Allarme ricambi usati: truffe fino a 3.200 euro con identità rubate agli autodemolitori

In Spagna gli autodemolitori chiedono maggiori controlli su Wallapop: falsi venditori copiano dati e foto di aziende autorizzate per truffare gli acquirenti

Allarme ricambi usati: truffe fino a 3.200 euro con identità rubate agli autodemolitori
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Giorgio Colari
Pubblicato il 5 ott 2026

Comprare un motore, un cambio o un altro ricambio usato online può consentire di risparmiare parecchio, ma dietro alcune offerte particolarmente convenienti può nascondersi una truffa ben organizzata. In Spagna l’Associazione Española del Desguace y Reciclaje del Automóvil (Aedra) ha chiesto a Wallapop di rafforzare i controlli sui venditori di componenti automobilistici usati.

Il fenomeno non sarebbe recente: le frodi avrebbero cominciato a diffondersi durante la pandemia, per poi aumentare sensibilmente dalla tarda primavera del 2025. A farne le spese non sono soltanto automobilisti e commercianti, ma anche i Centri Autorizzati di Trattamento dei veicoli, i CAT, equivalenti agli autodemolitori autorizzati.

Il meccanismo è particolarmente insidioso perché i truffatori possono utilizzare nomi, fotografie e informazioni appartenenti ad aziende realmente esistenti, creando negli acquirenti l’impressione di avere davanti un professionista regolare.

Come funziona la truffa dei ricambi

Uno degli schemi più frequenti parte da un annuncio relativo a componenti molto richiesti, proposti a prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli normalmente praticati. Foto e informazioni possono essere copiate direttamente da un autodemolitore autentico, rendendo più difficile riconoscere immediatamente l’inganno.

Una volta contattato dal potenziale cliente, il falso venditore può arrivare a fornire una fattura proforma riportante i dati del CAT al quale è stata sottratta l’identità. Successivamente viene richiesto un bonifico bancario.

Il denaro, però, finisce su un conto che non appartiene all’azienda indicata nei documenti e il ricambio non arriva mai. In alcuni episodi l’operazione sarebbe stata ancora più sofisticata: sarebbero stati clonati interi siti internet degli autodemolitori, riproducendone grafica, informazioni societarie e immagine aziendale.

Le conseguenze economiche possono essere importanti. Alcune delle operazioni fraudolente segnalate avrebbero raggiunto importi di 700, 2.700 e 3.200 euro, mentre le aziende alle quali è stata sottratta l’identità si ritrovano a ricevere le telefonate dei clienti convinti di aver acquistato proprio da loro.

Gli autodemolitori chiedono più controlli

Aedra vuole quindi rendere più semplice distinguere un professionista autorizzato da chi vende ricambi senza poter dimostrare chiaramente la provenienza dei componenti.

Tra le richieste avanzate a Wallapop c’è una verifica più approfondita degli account che commercializzano ricambi in maniera professionale o abituale. Per questi profili l’associazione propone l’identificazione attraverso dati fiscali e aziendali, contatti e numero di autorizzazione come CAT.

L’associazione vorrebbe inoltre una categoria specifica dedicata ai ricambi provenienti dai centri autorizzati, insieme a procedure più rapide per rimuovere annunci e account fraudolenti. Viene richiesto anche un canale attraverso il quale le aziende possano segnalare le irregolarità e trasmettere la relativa documentazione.

Germán Catoira, presidente di Aedra, ritiene che la verifica dei venditori rappresenti il sistema più semplice per tutelare contemporaneamente consumatori e aziende alle quali viene rubata l’identità.

Il prezzo troppo basso può essere un campanello d’allarme

L’obiettivo degli autodemolitori spagnoli non è impedire la vendita di componenti attraverso piattaforme come Wallapop. La richiesta riguarda piuttosto la possibilità di sapere con maggiore certezza chi si trova dall’altra parte della compravendita.

Aedra suggerisce quindi agli automobilisti di controllare che l’azienda indicata nell’annuncio sia effettivamente un CAT autorizzato e di diffidare delle offerte con prezzi anormalmente bassi.

Un’ulteriore precauzione consiste nel contattare direttamente l’autodemolitore del quale compaiono nome e dati nell’annuncio o nella documentazione ricevuta, utilizzando recapiti reperiti autonomamente, per verificare che la vendita esista realmente.

Il problema, dunque, non riguarda il ricambio usato in sé. È l’identità del venditore a diventare determinante: dietro un annuncio apparentemente professionale potrebbe esserci qualcuno che non possiede alcun pezzo da consegnare.

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