limitazioni relative all’età o all’esperienza del conducente. Infine, circa 33.000 automobilisti, pari al 2,3%, hanno ammesso di aver alterato la ricostruzione di un incidente per ottenere un rimborso relativo a danni non coperti dall’assicurazione.

Mentire all’assicurazione può avere conseguenze penali

Fornire informazioni false alla compagnia non rappresenta soltanto una violazione degli obblighi contrattuali. Quando il comportamento integra una frode assicurativa, possono emergere anche responsabilità penali, con sanzioni che, nelle fattispecie previste dalla legge, arrivano fino a cinque anni di reclusione.

Non ogni dichiarazione inesatta costituisce automaticamente un reato: occorre valutare le circostanze concrete e gli elementi richiesti dalla normativa. Le conseguenze possono inoltre riguardare il rapporto con l’assicuratore, soprattutto quando vengono occultate informazioni rilevanti per la gestione del sinistro.

Le frodi producono anche effetti economici più ampi. I costi sostenuti dalle compagnie per contrastarle e gestirne le conseguenze possono incidere sull’equilibrio complessivo del mercato assicurativo. L’indagine EMG è stata condotta online dall’8 al 17 settembre 2026 su 1.000 intervistati, rappresentativi della popolazione italiana tra 18 e 74 anni. Le cifre nazionali sono quindi stime statistiche, non il risultato di un censimento delle frodi accertate.

Anche gli automobilisti finiscono nel mirino dei truffatori

Il fenomeno presenta però anche un’altra faccia: quella dei consumatori ingannati da falsi intermediari e organizzazioni fraudolente. Una precedente ricerca commissionata da Facile.it a mUp Research aveva stimato in 890.000 gli automobilisti coinvolti in truffe o tentativi di frode, con un danno economico complessivo superiore a 390 milioni di euro.

Tra i principali canali utilizzati dai truffatori figuravano le email di phishing, responsabili del 35% dei tentativi rilevati. Seguivano il porta a porta con il 23%, gli SMS con il 17% e le applicazioni di messaggistica istantanea con il 12%.

Per aiutare i consumatori a riconoscere questi raggiri, Facile.it e Consumerismo No Profit hanno realizzato il portale Stop alle Truffe, che raccoglie video informativi e indicazioni pratiche. Il quadro che emerge dalle due ricerche mostra dunque un settore esposto a comportamenti fraudolenti in entrambe le direzioni: dalle false dichiarazioni degli assicurati ai tentativi di raggiro ai danni degli automobilisti.

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